Alex Ferguson e gli altri: l’esultanza che offende

di Gioia Bò 3

Reading-Manchester United ovvero Davide contro Golia, in una partita di Premier League che avrebbe dovuto essere una passeggiata per i Red Devils, ma che si è trasformata in una lotta durissima. Alla fine i rossi hanno vinto ugualmente (2-0, gol di Waine Rooney e Cristiano Ronaldo), ma il dopopartita è stato incandescente, se non in campo, in tutte le trasmissioni sportive del Regno Unito. Motivo dell’accesa polemica, il comportamento non proprio signorile di Sir Alex Ferguson, che subito dopo il vantaggio si è rivolto allo staff tecnico del Reading e poi al pubblico, esibendosi nel celeberrimo gesto dell’ombrello.

Tutto quello che ho fatto e’ stato esprimere il mio sollievo per aver vinto una delle gare piu’ dure della stagione

ha spiegato poi nelle interviste successive alla gara, ma, offensivo o no, resta comunque un gesto lontano dai modi di fare eleganti per i quali il baronetto si è sempre distinto.

Si tratterà di un virus che colpisce uomini di sport solitamente compassati e mai fuori dalle righe? Probabilmente si, vista la storia recente che ha visto nella stessa situazione veri e propri “signori” come Moratti, durante l’ultimo derby milanese, e Van Nistlerooy poco avvezzo ad esultanze di questo tipo.


Ma questi non sono che gli ultimi esempi di una lunga lista di gesti maleducati rivolti al pubblico ed agli avversari, che trova in Altafini uno suoi primi esponenti, una specie di precursore, durante un Palermo-Napoli nella stagione ’68/’69. Come non ricordare poi il dito medio di Paolo Di Canio autore del suo primo gol nel derby contro la Roma?

Un gesto che ci può stare in una gara molto sentita per un calciatore-tifoso della propria squadra e che quindi può essere inserito in un contesto di furore agonistico “comprensibile”. Più discutibile invece la mano destra, sempre da parte dello stesso idolo della Curva Nord, alzata verso il pubblico, a testimonianza della sua fede politica. Si scatenarono polemiche infinite verso quel modo di esultare che poco ha a che fare con il mondo del pallone e la questione finì persino in Parlamento. Per par condicio bisogna ricordare anche il pugno chiuso di Lucarelli che sovente festeggiava i suoi gol con la maglia del Livorno, dimostrando la sua appartenenza alla schiera di sinistra.

Politica a parte, il calcio ci ha abituati a figure non propriamente eleganti da parte di personaggi che in teoria dovrebbero dare l’esempio e stemperare i toni. E invece ci ritroviamo davanti ad un Capello che mostra il dito medio ai tifosi che lo contestavano, ad un Van Bommel che “apre l’ombrello” di fronte al pubblico di fede opposta o allo stesso gesto da parte di una delle signore del calcio, Valeria Cecchi Gori, che, in un Fiorentina-Lazio di qualche anno fa, si esibì in un “tiè” che fece il giro delle trasmissioni sportive e non.

Esultanze esagerate e poco chic di cui il signor Ferguson è solo l’ultimo rappresentante in ordine di tempo. E se proprio lui scivola sullo stile, allora c’è qualcosa che non va.

E meno male che almeno sul campo c’è chi ancora festeggia in modo simpatico ed originale, ma questa è un altra storia. Arrivederci alla prossima puntata!

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