Italia-Serbia è sospesa

di Gioia Bò 9

Doveva essere una festa dello sport, ma anche un modo per onorare i quattro militari italiani uccisi in Afghanistan. L’Italia con la morte nel cuore e con il lutto al braccio cercava contro la Serbia altri tre punti per la corsa alla qualificazione agli Europei del 2012. Ma festa non è stata, a causa – come spesso accade – di quattro imbecilli, che hanno deciso di trasformare una partita di calcio in una vera e propria guerra.

Stavolta gli imbecilli sono i serbi, non le decine di migliaia che sono arrivate a Genova per godersi la partita, ma quel centinaio che ha messo le ragioni politiche davanti a quelle dello sport, animando le ore precedenti alla gara con lanci di fumogeni e petardi, sia all’esterno dello stadio che all’interno del Ferraris. Il pullman che doveva portare Stankovic e compagni allo stadio è stato assalito ed il portiere titolare minacciato o colpito. Ma la situazione è degenerata a pochi minuti dall’inizio della gara, quando un tifoso serbo ha tranciato le reti di recinzione, incitando i propri connazionali alla violenza.

L’inizio della gara ovviamente è stato ritardato, mentre la polizia si schierava nei pressi del settore degli ospiti. Alla fine sembravano aver vinto le ragioni dello sport, con le due formazioni che entravano in campo, ascoltavano gli inni ed applaudivano al momento di silenzio per i caduti italiani.

La gara cominciava, ma il clima era surreale, tanto che l’arbitro non riusciva ad essere abbastanza lucido da espellere un calciatore della Serbia per un fallaccio su Mauri, né da concedere un rigore netto agli azzurri. Paura di compromettere ulteriormente la situazione? Forse sì, ma alla fine tutto passa in secondo piano, perché di lì a poco c’era l’ennesimo lancio di fumogeni dalle parti di Viviano e si rendeva necessario lo stop della gara. Conciliabolo a centrocampo, azzurri che applaudivano i propri tifosi, squadre negli spogliatoi, fino ad ora – ore 22:02 – quando la Rai comunica che c’è un vertice in corso. Si continuerà a giocare? Siamo in attesa di notizie, ma a questo punto ci interessa davvero poco.

Commenti (9)

  1. Io sono per la linea dura…
    Un bel proiettile di gomma in faccia a quel deficiente “capo” e una volta a terra (magari con qualche osso rotto) lo si lasciava li nella sua demenza, se poi gli altri imbecilli volevano continuare altro proiettile di gomma in faccia, vediamo chi si stanca prima……

    Il mio “sogno” sarebbero degli stadi a scompartimenti, ci sono idioti nel settore A? Bene, li sigilliamo li e li lasciamo anche ad uccidersi fra loro, tanto farebbero solo un favore all’umanità.

  2. @ OMG: il tizio che dici te e quelli che sfondavano i vetri laterali si sarebbero meritati anche di peggio…ma se notavi bene in mezzo c’èrano anche altri che stavano semplicemente seduti…la polizia ha agito benissimo non poteva assalirli sarebbe andata nel torto cmq ci sn registrazioni video e molti di loro agivano a volto scoperto…spero che li prendano i tifosi italiani prima della polizia….hiihhihi

  3. Lino per quello avrei usato i proiettili e non le manganellate che rischiano di colpire innocenti.
    Sei talmente deficiente da salire sulle barricate? E io ti sparo in faccia.
    Non è gente che merita altro.

  4. Italia-Serbia: chi Vince(nzi)?

    Da: http://piemonte.indymedia.org/article/10267

    Parla la sindaco di Genova Marta Vincenzi (che forse ha contribuito ad evitare una strage).
    Il primo cittadino è’ preoccupatissimo per la città che và a ferro e fuoco. La situazione sembra totalmente fuori controllo.

    “Pronto Questura … dove cazzo siete. Qui sta succedendo un casino … ho cercato di calmare i tifosi serbi, quello che pisciava sulla facciata del Comune mi ha lanciato una bottiglietta. Meno male che mi hanno tenuto se no li prendevo tutti a schiaffoni. Dove minchia siete non vedo una divisa!”

    La Marta in quegli attimi di concitazione non sa che è tutto ok. La finta inerzia fa parte del piano. E’ una normale strategia operativa delle Forse dell’Ordine (pardon Forze). Trattasi dei famosissimi “criteri “morbidi” “a cui è improntata e ispirata alla conduzione dei servizi di ordine pubblico”. La Maroni strategy (lasciare che avvenga la guerriglia urbana per evitare la guerriglia urbana). Ma se l’ordine e la sicurezza brillano sotto la lanterna è anche grazie ad un’arma segreta. Un vero e proprio asso nella manica delle Forze di Polizia: i prefiltraggi.
    Torna alla mente un periodo caldo delle tifoserie locali. Era il Luglio 2005. La tifoseria genoAna si stava organizzando per protestare contro la sentenza della magistratura sportiva (con cui stava per essere disposta la retrocessione in serie C1 della squadra del GENOA).
    Il board dell’intelligence genovese al gran completo si dà convegno. Questore, Comandande Provinciale dei Carabinieri, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Vice Questore Vicario, Assessore Comunale alla Viabilità, Comandante del Corpo di Polizia Municipale, Vice Comandante dei Vigili del Fuoco, Segretari Generali di Genoa Spa e Sampdoria Spa. Vien indetta una riunione supersegreta del Comitato Provinciale del l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (bel nome).

    E’ la storica seduta del 29 luglio 2005. Il Questore Romano (uno che in fatto di ordine pubblico è un’eminenza) prende la parola :

    “… La linea operativa cui si ispira la conduzione dei servizi di ordine pubblico nella circostanza è improntata a criteri “morbidi” che non lasciano comunque spazio a comportamenti in grado di generare forme di illegalità… ma non saranno tollerate iniziative suscettibili di paralizzare punti nevralgici della città … né azioni che possano configurare violazione dei dispositivi di sicurezza predisposti a protezione degli obiettivi ritenuti sensibili. Le affermazioni sopra riportate, sottolinea il Prefetto, sono state esplicitate con chiarezza proprio per evitare che, nel caso in cui dovessero insorgere turbative dell’ordine pubblico, le Forse Dell’ordine (pardon Forze) possano essere tacciate di comportamenti eccessivi o di reazioni sproporzionate rispetto all’entità degli accadimenti…”

    E se nelle tifoserie dovessero annodarsi gruppi di facinorosi, non facilmente controllabili, animati da propositi violenti? (a Genova mai ma a volte capita). Eh?

    Risponde il Prefetto di ferro:

    “Conclusivamente il Prefetto fa presente che per l’occasione è stato comunque predisposto un adeguato dispositivo di sicurezza, in grado di prevenire e contrastare il possibile insorgere di evenienze di particolare gravità”.

    Più o meno quello che s’è realizzato ieri allo Stadio Luigi Ferrarsis di Genova.

    PFIUuuu . Meno male. Hanno evitato una strage.

    Doc. pdf:

    http://piemonte.indymedia.org/attachments/oct2010/prefettura_ge_sismi_anno_2005.pdf

    Link approfondimento:
    “Scoop: Ecco come il SISMI spia i centri sociali”
    http://piemonte.indymedia.org/article/6464

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