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Mauro Matias Zarate: il giovane talento che sceglie il Qatar

Storia bizzarra quella di Mauro Matias Zarate, attaccante argentino poco più che ventenne, protagonista di una scelta di vita a dir poco inconsueta per il calcio moderno.

Ma andiamo per ordine, ripercorrendo le tappe della sua carriera sin dagli esordi nelle giovanili del Velez, quando muoveva i primi passi su un campo di calcio, seguendo l’esempio dei suoi tre fratelli. Non la solita storia dell’argentino che cresce nei sobborghi di Buenos Aires, cercando un riscatto nel calcio: Mauro proviene da una famiglia piuttosto agiata, in cui il pallone rappresenta una professione più che un divertimento.

Suo nonno era un nazionale cileno mentre suo padre giocava nell’Indipendiente dell’Avellaneda; dei suoi fratelli, solo Sergio Fabian ha appeso le scarpette al chiodo, dopo, tra l’altro, una breve permanenza in Italia nell’Ancona, gli altri due ancora calcano i campi di gioco con alterne fortune.


Mauro cresce come già detto nel Velez Sarsfield, arrivando giovanissimo in prima squadra e diventando ben presto titolare inamovibile. Si mette in evidenza segnando 12 gol in 19 partite nel Campionato di Apertura che gli permettono di vincere la Joya Palacio, ovvero il titolo di capocannoniere, a pari merito con Rodrigo del Boca Juniors. Niente male per un esordiente! La sua squadra di club gli impedisce di rispondere alla convocazione per il torneo del Sudamerica Under 20, ma avrà modo di rifarsi con il Mondiale di categoria vinto dall’Argentina lo scorso anno. Due gol per lui nella manifstazione, tra cui quello decisivo che ha messo in ginocchio la Repubblica Ceca all’86’, permettendo agli albicesti di alzare la coppa.

Una vetrina internazionale che gli ha permesso di essere notato da diversi club europei che hanno iniziato a marcarlo a uomo pur di assicurarselo. Lo voleva il Valencia prima ancora che si cominciasse a parlare di Ever Banega, ma era seguito anche da Barcellona, Fiorentina, Boca e River Plate.

E qui la storia si fa bizzarra perché il giovane Zarate a sorpresa ha deciso di firmare un contratto con l’Al Qasar, squadra del Qatar, che lo ha acquistato per 20 milioni di dollari. Perché un promettente attaccante argentino, tra l’altro nemmeno assillato da problemi economici, decide di mettere il suo talento a disposizione di un campionato fuori dal mondo?
Lui dice che l’esperienza gli servirà come trampolino di lancio verso l’Europa, ma certo fa strano vedere un simile gioiello escluso dal calcio che conta.

Sicuramente sentiremo parlare di lui, di questo attaccante agile e veloce che tira indifferentemente con entrambi i piedi e che fa del calcio di punizione la sua arma migliore. Per ora è confinato nel lontano Qatar, ma l’Europa aspetta i suoi gol.