
I campioni del mondo sconfitti dai campioni d’Africa. Detta così, può non sembrare una gran cosa, ma andando ad analizzare le due squadre, e soprattutto la partita, ci rendiamo conto che si è trattato di una vera e propria umiliazione.
Partendo dai freddi numeri, basti dire che l’Italia è quarta nel ranking Fifa, l’Egitto solo quarantesimo; l’Italia ha la quasi certezza di partecipare al prossimo mondiale, l’Egitto di certezze ne ha ben poche, visto che è ultimo nel girone che prevede anche Ruanda, Algeria e Zambia, di certo non squadroni. Eppure ieri sera non solo sono stati in grado di sconfiggerci, ma anche di batterci sul piano del gioco.
I motivi di una tale sconfitta possono essere tanti. Con molta probabilità c’è che nella testa dei calciatori c’era la sicurezza di avere già i tre punti in tasca. Eppure sarebbe bastato guardare la partita disputata con il Brasile per capire che l’Egitto non è squadra da sottovalutare. Sotto accusa sicuramente anche le scelte di Lippi, che non ha le idee chiare sull’attacco, ma continua a sbagliare la formazione. La nazionale ha poche idee, il gioco sempre uguale, concentrato soltanto sulle punizioni di Pirlo e sulle sovrapposizioni di Grosso e Zambrotta. Un po’ poco per dei campioni del mondo.
Manca evidentemente un leader, il quale non può essere Pirlo, visto che fa la fase difensiva, quella offensiva, ed è l’osservato speciale degli avversari. Al mondiale avevamo Totti, e all’occorrenza anche Del Piero che inventavano qualcosa, ma soprattutto prendevano le botte, permettendo proprio a Pirlo di giocare un po’ più libero. Oggi giochiamo con il solito schema: attaccante centrale spesso isolato, due attaccanti esterni che non servono a molto visto che non prendono quasi mai palla, ma per giocare arrivano fin nella propria metà campo (ieri sera Quagliarella giocava quasi da difensore), e così l’unica cosa su cui si può fare affidamento sono i tiri da lontano.
Se a tutto questo aggiungiamo che quando ci capitano un paio di occasioni, le sprechiamo alla grande (vedi Iaquinta che, palo a parte, si è mangiato due gol netti, o Montolivo che da solo con la porta spalancata tira in bocca al portiere), si capisce che questa nazionale non è destinata a campare ancora a lungo. In tutto questo cala anche la difesa. Il migliore in campo è stato Cannavaro ancora mezzo infortunato, il che è tutto dire. La nostra speranza per il futuro, Chiellini, ha giocato la partita più brutta della sua carriera, e si spera che sia solo un errore passeggero e non la costante per il futuro. Senza contare che alternative valide non ce ne sono.
Al mondiale Totti e Del Piero non ci saranno. Cassano potrebbe sostituirli degnamente, ma Lippi preferirebbe farsi staccare un braccio piuttosto che convocarlo. Gente in grado di cambiare la partita non ne abbiamo, ed in più ci manca anche quella magia (e quella fortuna) che ci ha permesso al mondiale di andare avanti. Vada come vada, la Confederations Cup non ha molto valore, ma se questa stessa nazionale si presenterà tra un anno nuovamente in Sudafrica, ci sono buone possibilità che non sarà in grado nemmeno di superare il girone eliminatorio. Occorre dare una scossa, e su questo si vedrà il vero valore di Marcello Lippi.