David Beckham verso il Newcastle

di Gioia Bò 1

Di lui George Best diceva:

Non sa tirare di sinistro, non sa colpire di testa, non sa contrastare e non segna molti gol. A parte questo, per il resto è ok.

Ma se David Beckham è salito sull’Olimpo del calcio mondiale, un motivo ci deve pur essere. Acquistato dal Manchester United ad appena 16 anni, fa il suo esordio in prima squadra dopo la maxi-squalifica che colpì Eric Cantona nella stagione ’94-’95, diventando inamovibile nella squadra di Ferguson. Da allora lo attendeva una serie di successi con la maglia dei Red Devils: 6 campionati, 2 Coppe d’Inghilterra, 2 Supercoppe, una Champions ed una Coppa Intercontinentale.

Un palmares di tutto rispetto per un calciatore molto amato in patria sia dai tifosi della sua squadra che da orde di ragazzine che lo idolatravano per la sua indiscutibile bellezza. Ma proprio questa sua ultima caratteristica fu all’origine dei dissensi all’interno dello spogliatoio, che culminò con Sir Alex in versione lanciatore, mentre il povero David si ritrovò con uno scarpino stampato in faccia. Ciò che gli veniva rimproverato era la sua presenza continua sulle copertine dei giornali, sia per questioni di sponsor che per vicende che riguardavano sua moglie, la Spice Girl Victoria Adams.


Il gesto di Ferguson contribuì ad incrinare ulteriormente i rapporti e Beckham nel 2003 preferì accettare la proposta del Real Madrid, che lo portò alla sua corte con un contratto di 35 milioni di euro. Qui non trovò vita facile, essendo costretto a dividere la scena con altre stelle di prima grandezza, che spesso occupavano la sua stessa posizione di campo, relegandolo di fatto a giocare a sinistra o come centrale. Situazione precipitata poi con l’arrivo sulla panchina delle merengues di Fabio Capello, che lo mise fuori squadra per quasi metà stagione. Quattro anni nella Liga nel corso dei quali ha contribuito a far vincere al Real un campionato ed una Supercoppa Spagnola.

Il resto è storia recente: il miraggio americano con l’offerta stratosferica dei Los Angeles Galaxy (275 mln di euro in 5 anni), che lo proietta in un calcio ben diverso da quello europeo, nonostante gli sforzi dei presidenti che pescano sempre più spesso nel vecchio continente.

Torna appena può David ed ultimamente lo abbiamo visto allenarsi con l’Arsenal di Arsene Wenger nella speranza di ritrovare la forma perduta ed una maglia della nazionale, complice la chiamata a ct di Fabio Capello. Ma evidentemente non gli basta essere convocato per un’amichevole che gli permetterebbe di raggiungere la centesima presenza: vuole tornare in pianta stabile a giocare con la maglia dell’Inghilterra e continuando a giocare negli USA sarebbe difficile.

Ora spunta l’idea Newcastle che lo vorrebbe acquistare dagli americani in un’operazione rientro che a lui non dispiacerebbe affatto. L’elevato costo del calciatore fa allungare i tempi, ma il club inglese potrebbe avere il supporto economico dell’Adidas, sponsor sia della squadra che dello stesso Beckham. Qui ritroverebbe Kevin Keegan, suo allenatore in Nazionale qualche anno fa, che lo riabbraccerebbe volentieri, aiutandolo nel suo progetto di riconquista della maglia dell’Inghilterra. L’operazione potrebbe concludersi, visti i buoni rapporti tra il Newcastle ed il club americano dopo il recente trasferimento di Babayaro in terra californiana.

Non saprà tirare di sinistro né colpire di testa, non saprà contrastare l’avversario e forse segna pochi gol, ma uno come lui è sprecato nel soccer: meglio vederlo giocare da questa parte del mondo!

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