Nella giornata decisiva per il cammino della Roma in Champions League, arriva la notizia che un po’ tutti aspettavano: Adriano non fa più parte della rosa giallorossa, in virtù della rescissione contrattuale avvenuta proprio a poche ore dal fischio d’inizio della gara contro lo Shakhtar. A confermare la notizia arriva una nota del sito borsaitaliana.it:
La Roma e il calciatore Adriano Ribeiro Leite rendono noto di aver raggiunto, in data odierna, l’accordo per la risoluzione consensuale anticipata del contratto economico per le prestazioni sportive dello stesso, la cui naturale scadenza era prevista al 30 giugno 2013.
Aurelio De Laurentiis durante la conferenza di stampa per la presentazione del prequel del ciclo dei film di Amici Miei, si è lanciato in un capolavoro di cerchiobottismo, in cui ha sparato pure su una squadra morta – la Juventus.
L’inizio del presidente del Napoli è soft:
Non dobbiamo mica vergognarci di essere al terzo posto. Io ho sempre detto che ambisco alla quinta posizione, perché il nostro è un progetto di crescita graduale. Siamo in serie A da appena 4 anni, non siamo radicati come altre società.
Cristiano Ronaldo non è solo un giocatore: è anche un sex symbol, un testimonial di campagne pubblicitarie – basta fare il nome di Giorgio Armani, ma anche Nike, Castrol, Clear… -, e un’icona – a quanto si dice – per i gay. Come David Beckham – di cui ha preso il testimone come corpo per l’intimo Armani. Gli manca solo di trovare la sua Posh Spice, al secolo Victoria Adams, per convolare a giuste nozze.
E ora forse, dopo aver flirtato con mezzo mondo – nel suo interminabile elenco di conquiste si passa da Raffella Fico, Paris Hilton e Kim Kardashian, a Ruby Rubacuori alias Karima el-Moarough, la diciottenne marocchina che ha messo nei guai il nostro premier -, il sexy calciatore portoghese sembra voler mettere la testa a posto.
Ciclicamente ogni 2-3 mesi si torna a parlare di Carlos Tevez all’Inter ormai da almeno cinque o sei anni. L’argentino, che da sempre piace a Moratti, potrebbe sbarcare a Milano a fine stagione. La serrata corte dei nerazzurri all’Apache ha fatto lievitare il prezzo del suo cartellino fino a 45 milioni di sterline (52 milioni di euro), ma qualcosa sta per cambiare.
Tevez infatti già da qualche mese chiede di essere ceduto, ed ora che si avvicina il finale di stagione ha letteralmente minacciato la dirigenza del City di far scadere il suo contratto se non lo cedono la prossima estate. E così pare che si possa trovare un accordo con l’Inter sulla base di una quarantina di milioni di euro.
Il presidente del Palermo Zamparini ha dimostrato di essere, oltre che come viene sempre definito vulcanico o mangia-allenatori, anche una persona intelligente, presentandosi davanti ai taccuini di Tuttosport e addossandosi buona parte della colpa del fallimento a cui il Palermo sta andando incontro.
Il povero Delio Rossi ha disputato una prima parte di campionato alla grande ed un inizio del girone di ritorno discreto, ma dopo Inter-Palermo qualcosa si è rotto. I rosanero avevano disputato una gran partita, e solo la solita indomita Inter, che riuscì a segnare 3 gol in pochi minuti (non era di certo la prima volta), riuscì a strappare i tre punti ai rosanero. Da lì cominciarono i guai perché Zamparini andò in sala stampa e disse peste e corna del suo allenatore.
Chi pensava che il Chelsea fosse fuori da tutti i giochi deve ricredersi, il campionato inglese è più aperto che mai, anche se ora non si può più sbagliare. Forte del vantaggio di punti sulle inseguitrici, il Manchester United che si presenta ad Anfield contro il Liverpool è molle e senza grinta. Oltre ad un palo colpito da Berbatov non fa nulla, mentre i Reds sembrano davvero indiavolati.
Poi ci si mette anche la difesa degli ospiti, per una volta non impeccabile, che regala almeno due delle reti con cui il Liverpool indirizza la partita, ed infine la grande serata di Kuyt, che segna una tripletta e porta la terza sconfitta in campionato all’armata di Ferguson che ora non può dirsi più così tranquilla come pochi giorni fa.
Da settimane si parlava dell’esonero di Mimmo Di Carlo, allenatore di una Sampdoria sempre più in crisi di risultati e ormai risucchiata a ridosso della zona retrocessione. Il patron Garrone ha dato fiducia al tecnico finché ha potuto, ma il 2-3 interno di ieri ha fatto precipitare la situazione, tanto che si è reso necessario il cambio di panchina.
Il nuovo condottiero risponde al nome di Alberto Cavasin, che ora avrà il compito di far risalire la squadra verso una posizione di classifica più tranquilla, scongiurando il rischio della retrocessione, che sarebbe una vera onta, considerando che qualche mese fa la Samp si giocava l’accesso in Champions League. Il neo tecnico saluta e ringrazia il suo predecessore:
Saluto innanzitutto Di Carlo, con il quale avevo condiviso un anno splendido a Lecce. Mi lascia una squadra che farà ciò che deve. So che il gruppo è sano e corretto. Fra le componenti che ci porteranno a fare risultato, i tifosi saranno importanti.
Posticipo della trentesima giornata di serie B.
Stadio Azzurri d’Italia, Bergamo: Atalanta-Novara 1-1
Reti: 7′ st Padoin (A), 41′ st Rubin (N)
Sfida attesissima e, in qualche maniera, oracolo rispetto all’andamento della lotta al vertice che ci attenderà da qui alla fine della stagione calcistica. Atalanta e Novara sanno che gran parte delle speranze di strappare una promozione diretta passano soprattutto attraverso la sfida che chiude la trentesima giornata di serie B. Problemi di formazione per Colantuono: non ci sono Doni, Pettinari, Raimondi e Talamonti e il tecnico orobico sceglie di schierare l’undici titolare con un 4-4-2 che vede quale terminale d’attacco la coppia composta da Marilungo e Ruopolo.
Di contro, Tesser non rinuncia al 4-3-1-2 che ha in Bertani e Gonzalez i due bomber di riferimento. La prima azione è dei bergamaschi: al 7′ Marilungo entra in area e conclude di poco a lato. Al 17′, palo dei padroni di casa: Ruopolo raccoglie l’assist di Marilungo, lascia partire una gran botta da posizione centrale che supera Ujkani ma si infrange sul montante. Il solo assalto ospite è affidato a un calcio da fermo e a un tiro dalla distanza: al 26′ calcia Gheller ma la conclusione è murata dalla barriera; al 36′ Motta conclude sul primo palo ma il suo colpo di testa termina a lato.
Partita da dentro o fuori, con un pesante 2-3 da recuperare nel gelo di Donetsk, con la Roma chiamata all’impresa in quella che è la prima europea di Vincenzo Montella da allenatore. L’obiettivo è quello di tornare dall’Ucraina con un vantaggio di due reti che significherebbe passaggio del turno e morale a mille in vista del derby del prossimo turno di campionato. Ma lo Shakhtar è squadra solida e tecnica, quasi imbattibile sul terreno di casa (53 partire senza sconfitte) e poco propensa ad abbandonare sul più bello il cammino europeo. L’ex aeroplanino è però fiducioso:
Sono molto ottimista, la squadra sta crescendo, sarà una partita difficile perché giochiamo contro una squadra valida. Lo spirito deve essere quello degli ultimo 15 minuti di Lecce, ci vorrà massima attenzione fino alla fine. Le motivazioni sono quelle che fanno la differenza e a volte bisogna anche crearle. È importante lavorare per vincere.
Posticipo della trentesima giornata di serie B.
Stadio Menti, Vicenza: Vicenza-Torino 1-0
Rete: 28′ pt rig. Abbruscato (V)
Ennesima sconfitta in casa granata, con gli ospiti costretti a soccombere in uno stadioo Menti tinto per l’occasione di biancorosso. L’undici di Maran, incassando bottino pieno, riesce nel duplice compito di sconfiggere gli avversari e agguantarli in graduatoria, dove le due squadre sono ora appaiate al settimo posto con 41 punti in valigia. Altra considerazione inevitabile: nella personalissima sfida tra il trittico di bomber ospiti – Bianchi, Antenucci e Sgrigna, l’ex di turno – la spunta il riferimento inamovibile dell’attacco dei padroni di casa.
Elvis Abbruscato, punta per tutte le stagioni e in grado di confermarsi decisivo anche nel corso dei 90′ di questa sera. Partono forte i locali sebbene Lerda opti per una formazione offensiva e votata all’attacco. La gara è stata risolta dopo 28′ grazie a un rigore trasformato da Abbruscato e concesso ai veneti per un fallo del portiere Bassi su Botta. L’estremo, dopo aver rimediato nella circostanza un cartellino giallo, non riesce a intuire la conclusione di Abbruscato che ha calciato di sinistro piazzando il pallone nell’angolino alla sinistra del portiere. L’emiliano classe 1981 sale così a 12 reti stagionali (tanti quanti quelli del duo in quota al Novara, Bertani e Gonzalez).
Luigi Delneri. Per i tifosi è il primo responsabile dell’ennesima annata disgraziata. A parole Giuseppe Marotta gli ha ancora confermato la fiducia del club. Ma si tratta di una fiducia a tempo determinato.
Se la Juventus perdesse anche contro il Cesena, la sua panchina sarebbe indifendibile, anche perché il popolo juventino lo ha già “nominato” – ma nell’elenco dei responsabili subito dopo arriva il direttore generale.
Fine settimana difficile per i bomber europei. A causa degli infortuni – come la lesione muscolare di primo grado al bicipite femorale della gamba sinistra di Cristiano Ronaldo che lo
L’eliminazione dalla Champions League ci poteva pure stare, quella dall’Europa League, a denti stretti, si accetta, ma l’esclusione sicura dalle coppe europee per la prossima stagione, lo scivolamento fino quasi alla zona retrocessione e l’umiliazione di una sconfitta in casa contro il Cesena che solo per puro caso non si è trasformata in goleada sono davvero troppo.
Mimmo Di Carlo, arrivato la scorsa estate tra i mugugni del pubblico, è stato esonerato poche ore fa dal presidente Garrone. A traghettare la squadra, cercando di farla salvare per poter rinascere il prossimo anno, sarà Alberto Cavasin, preferito agli altri nomi Papadopulo, Cagni e De Biasi.
La ventottesima giornata di campionato si può definire tra le peggiori di quest’anno per i fischietti italiani. Non c’è una partita in cui non si può contestare qualcosa, da errori gravi ma che non incidono sul risultato finale, come le mancate ammonizioni o espulsioni in Inter-Genoa o Chievo-Parma, a risultati letteralmente falsati per errori arbitrali.
La gara che sicuramente farà più discutere è Napoli-Brescia. Mazzarri viene espulso per le proteste dopo la mancata concessione di un rigore per fallo su Maggio. A dir la verità Accardi, con molto mestiere, sbilancia il difensore napoletano mandandolo gambe all’aria. Il contatto è ai limiti del regolamento e Mazzoleni fa bene a non fischiare. Purtroppo però c’è un altro rigore, stavolta netto, che non viene assegnato ai partenopei, con un fallaccio di Konè su Mascara, in cui il difensore colpisce il napoletano in pieno senza toccare il pallone.
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