Italia-Serbia e la morte del calcio

di Gioia Bò 8

Mi pagano per scrivere di calcio, la mia passione da quando avevo un paio d’anni e restavo affascinata da quella palla che rotola sul terreno, dalla gioia stampata sul volto di chi segna, dalla voglia di rivincita di chi invece è costretto ad incassare una sconfitta. Perdonate l’amarcord personale, ma di fronte allo spettacolo visto questa sera, la voglia di scrivere di calcio è davvero poca. E di calcio in realtà c’è ben poco da scrivere.

L’Italia si ritrova in testa al proprio girone con dieci punti (eh sì, perché immaginiamo che la vittoria a tavolino non ce la possa togliere nessuno), ma l’Italia non ha vinto, lo sport non ha vinto, la parte buona del tifo non ha vinto. A vincere, come sempre accade in certe situazioni, sono quei quattro imbecilli che sembrano godere nel veder distrutto il giocattolo, che mischiano la politica con il calcio, che sperano di risolvere sugli spalti i propri problemi personali o nazionali.

Hanno vinto loro. Hanno vinto coloro che sono partiti da Belgrado con un obiettivo ben preciso: evitare che Italia-Serbia potesse svolgersi regolarmente. E ci sono riusciti. Genova è stata letteralmente presa in ostaggio da cento, forse duecento ultras serbi, che già dal pomeriggio avevano palesemente mostrato le proprie intenzioni, mettendo a ferro e fuoco la città.

Ci si poteva aspettare che tale manipolo di decerebrati continuasse la propria performance sugli spalti del Ferraris? Purtroppo la storia ci insegna che l’imbecillità umana viene quadruplicata all’interno dello stadio e quello che è accaduto questa sera lo dimostra ancora una volta.

Lo sport ha provato ad avere la meglio, quando le due formazioni si schieravano a centrocampo con ben 45 minuti di ritardo, ma alla fine nulla ha potuto contro l’ennesima intemperanza. L’Italia fa un passo avanti verso le qualificazioni ad Euro 2012, ma il calcio ne fa due indietro. Il giocattolo si è rotto definitivamente e quella bambina che restava affascinata dalla palla che rotola non ha più voglia di scrivere di calcio.

Commenti (8)

  1. Dopo quanto successo nessuno ha più voglia di scrivere e sopratutto parlare di calcio.

    Inutile dire che concordo al 100% con quanto scritto.

  2. Ho sperato fino all’ultimo di vedere la partita.
    Amo il calcio e quei dementi mi hanno fatto arrabbiare per diversi motivi: mi hanno impedito di guardare il mio amato sport, hanno disturbato migliaia di persone allo stadio e milioni davanti la TV, hanno fatto i prepotenti in casa di altri.
    Come ho scritto anche nell’altro post, io sono per la linea dura. 200 ritardati vogliono dare fastidio a milioni di persone? Bene, e io (Polizia) mando 200 ritardati all’ospedale.

  3. @ OMG:
    La polizia è stata frenata da quel genio di Masucci, e se qualcuno avesse osato alzare le mani su quelle bestie ne avrebbe pagato conseguenze amare. Basti ricordare cos’è successo, sempre a Genova, nel 2001…

  4. @ OMG:
    non credo sia così semplice. Pensa se avessero caricato. C’erano migliaia di serbi che non c’entravano nulla lì in mezzo, e avrebbero preso manganellate e sarebbero finiti in ospedale. Si sarebbe scatenato il panico anche tra gli italiani perché quelle bestie avevano divelto la rete di protezione e sarebbero finiti in tribuna. Il tutto in diretta nazionale tv. Puoi immaginare lo spettacolo per la polizia italiana. Bene com’è andata, l’unica cosa che si può dire è che queste persone non dovevano nemmeno arrivare allo stadio, ma quand’è così non si può scadere nella violenza, perché è proprio questo che questi esaltati vogliono.

  5. ALBANIA E KOSOVO KOSOVO E ALBANIA ALBANIA E ETNIKA QUESTO E LA RISPOSTA PER I SERBI HAHHAHA

  6. Esistono possibili paragoni con la partita Fiorentina-Grasshopper del 3 novembre 1998.

    WebRAISport – 3 novembre ’98 – Speciale Coppe: Fiorentina-Grassho… http://www2.raisport.rai.it/news/rubriche/coppe978/199811/03/363f7
    1 di

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