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Fuorigioco

Foto: AP/LaPresse

Fuorigioco

La regola del fuorigioco, in inglese offside, non è di per sé un’infrazione, ma significa essere letteralmente fuori dal gioco, non far parte della partita, seppur per qualche centesimo di secondo. Il fuorigioco si ha in sostanza in due casi: quando, nel momento del passaggio di un compagno

  1. si è oltre l’ultimo difensore avversario
  2. si è oltre il portiere avversario, se tra lui e la porta c’è soltanto un altro difensore.

Ci sono però delle eccezioni e varianti a questa regola. Ad esempio non si è in fuorigioco quando, rispetto al primo caso, si parte dalla propria metà campo o se, al momento del passaggio, si è in linea con l’avversario, o se, nonostante ci si trovi oltre l’ultimo avversario, il punto di partenza è più arretrato rispetto al pallone. Per essere considerato fuorigioco, il calciatore deve essere al di là dell’ultimo difensore con una parte del corpo utile per andare in gol, quindi non vengono considerate le braccia e le mani.

Il fuorigioco può non essere fischiato se è considerato passivo. Ciò significa che il calciatore non partecipa all’azione perché ad esempio si disinteressa del pallone o è troppo lontano dall’azione per potervi partecipare. Per essere considerato fuorigioco dunque, il calciatore deve:

  • Avere una posizione attiva nell’azione (vale anche se non tocca il pallone, ma è sulla sua traiettoria);
  • Influenzare un avversario (ad esempio disturbare il portiere);
  • Trarre vantaggio da questa posizione.
Foto: AP/LaPresse

Non è da considerare fuorigioco invece se l’ultimo passaggio proviene da calcio di rinvio, rimessa laterale o calcio d’angolo. Se il guardalinee ravvisa un fuorigioco, l’arbitro deve fischiare e far riprendere la partita con una punizione indiretta dal punto in cui l’infrazione si è verificata. Quando un calciatore esce dal campo, non è più da considerarsi in gioco. Per questo un difendente può varcare la linea di delimitazione del campo per mettere in fuorigioco l’avversario. Questo sarà in offside, ma il difensore potrà venire ammonito perché avrebbe lasciato il terreno senza l’autorizzazione dell’arbitro. Questo caso si applica se il comportamento del difensore è legato alla scelta di mettere in fuorigioco l’avversario e non se si è infortunato o è fuori dal campo per ragioni diverse. Lo stesso vale per l’attaccante: se esso supera la linea di porta per evitare il fuorigioco, non potrà più rientrare fino alla fine dell’azione e non sarà considerato in gioco, tranne che se, una volta valutata la sua posizione in gioco, non rientri e partecipi all’azione. In questo caso può essere ammonito.

La posizione di fuorigioco è da ritenersi attiva anche se il pallone al calciatore in offside arriva da una deviazione di un palo, traversa, arbitro o bandierina, e persino se c’è una deviazione di un avversario se, al momento del tiro del compagno, si trovava già oltre l’ultimo difensore.

[Fonte: Aia-Figc]