Foto Test, riconoscete i calciatori

Oggi vogliamo giocare un po’ con voi lettori, per vedere se riuscite a capire chi si cela dietro queste foto d’epoca. Si tratta di personalità molto influenti e importanti del mondo del calcio moderno, ai tempi in cui giacca e cravatta ancora non esistevano, ma indossavano solo calzoncini e scarpe con i tacchetti.

Cominciamo con la foto qui sopra, la più facile delle 8 che vi proponiamo oggi, cercate di indovinare chi è. Il nome lo leggerete appena dopo il salto, ma osservate bene la foto e cercate di capire, prima di leggere il nome, di chi si tratta. Pronti? Cominciamo.

Lazio, ecco il regalo di Lotito: Rossi o Forlan

Qualche giorno fa, prima che le polemiche sulla nazionale prendessero il sopravvento, si parlava ancora di calcio, e tra i tanti temi ce n’era uno molto interessante: il primato della Lazio. Un primato in classifica che mancava da troppo tempo, e che Lotito ha intenzione di mantenere.

Per questo il presidente biancazzurro ha promesso di tenere Reja (gli piacerebbe tenerlo a vita), regalandogli una sorpresa. L’entità del regalo viene svelata oggi dal Corriere dello Sport. Si tratta di un attaccante che possa sostituire Zarate a gennaio se non dovesse riprendere il feeling con il gol. I nomi più probabili sono Diego Forlan e Giuseppe Rossi.

Liverpool, per la cessione si passa alle carte bollate

Entro 24 ore si conoscerà il futuro del Liverpool che sarà penalizzazione o passaggio di proprietà. La scelta tra queste due opzioni non è per nulla semplice e diventa un caso internazionale. I due Paesi coinvolti sono ovviamente l’Inghilterra e gli Stati Uniti, sede del club l’una e dei due proprietari l’altra.

Tutto inizia con l’offerta di John Henry, proprietario dei Boston Red Sox di baseball, il quale aveva offerto 300 milioni di sterline per rilevare il club, cioè l’intero ammontare dei debiti. I due proprietari, Hicks e Gillett, si erano detti contrari, chiedendo almeno 320 milioni, ma il direttivo della società ha deciso di scavalcare i due padroni e accettare l’offerta. Ovviamente non potevano passarla liscia.

Italia-Serbia: i rischi per le due nazionali

Italia-Serbia non è ancora finita. Se dal punto di vista sportivo la partita è durata soltanto 6 minuti, da quello giudiziario dura tre settimane. La Uefa non ha ancora ratificato il 3-0 a tavolino, anche se ormai non sembra in discussione perché non è stata presa nemmeno in considerazione l’ipotesi di rigiocare la partita, ma i rischi sono tanti, e valgono anche per gli azzurri nonostante sembrino le vittime di questa situazione.

Secondo la Uefa è responsabile la federazione che organizza l’evento, quindi quella italiana, e se gli scontri sono potuti accadere, e soprattutto se è stato concesso ad Ivan e compagni di far entrare armamenti da guerra sugli spalti, la colpa è solo dell’Italia. I pericoli non dovrebbero essere penalizzazioni di punti, ma vanno dalla squalifica del campo alla multa, fino all’esclusione della città di Genova da partite a rischio a causa della vicinanza dello stadio al centro cittadino che metterebbe in pericolo l’incolumità dei cittadini e degli esercizi commerciali.

Serie B 9a giornata: bene Novara e Siena, Bianchi è “cuore Toro”

Torino-Vicenza 2-1: 20′ pt De Vezze (T) aut., 38′ st 48′ st Bianchi (T)
Ascoli-Crotone 2-2: 33′ pt Curiale (C), 6′ st Sommese (A), 24′ st Cutolo (C), 45′ st Moretti (A)
Novara-Atalanta 2-0: 25′ st Bertani (N), 28′ st rig. Rigoni (N)
Albinoleffe-Frosinone 2-1: 39′ pt Martinez (A), 42′ Torri (A), 39′ st Terranova (F)
Siena-Padova 2-1: 11′ pt Mastronunzio (S), 25 st Succi (P), 43′ st Reginaldo (S)
Grosseto-Portogruaro 3-1: 3′ pt Guidone (G), 13′ pt Gerardi (P), 19′ pt e 37′ st rig. Soncin (G)
Varese-Livorno 1-1: 20′ pt Neto (V), 44′ st Lamburghi (L)
Cittadella-Sassuolo 1-1: 32′ pt Piovaccari (C), 41′ pt Troiano (S)
Modena-Empoli 0-0
Piacenza-Triestina 2-2: 17′ pt Godeas (T), 20′ Guzman (P), 24′ pt Marchi (T), 36′ pt Cacia (P) su rig.
Reggina-Pescara 1-0: 15′ st Bonazzoli (R)

Italia-Serbia diventa un caso politico

All’indomani del vergognoso spettacolo passato davanti agli occhi degli italiani (e non solo) in diretta tv, si sprecano le chiacchiere sulle varie responsabilità, i commenti su cosa si poteva fare per evitare il fattaccio, i botta e risposta tra Italia e Serbia sul comportamento delle rispettive forze di polizia.

Sta di fatto che Italia-Serbia, valevole per le qualificazioni ad Euro 2012, non si è giocata per colpa di un manipolo di bestie (ci perdonino gli animalisti), partite da Belgrado con la ferma intenzione di creare scompiglio sia all’esterno che all’interno dello stadio Ferraris di Genova.

A chi dare la colpa? Chi ha aperto le gabbie, permettendo a 100-200 imbecilli di varcare la frontiera per mettere a fuoco e fiamme la città di Genova?

L’avvocato di Moggi parla della madre di tutte le intercettazioni

Inutile nasconderlo, a Napoli si svolge un processo che è prima di tutto mediatico. E questo lo sa benissimo anche l’avvocato di Moggi Maurilio Prioreschi – che non perde l’occasione per commentare quanto succede a Napoli.

Su alcune radio locali è ritornato sulla “madre di tutte le intercettazioni”, ovvero la conversazione telefonica tra Giacinto Facchetti e l’ex-designatore degli arbitri Paolo Bergamo del 26 novembre 2004 – quella per intenderci del “metti Collina“.

Gli obiettivi di calciomercato: Neymar

Neymar da Silva Santos Júnior ha solo diciotto anni, ma fa parlare di sé già da tempo. Sarà stato per le parole dell’immenso Pelé:

E’ il mio erede, anzi, può addirittura diventare più forte di me. Devono solo avere la pazienza di farlo crescere.

O forse perché è il primo brasiliano così giovane ad aver ricevuto un ingaggio di livello europeo – nel Santos guadagna 250.000 euro al mese promessi, ovvero circa 3 milioni di euro l’anno -, ma oggi è il calciatore diciottenne con la più alta valutazione al mondo: secondo i media brasiliani sarebbe di circa 37 milioni di euro.

Qualificazioni Euro 2012: impresa Montenegro, fermata anche l’Inghilterra

Il Montenegro dimostra di non essere dipendente dai suoi campioni. Senza infatti Jovetic e Vucinic la nazionale sorpresa delle qualificazioni a Euro 2012 riesce a strappare un punto fondamentale contro l’Inghilterra. Finora il Montenegro aveva sempre vinto, ma tutti credevano che contro gli inglesi i valori sarebbero tornati normali. Ed invece una gara di sacrificio e tattica ha permesso di raggiungere uno 0-0 che consente ai montenegrini di mantenere il primo posto del girone a +3 dalla nazionale di Capello (che ha una partita in meno) e parecchio più su della Svizzera che ha battuto ieri il Galles, e della Bulgaria.

Tra i risultati sorprendenti di ieri sera c’è la sconfitta della Turchia, la seconda consecutiva, stavolta contro l’Azerbaijan. Gli azeri non avevano ancora incassato un solo punto, ma hanno la meglio contro una nazionale troppo sicura di sé da perdersi in giocate inutili. I turchi ormai possono dire addio al primo posto del girone dopo lo 0-3 della Germania in Kazakistan, ma devono stare attenti anche all’Austria e al Belgio, dopo che ieri sera se le sono date di santa ragione, terminando la partita 4-4 e dimostrando che non hanno alcuna intenzione di mollare.

Italia-Serbia, arrestato capo ultras “incappucciato”

Sono durati fino alle 3 di stanotte gli scontri al di fuori dello stadio di Marassi tra la polizia e i presunti tifosi serbi. Tifosi si fa per dire, dato che si trattava di un gruppo di estremisti che hanno scelto la gara di qualificazione all’Europeo contro l’Italia come vetrina per le loro manifestazioni.

Se la situazione all’interno dello stadio era molto preoccupante, fuori è stata anche peggio, con gli ultras che hanno distrutto tutto ciò che potevano distruggere al di là dei cancelli, e sono venuti allo scontro con la polizia. Ad un certo punto si è temuto anche il peggio, quando cioè degli ultras della Sampdoria e del Genoa si sono uniti per fronteggiare quelli serbi come se fosse una vera e propria guerra, ma per fortuna la polizia è intervenuta in tempo e ha fatto allontanare gli italiani.

Italia-Serbia e la morte del calcio

Mi pagano per scrivere di calcio, la mia passione da quando avevo un paio d’anni e restavo affascinata da quella palla che rotola sul terreno, dalla gioia stampata sul volto di chi segna, dalla voglia di rivincita di chi invece è costretto ad incassare una sconfitta. Perdonate l’amarcord personale, ma di fronte allo spettacolo visto questa sera, la voglia di scrivere di calcio è davvero poca. E di calcio in realtà c’è ben poco da scrivere.

L’Italia si ritrova in testa al proprio girone con dieci punti (eh sì, perché immaginiamo che la vittoria a tavolino non ce la possa togliere nessuno), ma l’Italia non ha vinto, lo sport non ha vinto, la parte buona del tifo non ha vinto. A vincere, come sempre accade in certe situazioni, sono quei quattro imbecilli che sembrano godere nel veder distrutto il giocattolo, che mischiano la politica con il calcio, che sperano di risolvere sugli spalti i propri problemi personali o nazionali.

Collina lo disse Bergamo non Facchetti

Udienza abbastanza interlocutoria al processo su Calciopoli. Di tutto quello che è successo è emersa sui mass media soprattutto l’integrazione della perizia fonica di Roberto Porto, il perito che deve trascrivere le intercettazioni chiamate in causa dalla difesa di Luciano Moggi.

Il perito ha accertato che il nome di Collina viene fatto dall’ex-designatore Bergamo e non da Facchetti. Non c’era bisogno di un perito per capire che nella “madre di tutte le intercettazioni” si sente Facchetti pronunciare le parole “Metti dentro”, mentre la parola “Collina” viene detta da Bergamo.

Italia-Serbia è sospesa

Doveva essere una festa dello sport, ma anche un modo per onorare i quattro militari italiani uccisi in Afghanistan. L’Italia con la morte nel cuore e con il lutto al braccio cercava contro la Serbia altri tre punti per la corsa alla qualificazione agli Europei del 2012. Ma festa non è stata, a causa – come spesso accade – di quattro imbecilli, che hanno deciso di trasformare una partita di calcio in una vera e propria guerra.

Stavolta gli imbecilli sono i serbi, non le decine di migliaia che sono arrivate a Genova per godersi la partita, ma quel centinaio che ha messo le ragioni politiche davanti a quelle dello sport, animando le ore precedenti alla gara con lanci di fumogeni e petardi, sia all’esterno dello stadio che all’interno del Ferraris. Il pullman che doveva portare Stankovic e compagni allo stadio è stato assalito ed il portiere titolare minacciato o colpito. Ma la situazione è degenerata a pochi minuti dall’inizio della gara, quando un tifoso serbo ha tranciato le reti di recinzione, incitando i propri connazionali alla violenza.

L’inizio della gara ovviamente è stato ritardato, mentre la polizia si schierava nei pressi del settore degli ospiti. Alla fine sembravano aver vinto le ragioni dello sport, con le due formazioni che entravano in campo, ascoltavano gli inni ed applaudivano al momento di silenzio per i caduti italiani.