Pallone d’oro allenatori va a Del Bosque, ancora delusione per Mourinho e gli interisti

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Dopo l’esclusione di Milito dal gruppone dei candidati al Pallone d’Oro Fifa, e dopo l’esclusione di Sneijder dal podio, gli interisti speravano di potersi rifare, facendo valere il triplete almeno con il tecnico che l’ha ottenuto. Ed invece ancora una volta arriva l’ennesima delusione: José Mourinho arriva solo secondo, dietro Del Bosque. Se finora c’erano dubbi se assegnare il trofeo al vincitore del campionato nazionale, coppa Italia e Champions League, oppure a colui che ha portato la coppa del mondo per la prima volta in Spagna, ha forse pesato il 5-0 subìto pochi giorni fa dal Real contro il Barcellona.

Oppure a pesare, come lascia intendere oggi la Gazzetta dello Sport, è il fatto che non trattandosi più soltanto di un premio di France Football, ma avendoci messo sopra lo zampino la Fifa, sia stata valutata meglio la competizione mondiale piuttosto che quella europea. Peccato perché se il Pallone d’Oro ed il Fifa World Player si sono fusi visto che negli ultimi anni premiavano sempre gli stessi calciatori, forse quest’anno sarebbe stato diverso.

Ronaldinho, feste e ore piccole per stare con Sara Tommasi

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Forse abbiamo scoperto il motivo per cui un ex pallone d’oro, che fino allo scorso anno sembrava tornato in forma fenomenale, è risprofondato nel solito baratro fatto di feste che finiscono alle ore piccole, allenamenti sottotono, partite con il contagocce e prestazioni inguardabili. La causa è la croce e delizia di tutti gli uomini: l’amore.

Forse è una parola grossa, ma stando a sentire quanto dice Sara Tommasi, pare sia così. La scorsa estate l’ex naufraga dell’Isola dei Famosi e Ronaldinho si sono incontrati all’uscita di un ristorante, è scoccato il colpo di fulmine, si sono scambiati i numeri del cellulare, ed hanno cominciato a frequentarsi.

Inter, le strategie per gennaio: arriva Cassano e parte Benitez

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Ieri Moratti l’aveva accennato “aspettiamo il Mondiale per club e poi vediamo”, riferendosi alla possibilità di Benitez di restare o meno. Non ci sono dubbi che se il tecnico spagnolo non dovesse conquistare il trofeo internazionale andrebbe a casa prima di stappare lo spumante del 2011. Ma se dovesse farcela? Non ci sono certezze che rimanga lo stesso.

Secondo i soliti ben informati pare che la dirigenza nerazzurra si stia già guardando intorno per cercare un successore. Il motivo è che a Moratti non basta l’alibi degli infortuni, ma accusa Benitez di non fare abbastanza dal punto di vista psicologico, la squadra non combatte ed in pratica non ci sta con la testa.

16^ giornata: si gioca!

E’ ufficiale: tifosi di tutt’Italia, preparate sciarpe e bandiere perché sabato e domenica prossima le squadre saranno di nuovo in campo. Lo sciopero dei calciatori è stato scongiurato all’ultimo momento,

Milan, Maldini e il mistero Gourcuff

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Yoann Gourcuff non gioca più al Milan da oltre due anni, eppure di lui si parla ancora. Più che da Milanello, le dicerie arrivano da Lorient, dove il padre del calciatore, Christian, che oggi allena la squadra locale, ritorna su vicende appartenenti al passato e chissà perché tornate a galla.

Il motivo del contendere è l’ostruzionismo che, a suo dire, è stato creato al tempo in cui Yoann giocava a Milano, tornato al centro del dibattito dopo un’intervista fatta a Paolo Maldini, che aveva bollato come ritardatario il figlio, accusato di “fare il bello” in allenamento e di rifiutarsi di imparare l’italiano

così si beccava entrate dure. Ad un certo punto è stato isolato. E poi sono successe cose gravi e lui sa di cosa parlo.

Milan: nel mirino i due fenomeni argentini del futuro

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Continua la linea giovane del Milan che potrebbe presto ingaggiare due fenomeni. Uno ha 18 anni, l’altro 19, ma sono già sui taccuini di mezza Europa. Quello di cui ha più bisogno Allegri in questo momento si chiama Rogelio Funes Mori, centravanti del River Plate e della nazionale argentina Under 20. E’ considerato “il nuovo Batistuta” visto il suo fisico possente e l’agilità che non molti attaccanti hanno, e sono in tanti a credere che sarà la punta della nazionale argentina per i prossimi 10 anni.

L’altro è un fantasista simile a Ronaldinho, con il pregio di avere 12 anni di meno. Si chiama Erik Lamela ed è un vero e proprio funambolo che può giocare dietro le punte o come esterno di sinistra, molto rapido e con piedi buoni. Su di lui c’è da tempo il Barcellona che vede in lui il Messi del futuro, ma Lamela ha voluto rimanere al River Plate per crescere, evitando di far panchina in Spagna.

Premier League: Arsenal capolista, il Chelsea non vince più

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E sono quattro. Il Chelsea non vince da un mese, e la gara contro l’Everton non fa eccezioni. Lo squadrone di Ancelotti è in crisi d’identità, non riesce più ad ottenere i tre punti e ancora una volta ha bisogno di un calcio di rigore per segnare. Finisce 1-1 contro l’Everton, e l’enorme vantaggio accumulato nelle prime 12 giornate viene definitivamente dilapidato.

I Blues erano in testa dalla prima partita, ma va dato atto che stavolta nessuno ha mollato, e così non ci si ricorda nemmeno da quanti anni non si vedeva l’Arsenal in vetta alla classifica di Premier League. I ragazzini di Wenger sono davvero fenomenali, battono il Fulham 2-1 con gol uno più bello dell’altro, ed approfittando del campo impraticabile del Blackpool che ha fatto rinviare la partita contro il Manchester United si godono, almeno per una settimana, il primato.

Pallone d’Oro: è ufficiale, Sneijder fuori dal Podio. Mourinho, Guardiola e Del Bosque per la panchina d’oro

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Le anticipazioni di domenica scorsa erano corrette. La rivista France Football ha reso noti i primi tre posti per il Pallone d’Oro 2010, e tra questi non compare Wesley Sneijder. Siamo sicuri che dopo il triplete e la finale del Mondiale, sarebbe bastato qualche gol in campionato ed almeno uno in Champions League per far rientrare nei primi tre posti l’interista, ma visto che gli ultimi 5 mesi sono stati un calvario per lui, deve accettare la sconfitta.

Non ci sta il suo presidente, Massimo Moratti, che subito dopo l’ufficializzazione delle candidature (Xavi, Iniesta e Messi) ha sbottato:

Lo trovo molto ingiusto, Sneijder l’anno scorso ha fatto un’annata fenomenale, ha vinto tutto quello che si poteva vincere, lui per me meritava il Pallone d’Oro . Mi sembra ingiusto che venga dato a chi non ha avuto lo stesso tipo di performance tutto l’anno, anche se si tratta di un giocatore grandissimo.

Liga: il Barcellona vince anche “in ritardo”, super Ronaldo salva il Real

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Lo sciopero dei controllori di volo in Spagna ha rischiato di far saltare la partita tra Osasuna e Barcellona. Quando ormai si stava per decidere il rinvio (i blaugrana sarebbero potuti essere penalizzati), la squadra di Guardiola è arrivata a Pamplona, e sarebbe stato meglio per i padroni di casa che non fosse stato così.

Il solito super-Messi, attualmente il calciatore più forte del mondo, decide la gara, aprendola con un assist perfetto per Pedro, e chiudendola con una doppietta. Gli avversari non sono pervenuti. Molto più complicata la partita del Real Madrid contro un Valencia che ha venduto cara la pelle. Come sempre ci deve pensare Cristiano Ronaldo a tirar fuori dai guai una squadra che sulla carta è sensazionale, ma nella realtà è fortemente dipendente dall’asso portoghese.

I gol della quindicesima giornata – Serie A 2010/2011

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La doppietta “e mezzo” di Quagliarella chiude una domenica che regala tante reti per la quindicesima giornata di serie A. Mancano ancora quelle che sicuramente domani si segneranno in Napoli-Palermo, e così dopo le 11 segnate ieri, ecco quelle delle sei partite di oggi.

Reti molto importanti, come quelle del Bologna che servono a tenere lontane le paure legate alla penalizzazione in classifica, le due di Crespo, che nonostante l’età continua a segnare come se fosse un ragazzino, o quella di Mutu, che dopo i guai con la commissione antidoping (e non solo con quella) torna a segnare e a far sorridere chi gli ha dato fiducia. A voi le reti e le azioni migliori della quindicesima giornata.