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Chi vuole Amauri in nazionale?

Le sue qualità sono indubbie. Un centravanti agile ed in grado di retrocedere fino a centrocampo per andarsi a prendere la palla nella nazionale italiana non lo si vede da tempo. Chiunque guardi il calcio con uno sguardo obiettivo potrà dire che Amauri è un ottimo attaccante, ma forse non eccelle in simpatia.

Ancor prima di essere chiamato in nazionale azzurra, già si sono sollevati i primi mugugni. Prima di essere convocato in quella verdeoro, ci sono stati già i primi battibecchi con Dunga. Sembrava aver preso la decisione definitiva l’attaccante bianconero, quando alla vigilia della sfida amichevole Italia-Brasile aveva accettato la convocazione tra i sudamericani, respinta poi dalla dirigenza bianconera. Ma forse quello era solo un pretesto per far giocare cinque minuti ad Amauri con la maglia brasiliana per poi non convocarlo mai più e fare in modo che non possa giocare nemmeno con l’Italia.

A pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca. Ed infatti è di qualche settimana fa la dichiarazione di Dunga che ha ribadito di non essere più così sicuro di volerlo convocare, e che prima di lui ci sono molti attaccanti più forti. Con il passaporto italiano assegnato alla moglie, adesso si riapre la discussione: Italia sì o Italia no. Lippi non ha mai nascosto di volerlo convocare, ma non tutti sono d’accordo con lui.

Il primo è stato Gattuso, che dall’alto della sua popolarità ha sempre dichiarato di non volere in nazionale un calciatore che preferirebbe giocare nel Brasile piuttosto che nell’Italia. Ma da ambienti vicini agli azzurri sembra che non sia il solo a pensarla così. A mugugnare infatti potrebbe essere Gilardino, che ritornerebbe ad essere una seconda scelta, o addirittura la terza, visto che Toni quando è in forma è inarrestabile. E che dire di Pazzini, che con i gol nella Samp punta deciso a ritornare in nazionale?

Lui sicuramente perderebbe il posto, ma secondo la Gazzetta rischierebbero anche Di Natale, Iaquinta e Del Piero, anche se come ruolo diciamo che non è esattamente lo stesso. In tutto lo spogliatoio sembra che il solo Buffon gli venga incontro, ma probabilmente in un ambiente che ha già respinto Cassano e Totti, inserire un altro elemento di disturbo potrebbe creare solo danni. La sensazione è che alla fine, tra una nazionale e l’altra, l’unica maglia che Amauri vedrà nel suo futuro sarà quella bianconera, e che il sogno di giocare il mondiale rimarrà tale.