Palermo: Zamparini recita il “mea culpa”

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Il presidente del Palermo Zamparini ha dimostrato di essere, oltre che come viene sempre definito vulcanico o mangia-allenatori, anche una persona intelligente, presentandosi davanti ai taccuini di Tuttosport e addossandosi buona parte della colpa del fallimento a cui il Palermo sta andando incontro.

Il povero Delio Rossi ha disputato una prima parte di campionato alla grande ed un inizio del girone di ritorno discreto, ma dopo Inter-Palermo qualcosa si è rotto. I rosanero avevano disputato una gran partita, e solo la solita indomita Inter, che riuscì a segnare 3 gol in pochi minuti (non era di certo la prima volta), riuscì a strappare i tre punti ai rosanero. Da lì cominciarono i guai perché Zamparini andò in sala stampa e disse peste e corna del suo allenatore.

Sampdoria: esonerato Di Carlo, squadra a Cavasin

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L’eliminazione dalla Champions League ci poteva pure stare, quella dall’Europa League, a denti stretti, si accetta, ma l’esclusione sicura dalle coppe europee per la prossima stagione, lo scivolamento fino quasi alla zona retrocessione e l’umiliazione di una sconfitta in casa contro il Cesena che solo per puro caso non si è trasformata in goleada sono davvero troppo.

Mimmo Di Carlo, arrivato la scorsa estate tra i mugugni del pubblico, è stato esonerato poche ore fa dal presidente Garrone. A traghettare la squadra, cercando di farla salvare per poter rinascere il prossimo anno, sarà Alberto Cavasin, preferito agli altri nomi Papadopulo, Cagni e De Biasi.

Liga: anche senza titolari Barça e Real continuano a vincere

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Il Barcellona per la Champions imminente, il Real per cause di forza maggiore, visto l’infortunio di Cristiano Ronaldo, sono costrette a fare a meno di diversi pezzi importanti nell giornata della Liga numero 27. Ma siccome le altre squadre sono ben poca cosa rispetto alle rose delle due big, il risultato finale non cambia.

Nell’anticipo Messi non viene risparmiato, e lui pare non risentire della stanchezza dato che un suo show manda in rete Keita per il gol che deciderà la partita. A dire il vero Barcellona-Saragozza sarebbe potuta finire con un passivo molto pesante per gli ospiti, ma il loro portiere li tiene a galla e ai blaugrana va bene così.

I gol della 28^ giornata – Serie A 2010/2011

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Ben 26 gol hanno allietato la giornata di campionato numero 28, quella che rimanda tutti i discorsi scudetto al derby che si terrà tra 3 settimane, ma anche che riaccende la sfida al terzo posto che vale l’accesso diretto alla Champions League, nonché la lotta per la salvezza, discorso aperto ad almeno 5 squadre per due posti.

Le reti arrivano da dove non te le aspetti, come il 5-2 dell’Inter dopo un primo tempo noioso che sembrava dovesse significare zero gol per tutta la partita, o lo spettacolare 2-3 di Sampdoria-Cesena, mentre dove ci si attendeva la valanga di reti, e cioè Udinese-Bari o Napoli-Brescia, si conta appena un gol, arrivato peraltro su rigore. Il video da far vedere nelle scuole calcio di questa settimana è proprio Samp-Cesena, per insegnare come si calcia la volo (gol di Giaccherini) e invece cosa un portiere non deve mai fare, come nel primo gol subìto da Antonioli. Questi e gli altri gol nella carrellata dopo il salto.

Makelele si ritira

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Ogni fine stagione si contano gli abbandoni eccellenti del calcio giocato, e tra questi nel 2011 dovremo contare anche quello di Claude Makelele, centrocampista del Psg, per anni considerato uno dei migliori centrocampisti incontristi al mondo.

L’annuncio è arrivato ieri quando, intervistato dal quotidiano France Soir, il centrale di centrocampo ha affermato che, anche se se la sentirebbe di giocare altre 2-3 stagioni, a 38 anni è il caso di appendere gli scarpini al chiodo. E’ talmente deciso che ha ottenuto un incontro con il presidente del club parigino per la prossima settimana, in cui chiederà di essere inserito nell’organigramma con qualche ruolo dirigenziale.

Bundesliga: Bayern ancora sconfitto, si attende l’esonero di Van Gaal

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L’unica speranza di Van Gaal di rimanere sulla panchina del Bayern Monaco era vincere ad Hannover. E’ arrivata una sonora sconfitta (3-1) ed i bavaresi rimangono così troppo lontani dal secondo posto ed ora rischiano anche di non qualificarsi per la prossima Champions League. Per questo è attesa entro 48 ore l’ufficializzazione dell’esonero dell’ex allenatore dell’Ajax, il quale pare impossibile che siederà su quella panchina nella partita di ritorno di Champions League contro l’Inter.

Il discorso scudetto ormai in Germania è chiuso da un pezzo, e dà un’altra mandata alla porta blindata del successo Lewandowski che segna la rete decisiva in Borussia Dortmund-Colonia e permette ai suoi di mantenere 12 punti di vantaggio sulla seconda in classifica a 9 partite dal termine.

Regolamento: l’International Board dà l’ok ai 5 arbitri per gli Europei

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L’esperimento dei 5 arbitri (i 3 classici più i due di porta) ha avuto successo, e così diventerà ufficiale nel 2012, in occasione del Campionato Europeo che si terrà in Inghilterra. Un successo nemmeno tanto lampante, dato che negli ultimi due anni, quando gli arbitri di porta sono stati utilizzati soltanto in alcune competizioni, c’è stato bisogno di loro soltanto in una occasione, in un gol fantasma che è stato pure valutato male durante una gara dello scorso anno di Europa League, ma nonostante questo la coppia Blatter-Platini continua a preferire gli uomini alla tecnologia, e continuerà sulla strada che comunque era già segnata.

Il 125° International Board che si è tenuto ieri ha dunque rinviato di un anno la decisione sulla tecnologia, dato che le 10 aziende che si erano proposte per attuarla non hanno ottenuto sufficienti risultati, e così la sensazione è che continueremo a non ottenere la giusta sicurezza in situazioni critiche come i gol-non gol, dato che molto spesso l’occhio umano non riesce a distinguere una differenza millimetrica a velocità normale.

Cassano: “non sono andato alla Juve per colpa di mia madre”

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Le voci di mercato inseguitesi negli scorsi anni che volevano Antonio Cassano sempre vicino alla Juventus non erano per nulla campate in aria. Lo rivela lui stesso affermando che, quando ancora in bianconero c’era Luciano Moggi, i bianconeri erano vicinissimi ad acquistarlo. A volte capita che i trasferimenti saltino a causa delle “intemperanze” delle mogli dei calciatori. Quella volta fu la madre di Fantantonio a dire di no.

I motivi ce li spiega proprio lui:

Il primo è climatico. Mamma si è proprio fissata. Non so bene chi, ma qualcuno le aveva detto che a Torino quando stendi la roba d’inverno diventa come il ghiaccio (…). Secondo motivo, i chilometri che separano Torino da Bari. Troppi.

Champions League, presentato il pallone della finale (gallery)

Nasri, Defoe e Kalou hanno appena presentato al mondo il pallone che sperano di poter calciare il 28 maggio prossimo, quando a Wembley si terrà la finale di Champions League. I tre rappresentanti delle squadre inglesi hanno così mostrato il Finale London, il nuovo pallone dell’Adidas che, per l’occasione, è voluto diventare un po’ english.

La fantasia delle stelle che caratterizzano da qualche anno la competizione ricorda un po’ la croce di San Giorgio, patrono dell’Inghilterra, con la coloratura bianca e rossa interrotta soltanto da una stella arancione e dal logo della Champions League.

Liga: il Real sotterra di gol il Malaga, al Barça basta Messi

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Il Real Madrid si traveste da Udinese, e contro il Malaga segna 7 gol nel posticipo della 26^ giornata, anticipata per dare un vantaggio ai club spagnoli impegnati nelle coppe europee. La gara, anticipata da un prepartita tutto pepe tra i due allenatori, viene praticamente consegnata da Pellegrini a Mourinho, dato che la sua squadra, dovendo affrontare la prossima settimana l’Osasuna in una sfida per la salvezza, lascia in panchina molti titolari per farli rifiatare, tanto non avrebbe avuto alcuna possibilità di vincere contro il Real.

Mourinho pare non interessarsi della manifesta superiorità dei suoi, e non gli chiede di andarci cauti, così in un’ora di gioco arrivano 7 gol (di cui tre di Cristiano Ronaldo), e ci si ferma solo perché il portoghese accusa un dolore di non si sa quale natura e lascia il campo anzitempo lasciando i suoi in 10 perché le sostituzioni erano già finite. Al Barcellona invece basta appena una rete, quella del solito Messi, che risolve una difficile gara contro il Valencia.