
Chi si aspettava finalmente una svolta con la versione 2009 di Pro Evolution Soccer, dovrà aspettare ancora almeno un altro anno. I programmatori della Konami avevano promesso di ripartire da zero, ma non hanno specificato in quale edizione cominciavano. Chiariamo subito che stiamo parlando di un sistema di gioco che funziona alla grande, il quale finora non è mai stato superato dalla concorrenza e probabilmente non lo sarà mai, ma le novità scarseggiano.
Se volessimo partire dai punti a favore, potremmo parlare del sistema di licenza e di qualche modalità di gioco nuova; se volessimo partire dalle note dolenti, dovremmo parlare ancora di licenze e di nuove modalità di gioco. Come mai? Quelli della Konami hanno voluto rinnovarsi, ma hanno sbagliato tanto.
Per quanto riguarda le licenze, guardando questo video si può apprezzare la modalità Champions League, della quale sono stati acquistati i diritti dei loghi, delle schermate, della modalità a gironi, e pure della musichetta.
Purtroppo però sono stati spesi talmente tanti soldi per la modalità Champions League che questi non sono stati sufficienti per acquistare i diritti per le licenze di tutti i campionati europei promessi. Bene la Serie A (in cui però è sparito il logo della Lega Calcio), male invece la Liga, in cui metà club hanno nomi originali e l’altra metà no, malissimo la Premier League, in cui solo Manchester United e Liverpool hanno i nomi originali, mentre per gli altri ci dobbiamo accontentare dei soliti Noth London e Merseyside.
La modalità di gioco innovativa di quest’anno è quella chiamata “diventa un mito“, in pratica una copia della modalità professionista di Fifa, leggermente migliorata. Ed in effetti è più credibile. Si comincia senza una squadra a 17 anni, ci si deve allenare e attendere qualche convocazione in qualche piccolo club. Da lì poi, se le nostre capacità saranno soddisfacenti, si verrà schierati titolari (mentre in Fifa venivamo schierati per forza titolari), fino ad essere convocati in nazionale. La speranza però è di non farci mai squalificare, o peggio ancora infortunarci. Infatti in quei casi, anche se non si gioca, siamo costretti a guardarci tutta la partita, e se l’infortunio dura un mese, saremo costretti a guardarci 6/7 partite senza mai poter giocare.
Il sistema di gioco rimane sempre lo stesso, e cioè il migliore, anche se appunti negativi vanno fatti sul mercato. Infatti gli aggiornamenti sono agli ultimi giorni di mercato, ma non agli ultimissimi, dato che mancano Milito al Genoa e Quaresma all’Inter. Ha ancora qualche piccolo difetto di gioco, tipo gli attaccanti che si fermano e poi ripartono quando vengono lanciati in profondità, o i difensori che si fanno una passeggiata mentre l’attaccante vola verso la rete, ma come movimenti, come grafica (i calciatori sono identici agli originali) e come tattiche, Pes rimane sempre il migliore. Migliorata di molto anche la telecronaca, in cui sono stati messi in pensione i giornalisti Rai, e per fare concorrenza alla coppia Caressa-Bergomi di Fifa, sono stati presi altri due commentatori di Sky, Pierluigi Pardo e Josè Altafini, facendo elevare di molto il livello della telecronaca.
In definitiva il gioco non è molto differente dagli anni scorsi, il consiglio è quello di alternare Fifa e Pes ogni anno per notare le differenze, perchè da un’edizione all’altra restano sempre troppo uguali. Non spetta a noi dire quale tra i due è il migliore, ma Pes è consigliato per chi vuole soltanto avere il piacere di giocare senza altre cose esterne che potrebbero distrarlo dal pallone.