Inter: un attaccante la prossima settimana e Mourinho a fine stagione

Foto: AP/LaPresse

Comincia a delinearsi il futuro dell’Inter, che da lunedì comincerà a decidere cosa farà da grande. Per l’immediato futuro, cioè il calciomercato di gennaio, l’unica cosa certa è che arriverà un attaccante, resta solo da vedere quale. Ormai Sanchez si può dire definitivamente sfumato perché Pozzo ha aumentato la sua richiesta a 30 milioni (tanto Abramovich paga), e perché Moratti lo vorrebbe da giugno, mentre con una buona offerta Sanchez partirebbe subito.

Un piccolo tentativo è stato fatto per Di Natale, ma proprio come per la Juve, anche all’Inter Totò ha detto di no, appoggiato dalla società che non può permettersi di perdere, nel giro di una settimana, Floro Flores, Sanchez e pure il suo capitano. Un tentativo è stato fatto anche per Mutu, ma il romeno verrà ceduto all’estero per non rinforzare una concorrente, mentre per Vucinic qualsiasi discorso dev’essere rimandato a giugno, anche se adesso pare ci sia la Juventus in pole position. Dunque chi prendere? Al momento pare che l’unica alternativa rimasta sia Luc Castaignos, che sarebbe dovuto essere ingaggiato a gennaio ma arrivare a giugno. Vista l’emergenza però potrebbe essere richiesto immediatamente, e questo rischia addirittura di far saltare l’intera trattativa.

Bologna ancora nel caos: si dimettono Zanetti e Baraldi

Foto: AP/LaPresse

E’ durato meno di un mese il “regno”, se così si può definire, di Massimo Zanetti, ormai ex presidente e consigliere di amministrazione di Bologna 2010, la società che detiene il 40% del pacchetto di maggioranza del club. Alla base della decisione ci sono le tensioni con gli altri soci sulla nomina ad amministratore delegato di Luca Baraldi, nonché gli altri problemi riscontrati con altri imprenditori che si sono tirati indietro nelle offerte alla società, mettendo in dubbio la possibilità di raggiungere la quota utile per salvarla dal fallimento. Questo il comunicato di Zanetti:

E’ con profondo rammarico che – unitamente ai miei collaboratori Luca Baraldi e Stefano Trombetti – mi vedo costretto a rassegnare le dimissioni da Presidente e Consigliere di Amministrazione della nostra gloriosa società. Contestualmente, pur rimanendo socio, ho rassegnato le dimissioni anche da Consigliere di Amministrazione di Bologna 2010. Ben sapendo che in questi pochi giorni di lavoro dall’insediamento nelle rispettive cariche si è fatto solo il bene del Bologna FC, che ha già beneficiato di un positivo impatto nella riduzione dei costi, avendo riscontrato sia divergenze sugli aspetti finanziari sia ambigui comportamenti nell’ambiente interno ed esterno alla società, ivi inclusa certa stampa locale, prendo atto che io ed i miei collaboratori non siamo in grado di svolgere in maniera soddisfacente quanto merita il Bologna FC. Al futuro Presidente, certo che avrà maggiori capacità gestionali rispetto a noi, auguro ogni successo così come auspico per la lodevole iniziativa progettata da Bologna 2010.

Fantacalcio: è la giornata delle big, molte piccole con gli uomini contati

Foto: AP/LaPresse

Se in condizioni normali partite come Milan-Cesena o Palermo-Brescia non avrebbero storia, viste le formazioni che scenderanno in campo in questo week-end sembra proprio che anche il minimo dubbio possa passare. A parte Juventus e Inter che affrontano due trasferte difficili, per il resto le squadre che galleggiano nelle posizioni di vertice avranno incontri piuttosto semplici, e dunque se avete calciatori di quei club schierateli senza indugio.

A pesare sono gli infortuni che tolgono decine di calciatori a Bari, Brescia e Cesena, a cui si aggiungono poche assenze ma molto peso psicologico al Bologna che affronta la Lazio con il nuovo spettro del fallimento che incombe sulla società. E se una volta la squadra ha reagito alla grande, c’è il rischio che non regga a questa seconda mazzata.

Serie B 23a giornata: FOTO Livorno – AlbinoLeffe 1-2

Foto: AP/LaPresse

Anticipo della ventitreesima giornata di serie B.
Stadio Picchi, Livorno:
Livorno-AlbinoLeffe 1-2
Reti:
9′ pt rig. Tavano (L), 21′ pt Momentè (A), 43′ pt Grossi (A)

Clamoroso al Picchi. Perchè, nonostante la capacità già mostrata in precedenza dai bergamaschi di saper compiere autentiche imprese (poi si perdono le gare più semplici, vero, ma è altra storia), dall’anticipo della ventitreesima di cadetteria ci si attendeva ben altro risultato. Il Livorno avrebbe dovuto mordere alle caviglie delle squadre che precedono in graduatoria e lanciare un segnale forte a chi solo domani avrebbe potuto replicare: in due parole, i labronici erano chiamati a mettere pressione alle meglio quotate.

Invece, a margine di una gara spettacolare nella prima frazione di gioco e tesa fino al triplice fischio, i padroni di casa hanno dovuto cedere di fronte a una AlbinoLeffe determinata e tosta. Mai doma, speculare a Emiliano Mondonico, il tecnico che guida gli orobici, la compagine ospite è stata in grado di non sfilacciarsi in occasione del vantaggio immediato dei locali e, semmai, reagire con la stessa prontezza chiesta dal mister col baffo più famoso d’Italia.

Ibrahimovic: Balotelli? Siamo in troppi!

Foto: AP/LaPresse

Mario Balotelli non ha mai nascosto di tenere per i colori rossoneri, così come il Milan non ha mai negato il proprio interesse per l’ex attaccante dell’Inter. Dunque Supermario potrebbe accasarsi alla corte di Berlusconi, ma non così in fretta, visto che la stella più lucente dell’attacco rossonero ne respinge con forza l’arrivo. Parliamo di Zlatan Ibrahimovic, che chiude le porte ad un eventuale arrivo di Balotelli al Milan:

Abbiamo Cassano, Pato, Robinho, Inzaghi e ci sono io. Quanti attaccanti dobbiamo essere? Sei. Poi giochiamo con il 4-6. L’ultima volta che ho sentito Mario è stato due-tre settimane fa. Per me siamo fortissimi davanti, per come vedo le cose, gli attaccanti ci sono, anche se queste sono cose del dottor Galliani.

Del Piero – Juve, accordo possibile

Foto: AP/LaPresse

La carta d’identità gli consiglierebbe di appendere gli scarpini al chiodo e di dedicarsi all’orticello come ogni pensionato che si rispetti, magari godendosi la vecchiaia su un campo da golf a tempo pieno. Ma lui, Alex Del Piero, non ce la fa proprio a dire basta a ritiri ed allenamenti e – visto anche il rendimento sul campo – vorrebbe allungare la carriera di qualche anno.

Prima o poi dovrà smettere, ma non il prossimo anno, quando presumibilmente continuerà ad indossare la casacca bianconera, difendendo la causa della Vecchia Signora nel nuovo stadio. La data sul contratto dice che la Juventus ed il suo capitano si separeranno alla fine del prossimo giugno, ma non è detto che la storia finisca proprio in questo modo, alla luce dell’incontro tra Alex ed Andrea Agnelli un paio di giorni fa.

Obiettivi di calciomercato: Il Barcellona mette in vendita Jonathan Dos Santos

Jonathan dos Santos Ramírez è uno dei tanti prodotti di quell’inesauribile fabbrica di talenti della Masia, la Primavera del Barcellona. Questo centrocampista messicano di vent’anni è il figlio dell’ex calciatore Gerardo dos Santos, che militò nell’América e nel Monterrey nei primi anni novanta.

Ha due fratelli maggiori, Éder e Giovani, entrambi giocatori di calcio a livello professionistico. Il secondo in particolare è cresciuto come lui nel Barcellona B, ed è entrato in pianta stabile nella nazionale messicana – 33 presenze e sei reti – ed è stato vicino in passato al Genoa, e negli ultimi giorni alla Sampdoria.

I contatti tra Franck Tabanou e l’Inter

Foto: AP/LaPresse

Franck Tabanou è uno dei giovanti talenti europei più corteggiati d’Europa. Ha quasi 22 anni – li compirà il 30 gennaio prossimo -, è già alla sua seconda stagione da titolare nel Tolosa, ed interessa diversi club in tutta Europa.

Secondo il suo agente Philippe Lamboley

L’Inter è una delle squadre che segue Tabanou. Il giocatore si sente bene a Tolosa e ci resterà fino alla fine della stagione. Dopo si vedrà, ma non c’è solo l’Inter. Un club come questo fa riflettere ma lui non ci sta pensando.

Il procuratore prosegue dicendo che

ho incontrato i dirigenti interisti, che volevano avere delle informazioni. Gli ho detto che il trasferimento in gennaio non è possibile, ma sono molto interessati.

Le rivelazioni di José Mourinho su Mesut Özil, il Fenerbahçe e Hugo Almeida

Foto: AP/LaPresse

C’è tensione a Madrid oppure no? Qual’è la verità? Jorge Valdano in questi giorni è piuttosto seccato dalle polemiche nate negli ultimi giorni e dalle voci che Mourinho starebbe pensando di lasciare il Real Madrid a fine stagione.

Per questo ha dichiarato che

Con Mourinho ho un rapporto normale e non è il caso di parlarne continuamente.

E prosegue:

Ripeto con Mourinho ho un rapporto normale, ceniamo e stiamo insieme nelle vigilie di ogni gara, ci mandiamo sms frequentemente, facciamo le cose che devono fare un dg e un tecnico.

Milan, passo indietro su Ziegler, ora si punta Grosso

Foto: AP/LaPresse

Sembrava fatta, ed invece ancora una volta il braccino corto di Galliani potrebbe aver compromesso la trattativa tra Milan e Sampdoria per Reto Ziegler. I doriani non potevano chiedere molto per lo svizzero, dato che a fine stagione va via a parametro zero, e così la prima proposta fu di 3,5 milioni per farlo partire a gennaio. Il Milan ha tirato sul prezzo, portandolo fino a 3 milioni.

Tutto fatto? Fino a ieri sembra di sì, ma al momento della stipula del contratto, i rossoneri hanno tentato l’azzardo: 2,5 milioni. A quel punto Garrone, che vede partire un calciatore che in condizioni normali varrebbe almeno 7-8 milioni di euro, ha detto di no: o 3 milioni o nulla, e Galliani ha momentaneamente congelato la trattativa.

Mourinho mette paura al Real: “Resto fino a fine anno, poi…”

Foto: AP/LaPresse

Lo avevamo detto qualche giorno fa: José Mourinho non è contento di come sta andando la stagione del Real Madrid, non tanto per i risultati che bene o male arrivano, ma per il suo rapporto con la società, ben lontano rispetto a quello a cui era stato abituato a Milano. Talmente è la tensione nella casablanca che il tecnico portoghese potrebbe decidere di andarsene già a fine stagione.

Ieri le parole dell’ex interista sono state talmente forti da far passare addirittura in secondo piano la vittoria dei blancos nel derby contro l’Atletico in coppa del Re, e trattandosi del secondo segnale in pochi giorni, ai piani alti della sede del Real qualche domanda cominciano a porsela.

Associazione Sportiva Roma

Foto: AP/LaPresse

Associazione Sportiva Roma

6 GIUGNO 1927. E il dì di seguito, 7 giugno.
Giorni frenetici e concitati, istanti impressi nelle pagine della storia del calcio italiano e scolpiti nelle menti di chi, da lì a un battito di ciglia, si sarebbe potuto definire tifoso della Magica. Il calcio laziale era fino ad allora rappresentato da quattro club: la Società Fascista Fortitudo Pro Roma, l’Alba Audace, il Roman Football Club e la Lazio. Ma l’idea, in qualche maniera, parve geniale fin da subito: fare di quattro squadre differenti un’unica struttura, unire forze e obiettivi, procedere insieme. Le trattative vennero avviate in modo repentino. Quattro mura per quattro presidenti: Italo Foschi per la Fortitudo, l’onorevole Ulisse Igliori per l’Alba Audace, l’avvocato Vittorio Scialoja per il Roman Football Club e Giorgio Vaccaro per la Lazio.

Eto’o difende Benitez

Foto: AP/LaPresse

Era a arrivato a Milano tra fanfare e squilli di tromba, assumendosi il non facile compito di sostituire Mourinho, ‘allenatore simbolo della rinascita nerazzurra, colui che in un solo anno ha conquistato tutto quello che c’era da conquistare, riportando l’Inter sul tetto d’Europa dopo 45 anni di digiuno.

Compito ingrato per Rafa Benitez, incapace di entrare nei cuori dei tifosi e nella testa dei giocatori, per dimostrare loro che non si può smettere di aver fame solo dopo aver gustato un (seppur ricco) antipasto. Lo spagnolo ha fatto il proprio dovere, portando a Milano una Supercoppa Italiana ed il Campionato del Mondo per Club e mancando solo l’appuntamento con la Supercoppa Europea, lasciata ai connazionali dell’Atletico Madrid. Ma questo non è bastato per salvare il posto, né è servito per avere la gratitudine dei suoi uomini, molti dei quali hanno esultato nel momento dell’addio. Molti, ma non Samuel Eto’o, che ad un mese di distanza dell’esonero del tecnico torna sull’argomento dalla poltrona del Chiambretti Night per difenderne l’operato.

Adriano fermo un mese

Foto: AP/LaPresse

La sponda giallorossa del Tevere è in festa per il 2-1 portato a casa nel derby di ieri seri, ma il risveglio non è poi così lieto, alla luce dell’ennesimo infortunio di Adriano, il terzo da quando ha messo piede nella Capitale. L’attaccante brasiliano nel corso del primo tempo della gara di Coppa Italia è rimasto a terra dopo un contrasto con un avversario, stringendo poi i denti fino al termine della frazione.

Nella giornata di oggi, poi, gli accertamenti e la diagnosi non proprio felice per l’Imperatore: frattura della testa omerale destra, disinserzione parziale del cercine glenoideo anteriore e lesione del legamento gleno-omerale inferiore. Tanti paroloni medici messi insieme, che in termini però vogliono significare una sola cosa: Adriano dovrà stare lontano dai rettangoli verdi per almeno un mese.