
Trentasette anni (quasi) suonati, la maggior parte dei quali trascorsi a rincorrere un pallone su un prato verde, a dare e prendere spallate in area di rigore, a segnare gol pesanti per squadre di club e nazionale argentina. Hernan Crespo è sicuramente uno dei migliori attaccanti degli ultimi venti anni, ma la sua favola calcistica termina qui, in un freddo giorno di febbraio, di fronte ad una platea di giornalisti pronti a registrare il suo addio al calcio.
Il tutto accade nella sala stampa del Tardini, il suo stadio, nella sua Parma, la città che lo adottò nel 1996 per trasformarlo in un grande campione. La commozione si taglia a fette:
Non gioco più, non faccio più parte del progetto tecnico Parma. Voglio andarmene a testa alta, non essere un peso. Per questo metto oggi la parola fine al calcio giocato ad alti livelli.



