Serie A

Foto: AP/LaPresse

Serie A

La Serie A è il massimo campionato nazionale italiano, il cui regolamento è deciso dalla Lega Nazionale Professionisti di serie A. Il nome completo è Serie A TIM in quanto sponsorizzato dall’omonima azienda di telefonia.

La serie A è composta da 20 club, regolarmente iscritti alla Figc, che si incontrano in una gara d’andata ed una di ritorno il cui calendario è deciso prima dell’inizio del torneo. Alla fine di ogni partita alla squadra vincente vengono assegnati 3 punti, alla perdente 0 (zero), in caso di pareggio un punto a testa. Alla fine di ogni campionato, la squadra che ha totalizzato più punti vince il torneo ed ha accesso diretto alla Champions League, la seconda e la terza vanno in Champions League, la quarta disputa i preliminari di Champions League, la quinta e sesta vanno in Europa League, la settima disputa i preliminari di Europa League, mentre le ultime tre retrocedono in serie B. In serie A invece vengono promosse le prime due di B più la vincitrice dei play-offs.

Coppa Italia ottavi di finale: Parma – Fiorentina 2-1 d.t.s.

Foto: AP/LaPresse

Gara valevole per gli ottavi di finale di Coppa Italia.
Stadio Tardini, Parma:
Parma-Fiorentina 2-1 d.t.s.
Reti: 8′ s.t.s. Santana (F), 10′ s.t.s. e 13′ s.t.s. Crespo (P)

Parma qualificato ai quarti dove affronterà la vincente tra Palermo-Chievo.

Potrebbe interessare a entrambe le formazioni: lontane da ogni traguardo di prestigio e nel pieno corso di una prima parte di stagione non esaltante, Parma e Fiorentina avrebbero di che giovare in seguito all’ipotetico passaggio del turno in Coppa Italia. Eppure, tanto Marino quanto Mihajlovic decidono di fare uso di ampio turn over e risparmiare i pezzi pregiati. Quantomeno nelle prime battutre di gioco. Ducali con Valiani a ridosso della punta Bojinov con Giovinco a dar man forte dal punto di vista qualitativo al reparto avanzato dei gialloblu. Tra i Gigliati è festival della gioventù: schierati dal 1’ Babacar, Ljajic, Cerci, Gulan e Camporese. Seimila spettatori al Tardini, circa un centinaio i supporters avversari.

Cominciano meglio i padroni di casa che, presi per mano da Morrone, si rendono pericolosi fin da subito: due conclusioni del centrocampista, la prima viene respinta dalla retrguardia avversaria, la seconda si spegne sul fondo. All’8’ Babacar trova in area Cerci che trova lo spazio per tirare ma conclude a lato di poco. Occasionissima per i gialloblu al 18’: punizione dai 25 metri, calcia Giovinco ma il palo di destra nega al folletto la gioia del gol. La replica viola è immediata: al 20’ Cerci pesca Babacar che anticipa Pavarini colpendo la parte alta della traversa.

Mondiale per Club: il Mazembe asfalta l’International e vola in finale

Foto: AP/LaPresse

Clamoroso ad Abu Dhabi! Chi si aspettava una finale italo-sudamericana nel Mondiale per Club deve incassare la sua prima cocente delusione, nella speranza che le sorprese siano finite qui. La prima semifinale del trofeo internazionale più importante a livello di club vedeva di fronte l’International do Porto Alegre, supertitolata squadra brasiliana e detentrice della Copa Libertadores, ed il modesto e quasi sconosciuto TP Mazembe, squadra congolese detentrice della Champions League africana.

Ci si aspettava dunque, se non una gara a senso unico, almeno una vittoria della squadra favorita, tanto che già si preparavano i titoloni per il gran finale del prossimo sabato. Ma il calcio è strano, la palla è rotonda ed i pronostici sono fatti per essere ribaltati, al punto che stasera ci ritroviamo a commentare la vittoria di Davide contro Golia.

Xavi e Del Bosque: “Il calcio spagnolo è pulito”

Foto: AP/LaPresse

Ieri vi avevamo raccontato in questo post delle ombre gettate sul calcio spagnolo da alcune dichiarazioni di Eufemiano Fuentes, un medico spagnolo, specializzato in ginecologia e medicina dello sport, noto per essere implicato nell’Operación Puerto, caso di doping che aveva coinvolto diversi ciclisti – tra cui il nostro Ivan Basso

Oggi il quadro sembra essere radicalmente cambiato, l’avvocato di Fuentes, Julian Perez Templado, ha smentito che il suo assistito abbia mai detto:

Se parlo io, non ci sono europei, né mondiali

con queste parole:

Eufemiano mi ha detto che non ha mai pronunciato quelle parole.

Tutti pazzi per Menez

Foto: AP/LaPresse

Menez? Una bella soddisfazione, ci avevano detto che avevamo sbagliato con lui, e invece negli ultimi due anni è cresciuto molto. E’ un grande campione e grazie mille a lui e a chi ci ha sostenuto.

Queste parole vengono dalla – ancora per poco – presidentessa della Roma calcio, Rosella Sensi, e sicuramente faranno piacere a Jérémy Menez.

Dopo due stagioni tra molti bassi e pochi alti sta iniziando a dimostrare il suo valore, con una prestazione maiuscola nella partita con l’Udinese – condita da un gol -, e una partita da applausi con il Bari, segnata da una standing ovation al momento della sua sostituzione al 89° minuto – e per Menez il meglio deve ancora arrivare, visto che dice di essere solo al 60-70%.

Cassano, che fine farà?

Foto: AP/LaPresse

Le voci sul suo futuro si inseguono e cambiano ogni giorno, ma una cosa è sicura: Antonio Cassano non vestirà più la maglia della Sampdoria. La verifica di ieri con l’Arbitrato è stata rimandata a domani, massimo giovedì, e dunque entro questa settimana si saprà se il talento barese vedrà rescisso il suo contratto oppure no. In caso ciò non avvenisse, Garrone è stato molto chiaro: lo venderò. Il problema ora è: a chi?

L’Inter sembra essere la squadra in pole position, e secondo la modesta opinione del sottoscritto è lì che finirà. Milito o non Milito, Cassano offrirebbe l’imperdibile occasione di poter lasciare Eto’o al centro dell’attacco, come piace a lui, e far fare all’ex doriano la spalla proprio nel ruolo che al camerunense non va molto a genio, cioè quello di esterno sinistro che scende fino alla linea di centrocampo, ma si fa trovare pronto in area. Il tutto senza spendere un solo euro, tema su cui Moratti si è dimostrato fin troppo sensibile negli ultimi due anni. Cassano è poi interista di fede calcistica, e alla resa dei conti un dettaglio come questo può contare.

Premier League: dischetto maledetto, Rooney e Drogba sbagliano i rigori, ma i Red Devils volano lo stesso

Foto: AP/LaPresse

Il calcio di rigore non pare più un modo per segnare. Nella giornata di Premier League appena trascorsa i due calciatori più rappresentativi, Drogba per il Chelsea e Rooney per il Manchester United, sbagliano i rispettivi calci dal dischetto, ma se per l’inglese non fa nulla, visto che il suo United batte ugualmente l’Arsenal, altrettanto non si può dire per l’ivoriano, dato che l’errore costa ai Blues la quinta partita senza vittorie.

La diciassettesima giornata di Premier vede un primo tentativo di fuga del Manchester United. I Red Devils surclassano nel big match di ieri sera l’Arsenal, ex capolista, ma soltanto un gol di Park può regalargli la vittoria. Risultato stretto visto il rigore sbagliato da Rooney e le tante belle parate dell’esordiente Szczesny tra i pali dei Gunners, e così ora la prima squadra di Manchester effettua il sorpasso, ma con una gara in meno rispetto all’Arsenal, quindi potenzialmente avrebbe 5 punti di vantaggio sulla seconda.

Calcio d’angolo

Foto: AP/LaPresse

Calcio d’angolo

Il calcio d’angolo è il modo per riprendere il gioco dopo che il pallone è uscito dal campo attraversando la linea di porta, all’infuori dei pali e della traversa, con l’ultimo tocco proveniente da un difendente. Il calcio d’angolo dev’essere battuto dall’interno della lunetta dov’è posizionata la bandierina, verso il campo, dunque anche verso la porta. Se il pallone da calcio d’angolo entra in porta è da considerarsi gol.

Durante il tiro d’angolo la bandierina non può essere rimossa, i calciatori avversari devono mantenere una distanza di almeno 9,15 metri ed il calciatore che lo batte non può ritoccare il pallone prima che l’abbia fatto un altro calciatore, pena un calcio di punizione indiretto per gli avversari. Se il calcio d’angolo viene battuto e attraversa la linea di fondo per poi rientrare in campo, è da considerarsi alla stregua di un tiro fuori e dunque si riprende con un rinvio dal fondo. In tutte le altre circostanze in cui si manifesta un’infrazione del regolamento il calcio d’angolo dev’essere ripetuto.

Floccari, infortunio sotto canestro

C’è preoccupazione in casa Lazio in seguito all’infortunio occorso a Sergio Floccari in serata. Normale amministrazione per un calciatore, direte voi, ignorando forse il modo in cui l’attaccante biancazzurro si

Serie B 19a giornata: FOTO Triestina – Torino 0-1

Foto: AP/LaPresse

Posticipo della diciannovesima giornata di serie B.
Stadio Rocco, Trieste:
Triestina-Torino 0-1
Rete:
19′ st Sgrigna (T)

Si spalanca come uno squarcio la crisi della Triestina che, dopo un avvio di stagione discreto, è sprofondata nel baratro della zona retrocessione: ultimo posto in graduatoria in condivisione con Sassuolo, Portogruaro, Piacenza e Ascoli). A fronte dei padroni di casa in evidente affanno – meglio capire al più presto il malanno e individuare immediatamente la cura – il Torino sembra essersi finalmente ritrovato: la vittoria esterna allo stadio Rocco frutta ai granata tre punti fondamentali per restare in scia alle prime della classe. Con il successo di stasera, infatti, gli uomini di Lerda salgono a 29 in classifica e si collocano al sesto posto (dodici punti dal Novara capolista, due lunghezze dietro Livorno e Reggina che sono appaiate a 31 e lottano per un posto nei play off).

Per gli ospiti, ritorno al successo esterno dopo un paio di mesi: si torna in Piemonte con parecchie certezze perchè, sebbene il risultato sveli un successo di misura, in realtà Sgrigna e compagni si sono resi protagonisti di una prestazione impeccabile sotto il profilo tattico e caratteriale. Parlare di dominio assoluto pare sempre un’esagerazione ma quel che si è visto a Trieste non si scosta di molto da quanto poc’anzi affermato: subito in partita gli ospiti, mai padroni del campo i locali che si confermano incapaci di andare a segno (la statistica non mente: una rete nelle ultime cinque gare la dice lunga sullo stato di salute delle punte triestine).

L’ombra del doping sulla Spagna campione del mondo

Foto: AP/LaPresse

C’è aria di bufera nello sport spagnolo, in seguito ad una vasta operazione antidoping che sta coinvolgendo sempre più protagonisti. Qualche giorno fa era stata fermata una delle professioniste più rappresentative dell’atletica leggera, Marta Dominguez, oro nei 3000 siepi ai Mondiali di Berlino del 2009. Insieme a lei sono finiti in carcere l’allenatore, il manager ed il medico, tale Eufemiano Fuentes, già noto alla giustizia iberica per il coinvolgimento nello scandalo che sconvolse il mondo del ciclismo quattro anni fa. Cosa c’entra tutto ciò con il calcio?

C’entra eccome, perché pare che il dottore in questione abbia confessato ad un compagno di cella di essere a conoscenza di casi di doping nel mondo del calcio. E non stiamo parlando di casi isolati, magari presenti nelle serie inferiori, ma di atleti che hanno fatto parte della nazionale spagnola campione d’Europa e del mondo nel biennio 2008-2010:

Se parlassi, tutto il calcio spagnolo tremerebbe e toglierebbero all’istante il titolo mondiale ed europeo alla nazionale.