Il Milan conclude con una vittoria la propria stagione, battendo tra le pareti amiche un Novara già retrocesso. Ad aprire le danze erano proprio gli ospiti al minuto numero 20 della prima frazione di gioco, quando Garcia infilava Amelia, deludendo l’ampio spicchio rossonero di San Siro.
Continua la cavalcata vincente della Juventus, che si sbarazza del Novara e compie un altro passo verso la conquista del 28esimo (o 30esimo?) scudetto della sua storia. Nel derby piemontese i bianconeri hanno imposto sin da subito il proprio gioco, con un possesso palla continuo ed ordinato.
Le quattro sberle ricevute in casa della Roma bruciano ancora sulla faccia degli uomini di Ranieri, che ora si apprestano ad affrontare ilNovara con la necessità di dare subito risposte importanti. Il tecnico nerazzurro cerca di scuotere la squadra, affinché cancelli immediatamente la debacle dell’Olimpico:
E’ stata una settimana particolare per due motivi: per la non partita e perché abbiamo lavorato per una settimana completa. Abbiamo lavorato bene e abbiamo pensato a quello che non è stato fatto. Ora faremo vedere sul campo se abbiamo capito quanto fatto in allenamento. Sono stati giorni di lavoro e riflessione, abbiamo visto che dopo la sosta di Natale più o meno tutti, tranne la Juventus, hanno avuto lo stesso andamento. Stiamo tutte là. Questo come ho detto all’inizio è un campionato particolare e i dati lo confermano.
Dopo due settimane dall’annuncio che ormai Inter e Internacional avevano trovato un accordo per Juan Jesus, finalmente arriva l’ufficializzazione dell’ingaggio. Sulla carta però il difensore è stato preso dal Novara. I nerazzurri infatti volevano lasciare libero il posto da extracomunitario per tentare di prendere Lucas, Casemiro o perché no, infastidire la Juventus su Guarin, e così ecco l’operazione: pagare Juan per intero ma farlo giocare ufficialmente nel Novara fino alla fine di questa stagione.
In questo modo il giovane difensore avrà tutto il tempo di acclimatarsi nel campionato italiano, lasciando l’Inter libera di agire sul mercato. Anche perché queste ultime due settimane si preannunciano bollenti. I nerazzurri, che oggi sono tornati a ribadire che non mollano definitivamente Tevez, nonostante sia chiaro che la loro è solo un’operazione di disturbo contro il Milan, ora vogliono infastidire anche la Juventus.
Come spesso accade nei turni infrasettimanali, la qualità del gioco cala, e le piccole squadre salgono alla ribalta perché riescono ad approfittare di quei club costretti ad attuare il turnover. Così capita che ti ritrovi degli squadroni come Inter e Napoli letteralmente surclassati da Novara e Chievo, e ti chiedi se è davvero questo il calcio italiano, o è soltanto una delle sue tante varianti che, come in un videogioco, prevedono diversi livelli di difficoltà. Mentre tentiamo di rispondere a questa domanda, proviamo a dare i voti alla giornata di campionato numero 4.
Vista sulla carta, Novara-Inter dovrebbe essere una passeggiata per i nerazzurri. Ma almeno considerando l’aspetto psicologico della gara, forse saranno proprio i piemontesi a partire avvantaggiati. Gasperini è ad un bivio: o vince o va via, non ci sono più seconde possibilità. Le prime 4 partite stagionali hanno mostrato un’Inter buona solo a tratti che crolla ad un certo punto della partita e, inevitabilmente, perde. Il pari contro la Roma può essere un buon segnale, ma non abbastanza.
Il segnale preoccupante invece lo lancia Gasperini stesso che se la prende con le decisioni arbitrali, affermando che con un rigore in più contro la Roma e contro il Palermo, e senza l’episodio dubbio del gol del pari del Milan in Supercoppa con fallo su Stankovic, ora forse staremmo parlando di tre partite diverse. Ma dopotutto non è un caso che l’ex tecnico del Genoa recrimini per quelle partite giocate con il suo modulo preferito (3-5-2), e non per quella di Champions, forse quella che fa più male, in cui scese in campo con la difesa a quattro.
Con la promozione del Novara in seguito alla vittoria nella sfida di ritorno della finale play off contro il Padova, il quadro della nuova serie A della stagione calcistica 2011/2012
Gara di ritorno delle semifinali dei play off di serie B
Stadio Ossola, Varese: Varese-Padova 3-3
Reti: 11’ pt Pisano (V), 14’ Neto Pereira (V), 20’ pt e 27’ st El Shaarawy (P), 2’ st Legati (P), 21’ st De Luca (V)
Andata: Padova-Varese 1-0
In finale: PADOVA
Stadio Piola, Novara Novara-Reggina 2-2
Reti: 7’ pt Bertani (N), 33’ pt e 30′ st Bonazzoli (R), 45′ st Rigoni (N)
Andata: Reggina-Novara 0-0
In finale: NOVARA
Finale a/r
9 giugno ore 20.45: Padova-Novara
12 giugno ore 20.45: Novara-Padova
Varese-Padova 3-3
Un finale tutt’altro che scritto se è vero – come lo è – che il Padova è riuscito sul campo a invertire l’esito di una graduatoria che consentiva al Varese di giocare per due risultati su tre. La gara di andata, con la vittoria in terra veneta, è stata prima parte di un capolavoro concretizzatosi nel corso dei 90’ del ritorno allo stadio Ossola. La prima parte di gara dei padroni di casa aveva lasciato ben sperare il tifo locale, visto che in 15’ i varesini erano già riusciti a mettere in tabellone un vantaggio di due reti abbondantemente meritato grazie a una partenza a razzo che ha traortito il Padova.
Stadio Granillo, Reggio Calabria: Reggina-Novara 0-0
Stadio Euganeo di Padova: Padova-Varese 1-0
Rete: 7′ st rig. Italiano (P)
Le gare di ritorno sono programmate per domenica 5 giugno
Reggina-Novara 0-0
A questo punto, la graduatoria finale di cadetteria consente al Novara di disporre, nel corso della gara di ritorno, di due risultati su tre. Basterà non perdere, per il resto tanto il pareggio quanto la vittoria garantiscono ai piemontesi di accedere alla finale dei play off per giocarsi la possibilità di approdare in serie A e completare una magia iniziata lo scorso anno con la promozione in serie B. Allo stadio Granillo di Reggio Calabria, infatti, l’ottima prestazione della retroguardia ospite ha consentito al Novara di chiudere la partita sullo 0-0 e vanificare i numerosi affondi dei padroni di casa, volenterosi e generosi per tutti e 90 i minuti di gioco.
I locali decidono di partire in maniera soft e crescono con il passare dei minuti, che il Novara opti per una gara difensivista affidandosi al contropiede in velocità è evidente fin dalle prime battute. Dove non arriva la difesa ospite riesce a intervenire con tempestività Ujkani, il quale non manca di piazzare un paio di interventi da applausi per fronteggiare alla conclusioni pericolose e incisive di Campagnacci, Bonazzoli, Viola e De Rose, i quali sfruttano a dovere buone iniziative corali ma devono arrendersi di fronte alle prodezze dell’estremo di casa.
Posticipo della trentesima giornata di serie B.
Stadio Azzurri d’Italia, Bergamo: Atalanta-Novara 1-1
Reti: 7′ st Padoin (A), 41′ st Rubin (N)
Sfida attesissima e, in qualche maniera, oracolo rispetto all’andamento della lotta al vertice che ci attenderà da qui alla fine della stagione calcistica. Atalanta e Novara sanno che gran parte delle speranze di strappare una promozione diretta passano soprattutto attraverso la sfida che chiude la trentesima giornata di serie B. Problemi di formazione per Colantuono: non ci sono Doni, Pettinari, Raimondi e Talamonti e il tecnico orobico sceglie di schierare l’undici titolare con un 4-4-2 che vede quale terminale d’attacco la coppia composta da Marilungo e Ruopolo.
Di contro, Tesser non rinuncia al 4-3-1-2 che ha in Bertani e Gonzalez i due bomber di riferimento. La prima azione è dei bergamaschi: al 7′ Marilungo entra in area e conclude di poco a lato. Al 17′, palo dei padroni di casa: Ruopolo raccoglie l’assist di Marilungo, lascia partire una gran botta da posizione centrale che supera Ujkani ma si infrange sul montante. Il solo assalto ospite è affidato a un calcio da fermo e a un tiro dalla distanza: al 26′ calcia Gheller ma la conclusione è murata dalla barriera; al 36′ Motta conclude sul primo palo ma il suo colpo di testa termina a lato.
Posticipo della ventiseiesima giornata di serie B.
Stadio Silvio Piola, Novara: Novara-Torino 1-0
Rete: 23′ aut. Garofalo (T)
Il derby piemontese più importante della stagione. Eppure, per certi versi e in alcuni frangenti che hanno preceduto e accompanato i minuti iniziali di Novara-Torino, la gara ha rischiato di trasformarsi in una delle partite da cancellare in fretta. Responsabilità di pseudo tifosi i quali, in fetta cospicua granata, si sono presentati allo stadio Silvio Piola sprovvisti di biglietto e con l’intenzione – evidente – di creare scompiglio e provocare disordini. Tafferugli sono scoppiati prima del posticipo di cadetteria allorchè alcune centinaia di tifosi ospiti, giunti senza biglietto, hanno tentato di forzare l’ingresso. I disordini e la tensione si sono protratte fino all’intervallo tra i due tempi, quando tutti i tifosi del Torino senza tagliando sono stati fatti entrare e sistemati nella curva riservata agli ospiti.
Il campo. Padroni di casa schierati con il 4-3-1-2 che prevede la presenza di Pinardi (solo panchina per Gonzalez) alle spalle di Motta e Bertani, gli ospiti – di contro – si affidano al collaudato 4-4-2 con Antenucci e Bianchi in attacco che possono beneficiare del contributo sulle fasce di Sgrigna e Lazarevic. I primi minuti sono di marca ospite: Ogbonna e Lazarevic hannno a disposizione palle invitanti ma, mentre il difensore sciupa malamente, il centrocampista – al 4’ – colpisce di testa da buona posizione concludendo a lato di poco.
Posticipo della ventitreesima giornata di serie B.
Stadio Nereo Rocco, Trieste: Triestina-Novara 1-1
Reti: 20′ pt Lunardini (T), 14′ st Motta (N)
C’era da approfittare del mezzo passo falso compiuto da Atalanta e Siena che, nelle rispettive sfide di sabato, non sono riuscite ad andare oltre il pari (casalingo per i bergamaschi, fermati sullo 0-0 dal Varese; esterno dei toscani, che hanno impattato a reti inviolate sul campo della Reggina). Piemontesi, a meno uno prima della gara serale, costretti a inseguire per una delle prime volte della stagione e chiamati a mostrare fino a che punto la tenuta di una condizione strepitosa nel corso della prima parte, fosse intatta. Le recenti prestazioni, e i punti persi per strada, qualche dubbio lo lasciavano e andava a fare il paio con quelli suggeriti da una Triestina in scarsa condizione. Invischiati nella lotta per non retrocedere, gli alabardati avevano disperata necessità di fare punti.
Gli ospiti potevano contare sulla presenza, in contemporanea, della coppia offensiva composta da Bertani e Gonzalez; dal canto suo, il tecnico Salvioni era nuovamente nelle condizioni di schierare Della Rocca dall’inizio con Antonelli e Longoni quali spalle ottimali di un reparto offensivo finora poco propenso al gol. Massima concentrazione fin dalle prime battute e lo si è evinto dal timore con cui i ventidue in campo hanno provato sortite offensive. Al 5′ la prima occasione, costruita dai padroni di casa: al tiro Antonelli, sfera a lato.
Le gare di coppa Italia disputate martedì 30 novembre:
Chievo-Novara 3-0: 24′ pt e 34′ pt Granoche (C), 35′ st De Paula (C) Fiorentina-Reggina 3-0: 29′ pt Babacar (F), 43′ pt Marchionni (F), 1′ st Cerci (F)
Il Chievo affronta agli ottavi di finale il Palermo.
La Fiorentina affronta agli ottavi di finale il Parma.
Chievo-Novara 3-0: per i clivensi, avversario tutt’altro che agevole, visto che il Novara – grande rivelazione del campionato di cadetteria nel quale è capolista – ha mostrato di saper tenere testa anche ad avversari sulla carta più blasonati. Eppure, nonostante un terreno di gioco in pessime condizioni e il deserto che ha regnato al Bentegodi, il Chievo ha saputo dettare legge e sfruttare al meglio l’impegno casalingo.
Che tratti somatici avrà mai, la tensione? Foste capitati a Siena, l’avreste vista sui volti dei ventidue in campo, su quelli dei due allenatori, assiepata tra gli spalti del Franchi: tanto entusiasmo, la voglia di crederci fino in fondo, la sensazione di poter tornare a casa con la gioia di tre punti fondamentali. L’avranno pensato i sostenitori dei locali ma anche la fitta rappresentanza giunta all’occorrenza da Novara: si chiude con un pari e la conferma di quanto si va dicendo da tempo. Entrambe, in serie A, rischiano di arrivarci senza passare per i play off. Quanti chilometri sono, da Vicenza a Crotone? Parecchie centinaia, ma la fede sportiva, l’attaccamento alla propria maglia sono in grado di abbattere qualunque distanza spaziale: i vicentini hanno vinto sul campo, ma vederlo allo stadio, quel plotone veneto, ha rinnovato il piacere verso quanto di bello offre questo sport.
Foto: AP/LaPresse
L’Empoli s’è perso a centrocampo: il gioco dei toscani stazionava lì e, come un Ovosodo – direbbe Virzì – che non va nè giù nè su, la manovra locale non è mai decollata. Ottimo Sassuolo, obiettivo prossimo: non perdere continuità. Lupoli ha salutato la Ciociaria con una rete che ha vanificato quella locale di Terranova: Ascoli e Frosinone si avviano verso una stagione difficile. Rischiano entrambe di fallire l’obiettivo salvezza, hanno entrambe i mezzi per centrarlo senza problemi. Si vedrà. Bianchi e candidi, quelli del Padova. Abili palleggiatori, ottimi incursori ma ancora immaturi per pensare di realizzare sogni. Il Varese lo ha chiarito una volta di più, oltre a rimarcare il dato di fatto che la squadra lombarda, con tale carattere, può vincere per davvero contro chiunque. Poi, per carità, con chiunque potrebbe anche perdere: stesso motivo, quel carattere un po’ così. Da invincibili e, vai capire perchè, da ingenui. Stavolta era la giornata sì.
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