Premier League: ritorna Balotelli ma è Nani il protagonista (video)

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Se una cosa del genere fosse accaduta in Italia, le polemiche sarebbero durate qualche anno. E’ accaduta invece in Inghilterra, e probabilmente domenica prossima staremo già parlando di altro. L’episodio incriminato capita in Manchester United-Tottenham, a pochi minuti dalla fine. Lo United era già in vantaggio per 1-0 (rete di Vidic), e forse questo servirà per stemperare le polemiche, ma fatto sta che Nani viene steso in area, l’arbitro non fischia ma la punizione pare essere per il Tottenham in quanto il portoghese ferma la palla con la mano.

L’arbitro però non fischia nulla, tutti i calciatori si fermano pensando alla punizione, e solo Nani non lo fa, ma si avventa sulla palla andando a segnare la rete del 2-0 (video alla fine dell’articolo). Buon per lo United che vince e supera i cugini del City, rimanendo al secondo posto.

L’Aic annuncia lo sciopero, Oddo lo revoca, tensione sui contratti

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Si sciopera o non si sciopera? Sembra che non l’abbiano capito nemmeno i diretti interessati. Questo tira e molla che va avanti da circa 4 mesi sembrava essersi interrotto ieri pomeriggio dopo che l’Aic, l’Associazione dei calciatori, aveva deciso di far saltare le trattative. Il motivo era che non c’erano i presupposti per continuare in questo modo perché tanto non si sarebbe trovato nessun accordo.

In particolare i punti su cui nessuna delle due parti era disposta a trattare erano l’obbligo dei trasferimenti dei calciatori, la flessibilità dello stipendio e la gestione dei calciatori fuori rosa. Una situazione talmente bloccata che non solo l’Aic aveva deciso di non presentarsi all’incontro programmato per martedì 2 novembre con la Lega Calcio, ma addirittura aveva fatto ipotizzare un anticipo dello sciopero del calcio da dicembre al 10 novembre, turno infrasettimanale.

Milan-Juventus 1-2: fotogallery

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C’era un tempo in cui Milan-Juve era la sfida dell’anno, quella che decideva lo scudetto, quella che metteva in campo i migliori calciatori in circolazione. Gli anni passano, i protagonisti cambiano, Milan-Juve non è più la sfida delle sfide, ma il fascino rimane immutato e gli attori ci tengono a fare bella figura di fronte ad un Meazza vestito a festa.

Manca la fantasia di Ronaldinho e manca la vivacità di Krasic, ma la gara offre ugualmente spunti interessanti ed occasioni per spellarsi le mani dagli applausi. I padroni di casa partono meglio, ma è la Juve a far male, malissimo, quando Quagliarella rimane sospeso in aria e beffa la difesa avversaria per il gol che vale il vantaggio bianconero.

Serie A 9a giornata: Milan – Juventus 1-2

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Anticipo della nona giornata di serie A.
Stadio Meazza di San Siro, Milano:
Milan-Juventus 1-2
Reti: 24′ pt Quagliarella (J), 20′ st Del Piero (J), 37′ st Ibrahimovic (M)

Ibrahimovic ha recentemente indicato in Chiellini il difensore che maggiormente riesce a metterlo in difficoltà: alla notizia che il centrale italiano fosse costretto a dare forfait a una manciata di minuti dal fischio d’inizio, lo svedese avrà abbozzato un sorriso. Ecco: l’avesse trattenuto. Allegri ripropone lo stesso modulo di Napoli: Robinho alle spalle di Ibra e Pato, in mediana Pirlo con Gattuso e Boateng. Delneri presenta Melo davanti alla difesa,  Aquilani e Marchisio nel mezzo del centrocampo e Quagliarella di fianco a Del Piero in attacco.

Una cornice spettacolare, il Meazza tutto esaurito: tre quarti di tifosi rossoneri e il rimanente – la maggior parte nello spicchio degli ospiti, gli altri sparpagliati un po’ in ciascun settore – di fede bianconera. Le prime battute sono tutte di marca locale: dopo 1′ di gioco è già duetto Pato Ibra Pato con il Papero che tentenna davanti a Storari; al 7′ è il brasiliano a servire lo svedese a cui riesce una prodezza delle sue: improvvisa conclusione dai 25 metri, la palla si stampa sull’incrocio dei pali; passano 2′ e al tiro torna Ibra: grande conclusione rasoterra, Storari para in tuffo.

Roma-Lecce 2-0: fotogallery

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Tre punti da portare a casa assolutamente, perché la piazza comincia a mugugnare dopo un inizio di stazione non certo entusiasmante. La situazione della Roma non era delle più semplici alla vigilia della gara con il Lecce, considerando anche la sfida delle sfide della prossima settimana, il derby con la capoclassifica Lazio.

La parola d’ordine era vincere ed arrivare alla stracittadina con l’umore alle stelle e con il consenso della piazza. E vittoria è stata, anche se la piazza ha avuto modo di sfogare la propria rabbia alla fine della prima frazione di gioco, riservando alla squadra di Ranieri un coro di fischi assordanti.

Serie A 9a giornata: Roma – Lecce 2-0

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Anticipo della nona giornata di serie A.
Stadio Olimpico, Roma
Roma-Lecce 2-0
Reti: 17′ st Burdisso (R), 31′ st Vucinic (R)

Prima frazione di gioco chiusa tra i fischi dell’Olimpico giallorosso che, nonostante la buona volontà dell’undici di casa, continua a non gradire l’incapacità di dare costanza alla manovra e di finalizzare le occasioni create. Non molte, per la verità, anche perchè il Lecce ci mette poco a trovare la giusta quadratura e imbrigliare le progressioni avversarie. Claudio Ranieri sa che, da qui in avanti, si vivrà alla giornata e, nella condizione di fare di necessità virtù (fuori Mexes, Taddei e Pizarro), sceglie di affidarsi agli elementi più affiatati.

I dieci undicesimi della Roma sono quelli della passata stagione, in più c’è Borriello ad affiancare Totti in attacco. Salentini formato tridente (Di Michele, Corvia e Olivera) e bravi ad affondare per primi: al 5′ Olivera calcia dai 22 metri, Julio Sergio para; all’11’ l’ex juventino mette il pallone sulla testa di Corvia che, dopo aver preparato il destro, calcia al volo ma il pallone si stampa sulla traversa; passano 3′ e l’estremo brasiliano è stavolta provvidenziale nell’evitare l’autogol di Juan (in anticipo su Corvia, palla svirgolata).

Serie B: FOTO della 12a giornata

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La tensione dei calciatori di Livorno e Reggina nel corso del big match di giornata che ha inciso a tal punto sui ventidue in campo da frenarne gli spunti (il rigore di Iori, a inizio ripresa, ha regalato al Picchi una delle gioie pomeridiane), il volto concentrato di Stefano Colantuono, in attesa di capire se la sua Atalanta può considerarsi degna concorrente per la promozione in massima serie (giocasse sempre come contro il Padova, sì); l’abbraccio collettivo dei calciatori del Cittadella dopo il gol di Dalla Bona a vanificare il vantaggio iniziale del Grosseto.

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Le aspettative dei tifosi del Novara che lo sapevano già e hanno atteso con pazienza il 2′ della ripresa: Motta spiana la strada ai locali, Gonzalez raddoppia; la bella novella di un Modena tutto sostanza e cinismo a fronte di un Pescara che non gioca mai male pur faticando, spesso, a concretizzare le occasioni create. Quelle maglie giallo canarino tutte raggruppate, tutte vicine. il Modena ha appena messo a segno il raddoppio, Pescara ko in casa.

Serie B 12a giornata: Novara e Livorno, tris; Atalanta, quattro sberle al Padova

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Atalanta-Padova 4-1: 30′ pt Barreto (A), 45′ pt rig. e 2′ st Doni (A), 16′ st rig. Succi (P), 19′ st Tiribocchi (A)
Cittadella-Grosseto 2-1: 5′ pt Freddi (G), 39′ pt Dalla Bona (C), 20′ st Piovaccari (C)
Empoli-Crotone 0-0
Frosinone-Triestina 1-0: 48′ st Santoruvo (F)
Livorno-Reggina 3-0: 3′ st rig. Iori (L), 33′ st Barusso (L), 37′ st Pagano (L)
Novara-Albinoleffe 3-0: 2′ st Motta (N), 17′ st e 40′ st Gonzalez (N)
Pescara-Modena 0-2: 21′ pt Mazzarani (M), 5′ st Signori (M)
Portogruaro-Piacenza 0-0
Vicenza-Varese 0-1: 7′ pt Carrozza (V)
Sassuolo-Siena lunedì ore 19
Torino-Ascoli lunedì ore 21

Cassano fuori dalla rosa e dalla nazionale cerca sistemazione

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Antonio Cassano non è solo fuori rosa nella Sampdoria, ma secondo il nuovo regolamento interno della nazionale, rimarrà fuori anche dal giro azzurro. Secondo il codice di comportamento sottoscritto da Cesare Prandelli, un calciatore lasciato fuori rosa non può essere convocato, e a questo punto se Fantantonio ha intenzione di riprendersi quella maglia tanto agognata in passato, ha soltanto due soluzioni.

La prima, che a questo punto sembra anche la più improbabile, è chiedere scusa pubblicamente e farsi reintegrare in squadra; l’altra invece è che vada via il prima possibile, magari già a gennaio. In Italia c’è la fila, con Juventus, Inter e Milan in prima linea, e la Fiorentina che non disdegnerebbe un passaggio-sorpresa. E poi ci sono squadre straniere che osservano la situazione da vicino. A gennaio Cassano potrebbe lasciare Genova addirittura a parametro zero, o con un costo del cartellino fortemente scontato. Cerchiamo di capire dunque dove potrebbe andare.

Preziosi: “Inter, atteggiamento schifoso!”

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Non le manda a dire, com’è nel suo stile, Enrico Preziosi, patron del Genoa. E non fa niente se è molto amico di Moratti, ieri sera l’Inter non gli è piaciuta e allora ecco lo sfogo:

Sono disgustato, lo spettacolo degli ultimi quindici minuti è stato inverosimile. Vedere una squadra che punta a vincere lo scudetto comportarsi come una provinciale è disgustoso. Non dovrebbero ricorrere a certi espedienti.

Alla fine ai nerazzurri è andata bene perché hanno rischiato di prendere gol in un paio di occasioni, ma dopotutto si vince anche così, Preziosi lo sa bene, è non dimentichiamoci che giocando tutti in difesa l’Inter ha vinto la Champions League, eliminando uno squadrone come il Barcellona.

Genoa-Inter 0-1: fotogallery

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Occasione persa per il Genoa, in una serata in cui l’Inter non è sembrata l’invincibile armata tritatutto per una serie di coincidenze negative. Eh sì, perché se Cambiasso esce al minuto numero 19 e lascia il posto a Muntari (solitamente poco decisivo), se Julio Cesar segue l’argentino negli spogliatoi al medesimo minuto della ripresa, se Eto’o non è il cecchino che infila qualunque palla passi dalle sue parti, se Snejider non gioca da futuro Pallone d’Oro, se Lucio mostra qualche insolita sbavatura e se Coutinho non brilla come contro la Samp, allora la partita contro i campioni d’Italia si può anche vincere (o almeno impattare).

E invece l’Inter approfitta della serata storta di Eduardo e colpisce con un Muntari (già, proprio lui) finalmente decisivo, quando il cronometro segna il minuto numero 47 de primo tempo.

Serie A 9a giornata: Genoa – Inter 0-1

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Anticipo della nona giornata di serie A.
Stadio Marassi, Genova:
Genoa-Inter 0-1
Rete: 47′ pt Muntari (I)

Un problema alla coscia per Cambiasso: è il 19′ e gli interisti già sono con le mani nei capelli. Perchè era al rientro, perchè martedì è ancora Champions League e perchè – in fondo – il professore non è uno qualunque. Benitez lo aveva schierato tra i titolari (da segnalare la presenza di Milito, rientrante, in panchina) e pensava di averlo recuperato. Invece la gara dell’argentino dura 19′: il tempo di lanciare in profondità Coutinho (3′, il 18enne non ci arriva), riprendere dimistichezza con gli scarpini e avvertire un fastidio alla coscia.

Fuori Cambiasso, dentro Muntari: qualcuno avrà messo, per la seconda volta, le mani nei capelli ignorando quel che lo sviluppo dei minuti non aveva ancora reso evidente. Non che il ghanese avrebbe inciso in maniera determinante (gli è già successo altre volte): semmai, che potesse farlo in senso positivo. Il Genoa schierato da Gasperini è squadra che tiene conto di se stessa, al di là dell’avversario: spregiudicati, i Grifoni, in barba alle assenze (Palacio, Palladino, Sculli). Consueto 3-4-3 con Toni, Milanetto e Mesto in attacco. Non cambia neppure l’ex Liverpool: 4-2-3-1 con le novità Santon e, appunto, Cambiasso.