Nel primo anticipo della 17esima giornata di campionato il Cesena ha la meglio sul Cagliari e guadagna tre punti importanti in chiave salvezza. Meglio i rossoblu nella prima parte dei gara, almeno sino al 17′, quando Jimenez raccoglieva un invito di Giaccherini e depositava in rete, non prima di aver saltato Canini.
Il Cagliari tentava immediatamente di pervenire al pareggio, ma la mira era scarsa e la precisione difettava, mentre i minuti scorrevano inesorabilmente. Clamorosa l’occasione capitata sulla testa di Robert Acqufresca a pochi minuti dal termine del primo tempo, quando solo la traversa fermava l’irruenza dell’attaccante sardo. Nel corso dell’azione la palla finiva sui piedi di Conti, ma il tiro del centrocampista terminava alto.
Finale del Mondiale per Club 2010.
Da Avellaneda, Zayed sport city stadium, Abu Dhabi: Inter-TP Mazembe 3-0
Reti: 13′ pt Pandev (I), 17′ pt Eto’o (I), 40′ st Biabiany
Campione del Mondo per club 2010: è così che l’Inter suggella la fantastica annata nella quale i nerazzurri avevano già messo in bacheca Champions League, Coppa Italia e scudetto. Sono bastati 20′ di gioco per rimarcare l’evidente, nettissimo divario tra la rosa interista e quella dei campioni d’Africa del TP Mazembe per i quali, in verità, giocarsi la finale è di per sè un traguardo storico e chissà quant’altre volte ripetibile. Nella sera in cui hanno fatto festa tutti, Eto’o si è laureato migliore in campo servendo a Pandev un assist al bacio e andando a scrivere il proprio nome sul taccuino dei marcatori al 17′, consentendo ai compagni di raddoppiare. E’ spiaciuto per Sneijder, messo ko dai coreani in semifinale, e per Stankovic, finito in panchina nonostante quanto fatto nel corso della stagione bastasse e avanzasse per regalargli la possibilità di dividere il trofeo con altri dieci titolari, mentre Massimo Moratti è tornato espressione emblematica di giubilo confermandosi, sulla falsa riga del maestro(prima di lui, papà Angelo) ottima guida per aver vinto tutto.
Onori anche per Benitez che, sebbene l’ombra di Josè Mourinho sembrasse fargli compagnia in panchina (le dichiarazioni della vigilia del portoghese: “Guarderò la partita con la maglia dell’inter, la squadra deve tornare con la coppa”), ha vissuto forse la giornata più felice da quando fa l’allenatore nerazzurro: in parecchi gli diranno, o lo penseranno quantomeno, che è il quarto trofeo di Josè, la verità invece porta a dire che per l’ex Liverpool è giunto il momento di allontanare i fantasmi dell’esonero e spingere un po’ più distante quel passato che pesa quanto un fardello. Aver dimostrato al mondo che anche Rafa sa essere un vincente è la maniera migliore per archiviare in fretta quello che è stato e ricompattare un gruppo che, sugli allori del passato, è rimasto adagiato fino a ora. Messo in vetrina il trofeo, si guardi avanti, magari con un occhio spalancato sul mercato di riparazione, visto che proprio l’Inter è attesa ad almeno un colpo importante (non solo per replicare all’ingaggio quasi sicuro di Cassano da parte del Milan ma per necessità). Punteggio mai in bilico, equilibri chiari fin da subito. Con ordine.
Anticipo della diciassettesima giornata di serie A.
Stadio Manuzzi, Cesena: Cesena-Cagliari 1-0
Rete: 17′ pt Jimenez (C)
Cinque punti separano il Cesena dall’ultima in classifica (il Bari) e altrettante lunghezze dividono gli emiliani dalla compagine sarda allenata da Roberto Donadoni che dorme sonni solo leggermente più tranquilli di quelli del collega in bianconero, Massimo Ficcadenti. Quest’ultimo pare in bilico: il suo gruppo necessita di risultati e punti per risalire una graduatoria povera e giocarsi al meglio le chances di salvezza. Vero è che il computo dei punti accumulati tiene conto del fatto che gli emiliani hanno una gara in meno ma è altrettanto doveroso ricordare che gli avversari di Bogdani e compagni saranno i nerazzurri freschi campioni del mondo.
La condizione di forma delle due formazioni è nettamente differente: in netta ripresa gli isolani, meno bene i locali. Nessun problema di formazione per i padroni di casa con Ficcadenti che non rinuncia alla formula di espressione tattica più offensiva: è 4-3-3 con Bogdani punta centrale supportata da Giaccherini e Jimenez. La replica rossoblu è un 4-3-1-2 in cui non trova spazio lo squalificato Nenè la cui casacca da titolare viene consegnata ad Acquafresca. Per il giovane italiano, coppia con Matri e la garanzia di un sostegno arretrato di indiscusso valore: al fianco di Cossu, Conti e Biondini, Donadoni piazza Nainggolan.
Daniele Martinetti, classe 1981 con storia calcistica travagliata alle spalle, visto che per lasciare Arezzo, club che deteneva il suo cartellino, il fantasista ha dovuto percorrere strade che hanno chiamato in causa contesti extrasportivi. Era un talento, uno dei giovani di cui si è sempre detto un gran bene ma anche singolo di quell’insieme di svariati ragazzi in erba appellati con le solite due, tre parole di ricorrenza: “Bella speranza, grande risorsa”. A furia di dirgli così, tuttavia, il centrocampista del Sassuolo stava rischiando di finire la carriera in Lega Pro senza aver potuto sfruttare l’occasione di una vita. Poi, come le magie, la situazione si sblocca, Martinetti approda a Modena, sponda Sassuolo, e prova a non sbagliare un colpo. Oggi – ed è copertina anche per questo ma non solo – oltre a preoccuparsi di servire al meglio i compagni e illuminare il gioco, ha pensato che fosse il momento di strafare. Vuoi pure per il fatto che la classifica dei neroverdi non è certo idilliaca: Martinetti ha segnato una prima volta, poi la seconda, poi la terza. Nel corso dell’intervallo gli avranno chiesto, i colleghi di reparto, di lasciarne qualcuno anche a loro, di gol; invece il romano rientra sul terreno di gioco, coglie l’attimo, fa il quarto. Neanche una rimonta strepitosa da parte del Frosinone, a quel punto, poteva bastare: ciociari sconfitti 5-3. Il quinto del Sassuolo? No, almeno quello Martinetti ha lasciato che lo siglasse Noselli…
L’ondata di freddo che sta colpendo tutta l’Europa – e negli ultimi giorni l’Italia – sta mietendo le sue vittime anche sui campi di calcio in tutta Europa, con il rinvio di numerose partite.
La Scottish Premier League è di fatto bloccata, perché si giocherà solo Kilmarnock – Hibernian. In Premier League saltano invece Wigan – Aston Villa, Liverpool – Fulham, Blackpool–Tottenham e Birmingham – Newcastle, oltre – soprattutto – al big match tra Chelsea e Manchester United. Alla fine oggi si giocherà solo Sunderland – Bolton e Blackburn Rovers – West Ham.
Ormai è fatta, il primo colpo per il prossimo anno il Napoli l’ha già piazzato. Si tratta di Federico Fernandez, difensore centrale dell’Estudiantes che assomiglia più ad un armadio. 193 cm al servizio della causa partenopea, potenzialmente per molti anni visto che è appena ventunenne.
Il costo del cartellino dovrebbe aggirarsi intorno ai 3 milioni, ma intanto l’ingaggio è sicuro perché ieri ha sostenuto le visite mediche a Castel Volturno. Al calciatore invece è stato riservato un quinquennale, anche se le cifre non sono state rese note. Intanto il mercato del Napoli non si ferma in quanto si continua a lavorare per dare qualche rinforzo a Mazzarri per affrontare l’Europa League quest’anno e, perché no, la Champions il prossimo.
Niente Dzeko, né Benzema. Il futuro centravanti della Juventus sarà con ogni probabilità Nilmar. Il brasiliano attualmente in forza al Villareal pare sia diventato il principale obiettivo dei bianconeri dopo che il club spagnolo ha aperto ad una sua cessione, anche se negli scorsi mesi ha detto sempre di no a tutti.
Secondo le ultime indiscrezioni provenienti dalla Spagna il Sottomarino Giallo sarebbe disposto ad accettare i 13 milioni offerti dalla Juventus, molti in meno rispetto a quelli che il Wolfsburg avrebbe chiesto per Dzeko (30-35). In questo modo i bianconeri avrebbero una prima punta che potrebbe essere il perno d’attacco anche per il futuro, visto che ha appena 26 anni. Ma lo sarà comunque dalla prossima stagione.
L’ultima giornata di campionato del 2010 sarà una delle più complicate, ai fini del Fantacalcio, di tutto l’anno. I calciatori di Fiorentina e Inter non saranno disponibili perché i nerazzurri sono impegnati nel Mondiale per Club, a meno che non si voglia ottenere un 6 politico, mentre anche le altre squadre non se la passano bene.
Infortuni e squalifiche obbligheranno molto le scelte dei Fantallenatori, e così diventerà quasi impossibile puntare sui calciatori di Bari, Bologna, Catania e Lazio, con anche Roma e Sampdoria messe piuttosto maluccio. Vediamo dunque di costruire una rosa degna di una giornata di Fantacalcio.
Cassano al Milan? Le ultime voci di radiomercato lo danno per certo al 99%, ma il diretto interessato ancora non se la sente di cantare vittoria e si nasconde dietro
Mancano ormai pochi giorni all’apertura del mercato di riparazione e si fanno dunque più insistenti le voci su questo o quell’altro trasferimento. L’ultima chicca in questo senso arriva dalla Spagna,
La probabile esperienza di Cassano al Milan – tra Sampdoria e rossoneri ci sarebbe già l’accordo per il passaggio del talento barese alla corte di Allegri – non sembra iniziare con il piede giusto.
Come mai? Il patron rossonero, Silvio Berlusconi, non sembra molto eccitato dall’idea di vedere Antonio Cassano con la maglia del Milan. Lo ha dimostrato rispondendo ad una domanda di un cronista francese sul probabile arrivo di Fantantonio a Milanello.
Stanno per arrivare i titoli di coda per la presidenza di Sergio Porcedda. Secondo Silvino Marras, l’attuale amministratore delegato del Bologna Fc e braccio destro di Porcedda, la vendita si dovrebbe considerare conclusa visto che
è stato raggiunto un accordo verbale tra le parti.
L’accordo prevederebbe che Porcedda e Menarini, prima di passare la mano a una cordata di imprenditori guidata dal patron della Segafredo Massimo Zanetti, versino cinque milioni di euro a testa.
L’unico che sembra sicuro del futuro del Bologna sembra essere Marras. Intermedia, la merchant bank di Giovanni Consorte, il “coordinatore” della cordata, ha diffuso un comunicato nel quale afferma che
Tale operazione è potenzialmente fattibile ma non ancora assolutamente chiusa.
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