In questo momento i giocatori del Bologna hanno la bocca cucita. L’unico a parlare è stato il capitano, Marco Di Vaio:
E’ una cosa che riguarda la società, noi squadra non dobbiamo dire niente. Come ci sentiamo o non ci sentiamo, prima deve parlare il presidente. Aspettiamo le sue mosse.
Il giocatore pesa le parole con attenzione, quasi da politico consumato:
Al momento non è cambiata la credibilità nei suo confronti, vediamo quello che ha da dire e poi prenderemo le giuste decisioni.
Sir Alex Ferguson. Uno come lui non c’è. Non fosse che per la sua longevità su una delle panchine più ambite al mondo: dal 1986 è alla guida del Manchester United. Ma non c’è solo quello. Trovatemi un altro uomo di calcio che abbia vinto 57 trofei nella sua carriera.
Adesso può sembrare persino strano, ma c’è stato un momento in cui la guida dello United aveva pensato di dire addio: era il 2002 ma i tifosi gli fecero cambiare idea. E così ha portato i Red Devils a vincere un’altra Champions League.
Ora non pensa più di andarsene. Come ha spiegato – scherzandoci sopra – in un’intervista concessa alla BBC:
Per quanto tempo resterò qua? Non lo so ma io non posso certamente andare in pensione adesso.
Quando capitano i fischi razzisti tutti gli addetti ai lavori diventano un unico coro per denigrare il gesto e parlare di inciviltà e stupidità. Ma poi puntualmente non si fa
Se fino a ieri la Juventus era alla ricerca di un attaccante senza fretta, ora ne ha bisogno più che mai. L’infortunio di Amauri pare molto serio, 2-3 mesi di stop che potrebbero tradursi in tutta la stagione se il calciatore volesse operarsi, ed anche in caso contrario bisognerebbe vedere quanto può durare un attaccante che si fa male con così tanta continuità. E allora al via il toto-attaccante.
Il nome che viene fatto con più insistenza torna ad essere quello di Karim Benzema. Il francese era già stato accostato alla Juventus, ma anche ad altri club come il Milan e l’Aston Villa. Ultimamente Mourinho ha affermato che non è più in vendita, ma siccome i due non si sono mai piaciuti, è chiaro che se a Madrid a gennaio dovesse arrivare qualche altro attaccante, Benzema farebbe le valigie. E vista la disponibilità economica dei bianconeri, il club di Delneri si posiziona in pole position per acquistarlo.
Ha passato dei brutti cinque minuti ieri sera il centrocampista della Roma Jeremy Menez, mentre era in casa con degli amici. Dei ladri si sono intrufolati nella sua villa (avvenimento
Probabilmente è l’uomo più odiato di Francia, il responsabile principale della disfatta dei Bleus in terra sudafricana, ma c’è qualcuno che ha pensato di concedergli una possibilità di riscatto. Lui
La Juventus continua a perdere pezzi, come se non bastassero gli infortuni cui ha dovuto far fronte Delneri sin dall’inizio della stagione. Stavolta a fermarsi è Amauri, mai completamente a
Dopo aver raddrizzato la barca giallorossa, Claudio Ranieri ha concesso una lunga intervista al mensile Rivista Romanista – in edicola dal 19 novembre -, che è diventata l’occasione per rispondere punto su punto a chi l’aveva criticato.
Ammette le sue colpe:
Ho sbagliato anche io
visto che all’inizio della stagione – com’era sotto gli occhi di tutti – qualcosa non andava. In questi casi l’allenatore
deve lavorare di più sulle teste dei suoi giocatori, io evidentemente non l’ho fatto abbastanza.
Ma l’autocritica si ferma qui
Hanno detto che ero bollito, ma avevo ragione io. Ho cercato di sistemare la squadra sugli avversari perché vedevo che le cose non funzionavano come l’anno scorso. Ora va meglio e si vede.
Jucilei da Silva è un centrocampista dal fisico massiccio – un metro e ottantacinque centimetri per un peso forma di 75 chili – che gioca attualmente per il Corinthians di Ronaldo e Dentinho. I dirigenti della squadra paulista lo hanno scovato nell’equivalente della nostra serie D: il campionato dello Stato di Paranà.
Lui giocava nel Malucelli, ed aveva vinto il premio come miglior giocatore del campionato. Lo hanno prelevato per 200.000 euro, superando la concorrenza di Palmeiras e San Paolo. Ha un contratto fino al 2012 con il Corinthians, ed ora – si dice – valga tra gli otto e i dieci milioni di euro. Quotazione in rapido aumento perché ha già fatto la sua prima apparizione nella nazionale verdeoro – anche perché il nuovo ct, Mano Menezes, era il suo ex-allenatore del Corinthians.
Lunedì scorso il presidente Porcedda aveva tranquillizzato tutti, affermando di aver versato quanto dovuto in data 15 novembre, e che il suo Bologna non aveva più debiti con nessuno. Sarà vero? Secondo alcuni siti internet e radio locali bolognesi pare proprio di no. Porcedda doveva ancora 3 mesi arretrati di stipendi a calciatori e staff, e pare che non vi sia certezza che questi siano stati pagati.
A breve i calciatori si riuniranno e, se verrà confermato che nessun emolumento è stato versato, potranno chiedere la messa in mora della società. Ciò significa che, a livello sportivo, il Bologna perderà 3 punti in classifica, a livello economico, oltre a pagare gli arretrati, Porcedda dovrà anche far fronte ad una multa, mentre da quello societario i migliori calciatori potrebbero fare le valigie.
Moratti continua a ribadire che Benitez non si tocca, ma ormai lo sanno tutti che se dovesse fallire le prossime due partite (Chievo e Twente), con ogni probabilità verrà sollevato dall’incarico. Nonostante per ora la sua panchina non traballi, i primi nomi cominciano a circolare per sostituirlo già prima di Natale.
L’ipotesi più suggestiva è Andrè Villas Boas, che agli italiani dirà ben poco, ma tra gli esperti di calcio internazionale è conosciuto come l’erede di Mourinho. Portoghese, stesso caratterino, stesso stile di gioco azzardato, ottimi risultati ottenuti con il Porto, ma soprattutto conosce già l’ambiente nerazzurro avendo fatto l’assistente di Mou nel 2008 e 2009. Questo è Boas, già accostato a tanti ottimi club europei, ed ora anche all’Inter. Di certo entrerebbe immediatamente nei cuori dei tifosi visto che ricorda molto lo Special One.
Se gli italiani possono storcere il naso vedendo la prestazione di ieri degli azzurri, ci sono nazionali che devono preoccuparsi ancora di più. In primis la Spagna, che dopo aver strabiliato il mondo e aver messo a segno la doppietta Europeo-Mondiale, forse per un eccesso di rilassamento perde il “derby” contro il Portogallo (la seconda sconfitta in amichevole consecutiva). E l’aspetto più preoccupante è che in campo non c’erano solo riserve, ma quasi tutti i titolari. Nani e Cristiano Ronaldo fanno impazzire gli spagnoli, ed in particolare Casillas, permettendo ai portoghesi di vincere con un sonoro 4-0 che deve far preoccupare non poco le Furie Rosse.
Male anche l’Inghilterra di Capello, che però dalla sua aveva tanti esordienti, che contro la Francia perde una gara in casa che i tifosi britannici non hanno gradito. Ma la gara più attesa era sicuramente Argentina-Brasile. Molte le stelle che mancavano in campo, ma molti anche gli “italiani”, con Thiago Silva, Ronaldinho, Robinho e l’osservato speciale della Juve Neymar da una parte, Zanetti, Burdisso e Pastore (più Lavezzi nella ripresa) dall’altra. La gara è spettacolare ed equilibrata, ma a sbloccarla ci pensa sempre e solo lui, Lionel Messi con una delle sue solite giocate, che al 91′ consegna la prima vittoria da ct ufficiale a Batista.
Si aspettava forse qualcosa in più dagli esperimenti tentati nell’ultima gara dell’anno solare, ma alla fine Cesare Prandelli non se la sente di bocciare in toto la prestazione degli azzurri al cospetto della Romania. Certo, non può permettersi il lusso di bluffare, dicendo che la sua Italia ha mostrato il meglio di sé nell’amichevole di Klagenfurt, ma quello che conta, a sentir lui, è il carattere messo in campo dalla squadra:
Abbiamo trovato una squadra molto aggressiva nel primo tempo, poi nella ripresa abbiamo avuto la possibilità di lavorare meglio nei disimpegni. La squadra ha messo in campo un carattere fantastico, fino alla fine abbiamo cercato la vittoria.
Prandelli si aspettava delle buone risposte dalla giovane Italia, ma alla fine della fiera il ct ha dovuto mandare in campo l’artiglieria pesante per mostrare all’esiguo pubblico di Klagenfurt qualche sprazzo di gioco. Quattro gli esordienti al fischio d’inizio contro la Romania (Balzaretti, Diamanti, Ranocchia e l’oriundo Ledesma), nessuno dei quali è riuscito ad entusiasmare particolarmente, complice l’emozione del debutto e la scarsa abitudine a giocare insieme.
In attacco l’Italia schiera la coppia Balotelli-Rossi (quest’ultimo capitano della squadra azzurra), ma le occasioni pericolose non arrivano, nonostante il gran movimento del giocatore del City (tra l’altro fatto oggetto di buu razzisti ad ogni tocco di palla).
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