Parma-Roma va in scena all’ora di pranzo, ma mentre lo stomaco soddisfa i propri bisogni, gli occhi restano all’asciutto e non trovano soddisfazione nello spettacolo offerto dalle due squadre in campo.
Ranieri cercava punti utili in un a situazione più che mai pericolosa, dopo un inizio stagione che sta procurando non pochi problemi alle coronarie del pubblico giallorosso. Marino, da parte sua, si trovava nella condizione di dimostrare che questo Parma può lottare per una salvezza senza patemi d’animo, sebbene l’ultima posizione in classifica dica il contrario.
Ne esce una gara poco spettacolare, con entrambe le compagini che avrebbero l’opportunità di conquistare la posta piena, ma che alla fine devono accontentarsi di un punto striminzito, mentre le giornate continuano a correre.
Anticipo dell’ottava giornata di serie A
Stadio Tardini, Parma Parma-Roma 0-0
Claudio Ranieri si gioca tutto contro i ducali di Pasquale Marino i quali, tuttavia, hanno necessità di fare punti visto che la graduatoria parla chiaro: ultimo posto, per il Parma, in condivisione con Cagliari, Bologna e Udinese. Il testaccino recupera Mirko Vucinic e preferisce schierare Philippe Mexes al fianco di Juan, gialloblu con Bojinov e Marques in fase offensiva.
La prima frazione di gioco non eccelle per spettacolo e occasioni da rete. La Roma prova a fare la partita ma pare, con il passare dei minuti, sempre meno pericolosa e incapace di servire al meglio le punte. La prima occasione è per Vucinic, abile dopo 2′ di gioco a liberarsi dalla marcatura di Dzemaili e concludere a rete: palla lontano dallo specchio di Mirante.
Il Parma copre senza particolari patemi e, quando cerca di ripartire, lo fa grazie alla spinta della mediana: mentre Valiani fatica a trovare la posizione, Gobbi sembra in grado di macinare quantità e sfornare qualità. E’ dai piedi del centrocampista che, al 39′, parte l’azione più ghiotta della prima parte: il pallone arriva a Marques il quale, tutto solo davanti a Lobont, non avrebbe che da stoppare e concludere a botta sicura.
L’espressione più comune è “nascere con la camicia”. C’è invece chi nasce con il pallone, e questo è il caso di uno dei più grandi giocatori (forse il più grande) della storia del calcio. Nasce così Pelè, esattamente il 23 ottobre 1940, e di cui ieri si sono festeggiati i 70 anni.
Anni completamente dedicati al pallone, se è vero che sin da quando ha cominciato a muovere i primi passi prendeva già a calci un mucchio di stracci che a quei tempi veniva chiamata palla. La sua storia la conosciamo tutti, e vi rimandiamo a quest’articolo per l’approfondimento, ma fatto sta che Edson Arante do Nascimento è rimasto nel cuore di tutti.
Prende forma l’Inter di Benitez, apparsa troppo Eto’o-dipendente fino a questo momento. Per questo bisogna necessariamente dare al tecnico spagnolo gli uomini adatti, e questi potrebbero essere Afellay e Vucinic. Il primo dovrebbe arrivare sin da gennaio per volontà della stessa squadra, il PSV Eindhoven, che ha messo sul mercato il fantasista per poter recuperare dagli oltre 17 milioni di euro di debiti.
Per lui la concorrenza si chiama Manchester United e Real Madrid, ma dovrebbe essere Milano la destinazione preferita dal calciatore, come hanno confermato gli stessi olandesi che hanno ammesso che l’Inter è in vantaggio sulle avversarie.
Anche se la classifica non lo dice ancora, come ogni anno la Liga si sta trasformando in un gioco a due tra Real Madrid e Barcellona. Ma quest’anno, forse più delle stagioni precedenti, questo dualismo si concentra maggiormente sui due fenomeni dei due club, Cristiano Ronaldo da una parte e Lionel Messi dall’altro.
La giornata appena disputata nel campionato spagnolo ne è la dimostrazione. Anche se stasera il Villareal dovesse vincere, il Real rimarrebbe ugualmente primo dopo il 6-1 rifilato al Racing Santander. Ad aprire le danze è Higuain che sfrutta un errore sul fuorigioco avversario per volare da solo contro il portiere e segnare il gol dell’1-0, ma poi si scatena Cristiano Ronaldo che segna altri 4 gol. In rete anche Ozil, e l’unico gol del Racing arriva ormai quando non serve più.
Finalmente Fiorentina! Il peggio non è ancora passato e la posizione di classifica continua ad essere poco consona ad una squadra che fino ad un anno va veniva indicata tra le grandi del calcio nostrano, ma la vittoria conquistata contro il Bari regala una bella boccata di ossigeno all’ambiente viola.
Un ambiente che si era svegliato con il “regalo” inatteso di Adrian Mutu, ancora una volta nei guai con la giustizia per via di un’aggressione ad un cameriere. Ma la Fiorentina non si è lasciata condizionare dalle vicende personali di uno dei suoi talenti ed ha invece voluto omaggiare un grande del calcio locale e nazionale, Giancarlo Antognoni.
Anticipo dell’ottava giornata di serie A:
stadio Franchi di Firenze. Fiorentina-Bari 2-1 Reti: 34′ pt Donadel (F), 37′ st Gilardino (F), 46′ st Parisi (B)
Nessun alibi, nessuna scusa: Sinisa Mihajlovic ha un risultato utile su tre e la netta convinzione di non poter più perdere terreno. La crisi della Fiorentina si evince da una classifica che parla chiaro e da un avvio di stagione a cui nessuno era preparato.
Il Bari resta avversario tosto per chiunque: Ventura recupera Barreto e gli mette di fianco Castillo. Almiron e Montolivo hanno il compito di organizzare e impostare le trame offensive: le prime battute di gioco sono vivaci e lasciano presagire uno spettacolo piacevole ma la prima, vera conclusione a rete è dello stesso Almiron che raccoglie da Ghezzal e calcia verso Frey: l’estremo viola respinge con i pugni.
Speravamo di sentir parlare di lui di qui ad una settimana, quando finalmente scadranno i termini della squalifica di nove mesi per uso di sibutramina. Speravamo che il suo nome venisse associato al riscatto della squadra viola dopo un inizio di stagione non proprio esaltante, complici anche i numerosi infortuni che hanno ridotto il numero degli uomini a disposizione di Mihajlovic.
Speranze vane, perché il nome di Adrian Mutu viene nuovamente associato ad un fatto di cronaca. Sull’accaduto stanno ancora indagando le forze di Polizia, ma pare che l’attaccante della Fiorentina abbia brutalmente aggredito un cameriere in un locale notturno.
La gioia di gruppo del Frosinone, capace di sbancare l’Olimpico di Torino e condannare i granata all’ennesimo momento di difficoltà; l’agonismo in fase di mediana tra reggini ed empolesi, cui è mancato maggior coraggio per cercare di aggiudicarsi i tre punti; la soddisfazione di Torri, capace di portare l’AlbinoLeffe alla vittoria con una rete ancora determinante.
Foto: AP/LaPresse
Ma anche il volto concentrato di Claudio Bellucci, ancora in gol ma non ancora decisivo; la grinta di Cristiano Doni che stona per davvero con un calo collettivo verso il quale l’Atalanta ci ha accompagnati nella ripresa: Piacenza da copertina; Ascoli e Cittadella che cercano di trovare un varco utile a partire dal centrocampo ma le cui iniziative sembrano sempre mancare di qualcosa in fase di finalizzazione (smentirà Piovaccari).
Gigi Buffon al Manchester United è uno dei classici del calciomercato. Ogni tanto la voce esce fuori, e ogni volta il portiere della nazionale dichiara che lui non ha nessuna intenzione di lasciare la Juventus, che vuole rispettare il suo contratto, e così via. Questa volta il copione sembra leggermente diverso – sempre che si dia credito alla notizia riportata oggi su Tuttosport.
Nonostante le smentite arrivate negli ultimi giorni, sembrerebbe che Gigi Buffon abbia già raggiunto un accordo con lo United. Avrebbe pure già trovato casa a Manchester, e la signora Buffon – Alena Seredova – sarebbe già volata in Inghilterra per occuparsi degli ultimi dettagli – come la ricerca della scuola per i figli.
Quest’estate era il portiere più richiesto al mondo, anche più dell’acciaccato Buffon. Oggi le sue presenze in campionato sono ferme a zero e di lui non si sente più parlare. Federico Marchetti è passato dalle stelle alle stalle a causa di qualche intervista rilasciata nelle settimane appena successive al Mondiale, dimostrando apprezzamento per l’interessamento di club come la Sampdoria e l’Arsenal.
Frasi abbastanza innocenti a cui si associava qualche sbilanciamento di troppo che non è piaciuto al presidente Cellino che, di tutta risposta, non solo ha rifiutato ogni offerta arrivatagli per il calciatore, ma ha anche chiesto che Marchetti fosse messo fuori squadra (anche se ufficialmente risulta come terzo portiere).
Ha passato un brutto quarto d’ora ieri Wayne Rooney, attaccante del Manchester United. Durante la serata una quarantina di “tifosi” incappucciati e armati sono arrivati sotto casa del calciatore con scopi poco concilianti ed uno striscione piuttosto chiaro: “Gioca nel City e sei morto“.
Una minaccia che più chiara non poteva essere. Ai tifosi dello United non dà tanto fastidio che Rooney lasci la squadra, ma che passi agli odiati cugini del Manchester City. Uno sgarbo che non digerirebbero, e che probabilmente ha portato il calciatore a cambiare idea sul suo futuro.
Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.
Puoi regolare tutto le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.
Cookies strettamente necessari
Cookies strettamente necessari devono essere abilitati in ogni momento in modo che possiamo salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.
Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.
Terze parti
This website uses Google Analytics to collect anonymous information such as the number of visitors to the site, and the most popular pages.
Keeping this cookie enabled helps us to improve our website.
Please enable Strictly Necessary Cookies first so that we can save your preferences!