Tira davvero una brutta aria in casa Chelsea. Da una parte c’è un presidente ed una dirigenza capricciosa che non sa perdere, e combina un guaio dopo l’altro, vedi il licenziamento in tronco di Ray Wilkins, fedelissimo di Ancelotti; dall’altra troppi francesi in squadra che, con il caratterino che hanno, ci hanno messo poco a coalizzarsi contro il fronte degli inglesi. Nel mezzo un italiano, Carlo Ancelotti, che non sembra sapere che pesci pigliare.
Se poi ci si mettono i risultati che non arrivano, con le ultime 5 partite di Premier League senza vittorie ed un primo posto con 6 punti di vantaggio che oggi è diventato quarta piazza in classifica, abbiamo un quadro completo della situazione.
Se a gennaio si muoverà qualcuno, molto probabilmente sarà un attaccante. E’ quanto si apprende osservando i movimenti dei vari ds delle squadre di serie A che, dopo aver sistemato difesa e centrocampo in estate, si sono resi conto di aver tralasciato un po’ il reparto avanzato. Vediamo chi potrebbe muoversi a gennaio.
La Juventus sembra di nuovo essere tornata all’assalto per Benzema. Il francese sta raggiungendo Dzeko in cima agli obiettivi dei bianconeri (costa meno ed è comunitario), ma sembra sempre più probabile l’ingaggio a giugno più che a gennaio. In questo mercato riparazioni qualcosa potrebbe muoversi come un prestito (o l’acquisto totale, anche se più difficile) di Acquafresca, mentre una cessione a titolo definitivo di Amauri e Sissoko, e l’acquisto contemporaneo del Real Madrid di un’altra punta, potrebbe accelerare il discorso sul francese.
Dopo Ronaldo, il Corinthians potrebbe ingaggiare l’altro ex brasiliano dell’Inter, Adriano. Ormai relegato ai margini della Roma, l’ex Imperatore si è reso conto che il suo sogno di poter tornare da protagonista in Europa era in realtà soltanto un’illusione, e così potrebbe presto tornare in Brasile, forse già a gennaio.
La punta verdeoro nel campionato sudamericano con la maglia del Flamengo aveva fatto molto bene, vincendo il campionato e guadagnando il titolo di capocannoniere, ma lo stesso non è successo in Italia, visto che viene utilizzato solo quando il campo è pesante come quello di Verona, dove i suoi chili possono servire più della tecnica di Vucinic o Totti.
La Serie A è il massimo campionato nazionale italiano, il cui regolamento è deciso dalla Lega Nazionale Professionisti di serie A. Il nome completo è Serie A TIM in quanto sponsorizzato dall’omonima azienda di telefonia.
La serie A è composta da 20 club, regolarmente iscritti alla Figc, che si incontrano in una gara d’andata ed una di ritorno il cui calendario è deciso prima dell’inizio del torneo. Alla fine di ogni partita alla squadra vincente vengono assegnati 3 punti, alla perdente 0 (zero), in caso di pareggio un punto a testa. Alla fine di ogni campionato, la squadra che ha totalizzato più punti vince il torneo ed ha accesso diretto alla Champions League, la seconda e la terza vanno in Champions League, la quarta disputa i preliminari di Champions League, la quinta e sesta vanno in Europa League, la settima disputa i preliminari di Europa League, mentre le ultime tre retrocedono in serie B. In serie A invece vengono promosse le prime due di B più la vincitrice dei play-offs.
Gara valevole per gli ottavi di finale di Coppa Italia.
Stadio Tardini, Parma: Parma-Fiorentina 2-1 d.t.s.
Reti: 8′ s.t.s. Santana (F), 10′ s.t.s. e 13′ s.t.s. Crespo (P)
Parma qualificato ai quarti dove affronterà la vincente tra Palermo-Chievo.
Potrebbe interessare a entrambe le formazioni: lontane da ogni traguardo di prestigio e nel pieno corso di una prima parte di stagione non esaltante, Parma e Fiorentina avrebbero di che giovare in seguito all’ipotetico passaggio del turno in Coppa Italia. Eppure, tanto Marino quanto Mihajlovic decidono di fare uso di ampio turn over e risparmiare i pezzi pregiati. Quantomeno nelle prime battutre di gioco. Ducali con Valiani a ridosso della punta Bojinov con Giovinco a dar man forte dal punto di vista qualitativo al reparto avanzato dei gialloblu. Tra i Gigliati è festival della gioventù: schierati dal 1’ Babacar, Ljajic, Cerci, Gulan e Camporese. Seimila spettatori al Tardini, circa un centinaio i supporters avversari.
Cominciano meglio i padroni di casa che, presi per mano da Morrone, si rendono pericolosi fin da subito: due conclusioni del centrocampista, la prima viene respinta dalla retrguardia avversaria, la seconda si spegne sul fondo. All’8’ Babacar trova in area Cerci che trova lo spazio per tirare ma conclude a lato di poco. Occasionissima per i gialloblu al 18’: punizione dai 25 metri, calcia Giovinco ma il palo di destra nega al folletto la gioia del gol. La replica viola è immediata: al 20’ Cerci pesca Babacar che anticipa Pavarini colpendo la parte alta della traversa.
Nonostante le dieci lunghezze di ritardo dalla vetta, la Roma vuole esserci per il gran ballo finale e si appresta a recuperar punti sin dalla prossima sfida di campionato. L’avversaria
Clamoroso ad Abu Dhabi! Chi si aspettava una finale italo-sudamericana nel Mondiale per Club deve incassare la sua prima cocente delusione, nella speranza che le sorprese siano finite qui. La prima semifinale del trofeo internazionale più importante a livello di club vedeva di fronte l’International do Porto Alegre, supertitolata squadra brasiliana e detentrice della Copa Libertadores, ed il modesto e quasi sconosciuto TP Mazembe, squadra congolese detentrice della Champions League africana.
Ci si aspettava dunque, se non una gara a senso unico, almeno una vittoria della squadra favorita, tanto che già si preparavano i titoloni per il gran finale del prossimo sabato. Ma il calcio è strano, la palla è rotonda ed i pronostici sono fatti per essere ribaltati, al punto che stasera ci ritroviamo a commentare la vittoria di Davide contro Golia.
Ieri vi avevamo raccontato in questo post delle ombre gettate sul calcio spagnolo da alcune dichiarazioni di Eufemiano Fuentes, un medico spagnolo, specializzato in ginecologia e medicina dello sport, noto per essere implicato nell’Operación Puerto, caso di doping che aveva coinvolto diversi ciclisti – tra cui il nostro Ivan Basso
Oggi il quadro sembra essere radicalmente cambiato, l’avvocato di Fuentes, Julian Perez Templado, ha smentito che il suo assistito abbia mai detto:
Se parlo io, non ci sono europei, né mondiali
con queste parole:
Eufemiano mi ha detto che non ha mai pronunciato quelle parole.
Menez? Una bella soddisfazione, ci avevano detto che avevamo sbagliato con lui, e invece negli ultimi due anni è cresciuto molto. E’ un grande campione e grazie mille a lui e a chi ci ha sostenuto.
Queste parole vengono dalla – ancora per poco – presidentessa della Roma calcio, Rosella Sensi, e sicuramente faranno piacere a Jérémy Menez.
Dopo due stagioni tra molti bassi e pochi alti sta iniziando a dimostrare il suo valore, con una prestazione maiuscola nella partita con l’Udinese – condita da un gol -, e una partita da applausi con il Bari, segnata da una standing ovation al momento della sua sostituzione al 89° minuto – e per Menez il meglio deve ancora arrivare, visto che dice di essere solo al 60-70%.
Ormai è fatta, almeno secondo la Gazzetta dello Sport. Il pressing dell’Inter sul Genoa per mandare Ranocchia a Milano sin da gennaio è stata una tattica vincente. Ma come tutte
Le voci sul suo futuro si inseguono e cambiano ogni giorno, ma una cosa è sicura: Antonio Cassano non vestirà più la maglia della Sampdoria. La verifica di ieri con l’Arbitrato è stata rimandata a domani, massimo giovedì, e dunque entro questa settimana si saprà se il talento barese vedrà rescisso il suo contratto oppure no. In caso ciò non avvenisse, Garrone è stato molto chiaro: lo venderò. Il problema ora è: a chi?
L’Inter sembra essere la squadra in pole position, e secondo la modesta opinione del sottoscritto è lì che finirà. Milito o non Milito, Cassano offrirebbe l’imperdibile occasione di poter lasciare Eto’o al centro dell’attacco, come piace a lui, e far fare all’ex doriano la spalla proprio nel ruolo che al camerunense non va molto a genio, cioè quello di esterno sinistro che scende fino alla linea di centrocampo, ma si fa trovare pronto in area. Il tutto senza spendere un solo euro, tema su cui Moratti si è dimostrato fin troppo sensibile negli ultimi due anni. Cassano è poi interista di fede calcistica, e alla resa dei conti un dettaglio come questo può contare.
Il calcio di rigore non pare più un modo per segnare. Nella giornata di Premier League appena trascorsa i due calciatori più rappresentativi, Drogba per il Chelsea e Rooney per il Manchester United, sbagliano i rispettivi calci dal dischetto, ma se per l’inglese non fa nulla, visto che il suo United batte ugualmente l’Arsenal, altrettanto non si può dire per l’ivoriano, dato che l’errore costa ai Blues la quinta partita senza vittorie.
La diciassettesima giornata di Premier vede un primo tentativo di fuga del Manchester United. I Red Devils surclassano nel big match di ieri sera l’Arsenal, ex capolista, ma soltanto un gol di Park può regalargli la vittoria. Risultato stretto visto il rigore sbagliato da Rooney e le tante belle parate dell’esordiente Szczesny tra i pali dei Gunners, e così ora la prima squadra di Manchester effettua il sorpasso, ma con una gara in meno rispetto all’Arsenal, quindi potenzialmente avrebbe 5 punti di vantaggio sulla seconda.
Il calcio d’angolo è il modo per riprendere il gioco dopo che il pallone è uscito dal campo attraversando la linea di porta, all’infuori dei pali e della traversa, con l’ultimo tocco proveniente da un difendente. Il calcio d’angolo dev’essere battuto dall’interno della lunetta dov’è posizionata la bandierina, verso il campo, dunque anche verso la porta. Se il pallone da calcio d’angolo entra in porta è da considerarsi gol.
Durante il tiro d’angolo la bandierina non può essere rimossa, i calciatori avversari devono mantenere una distanza di almeno 9,15 metri ed il calciatore che lo batte non può ritoccare il pallone prima che l’abbia fatto un altro calciatore, pena un calcio di punizione indiretto per gli avversari. Se il calcio d’angolo viene battuto e attraversa la linea di fondo per poi rientrare in campo, è da considerarsi alla stregua di un tiro fuori e dunque si riprende con un rinvio dal fondo. In tutte le altre circostanze in cui si manifesta un’infrazione del regolamento il calcio d’angolo dev’essere ripetuto.
C’è preoccupazione in casa Lazio in seguito all’infortunio occorso a Sergio Floccari in serata. Normale amministrazione per un calciatore, direte voi, ignorando forse il modo in cui l’attaccante biancazzurro si
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