De Laurentiis: “Napoli infinito nel 2010”

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Con una nota ufficiale apparsi ieri sul sito internet della Società Sportiva Calcio Napoli, il presidente del club, Aurelio de Laurentiis coglie l’occasione degli auguri di Natale ai tifosi partenopei per ricordare all’anno calcistico appena trascorso:

Il 2010 ci ha visto protagonisti di una meravigliosa cavalcata in campionato, coronata prima con l’accesso all’Europa dalla porta principale e successivamente impreziosita dalla qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Un passaggio che ci riempie di orgoglio e che attesta a pieno titolo il ritorno del nostro Napoli tra le stelle di prima grandezza internazionale.

Questo riferimento alla “grandezza internazionale”, così come il dire che il Napoli è

infinito

e che

sta già segnando un’epoca sportiva di esaltanti rimonte e gol all’ultimo respiro

mi sembrano affermazioni un po’ esagerate ma fanno parte del personaggio, e poi bisogna sempre ricordare che il suo Napoli è partito dalla serie C: dopo quel che ha passato il club, ogni vittoria vale doppio.

Juventus: Gilardino sarà bianconero o a gennaio o a giugno

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La rosa dei possibili attaccanti che approderanno in bianconero pare essersi ristretta ad uno, massimo due nomi. Quello più probabile è Gilardino, che Della Valle non vuol cedere a gennaio, ma che sicuramente non potrà trattenere a giugno.

L’attaccante vuole andar via, e a giugno rischia di essere ceduto a parametro zero, per questo potrebbe convenire a tutti uno scambio con Amauri con un conguaglio da parte dei bianconeri di 8-10 milioni. Questi fondi potrebbero arrivare dalla Germania dove lo Schalke 04 (e non solo) vorrebbe ingaggiare Sissoko.

Il presidente del Gremio ha trovato un accordo con Ronaldinho

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La pietra tombale sulla permanenza di Ronaldinho al Milan l’ha messa Silvio Berlusconi quando ha ammesso che

Ronaldinho, in questo momento non è sempre reattivo in campo e negli allenamenti.

Un addio annunciato dopo l’arrivo di Cassano, perché lo spazio per il Pallone d’Oro 2005 si sarebbe ulteriormente ridotto, e per lui restare al Milan avrebbe voluto dire tanta tribuna e poco campo.

L’ultimo saluto a Enzo Bearzot (gallery)

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Una cerimonia semplice ha accompagnato l’addio di Enzo Bearzot, morto un paio di giorni fa dopo una lunga malattia. Semplice la cerimonia, come semplice era l’uomo, uno che non si è mai comportato da primo della classe, pur essendo consapevole dell’immenso obiettivo raggiunto.

Poteva prendersene di rivincite il Vecio all’indomani di quell’11 luglio del 1982, allorché la sua nazionale sollevava la Coppa del Mondo nel catino infernale del Santiago Bernabeu, dopo che critici, stampa, tifosi si erano accaniti contro quel gruppo. Ma Bearzot era fatto così e le sue rivincite se le è prese solo sul campo, accettando poi l’idea che in molti saltassero sul carro dei vincitori pur non avendone il diritto.

Ufficiale: Benitez addio all’Inter

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Tanto tuonò che piovve e in fondo ce lo aspettavamo da tempo. Rafa Benitez non è più l’allenatore dell’Inter dalle ore 13 di oggi, da quando cioè sul sito della società nerazzurra è apparso uno scarno comunicato:

Consensualmente e con reciproca soddisfazione è stato raggiunto un accordo per la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro. F.C. Internazionale ringrazia Rafael Benitez per il lavoro svolto alla guida della squadra, che ha portato ai successi della Supercoppa italiana e del Mondiale per club Fifa.

Di rito anche il ringraziamento dell’allenatore:

Rafa Benitez ringrazia la società per l’importante esperienza professionale e per le vittorie vissute insieme.

Manchester City, rivoluzione a gennaio: arrivano Dzeko e Alves, via mezza squadra

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Sarà perché l’Europa League impegna di meno e dunque c’è bisogno di meno calciatori in rosa, oppure perché tra un po’ passa l’inverno ed il pericolo infortuni diminuisce, ma certo è che il Manchester City ha intenzione di rendersi protagonista del mercato di gennaio spendendo 50 milioni di sterline, le quali però potrebbero non uscire tutte dalle tasche dello sceicco Mansour.

Almeno 30 di questi milioni potrebbero essere versati nelle casse del Wolfsburg per Dzeko, bruciando così la concorrenza di Juventus e Bayern Monaco. Il City vuol vincere il campionato, ma né Santa CruzAdebayor sembrano gli uomini ideali per farlo. Per questo, al fianco dell’intoccabile Tevez che ha ribadito una volta per tutte di voler rimanere, potrebbe essere messo l’attaccante più desiderato del mondo.

Delneri fa il bilancio di fine anno

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Fine anno, tempo di bilanci. E’ così un po’ per tutti, figuriamoci per uno come Gigi Delneri che in questo 2010 si è tolto parecchie soddisfazioni, prima sulla panchina della Sampdoria, poi su quella della Juventus, dove spera di poter sedere per ancora molto tempo:

Ho raggiunto questi traguardi a sessant’anni, dimostrando di essere uno che non molla mai. Se sono a Torino, devo ringraziare le persone che hanno lavorato e che lavorano con me, a partire da Agnelli e da Marotta, decisivo nel mio approdo all’ombra della Mole. Ho la fortuna di avere collaboratori bravissimi, che sono anche amici. Nei miei successi c’è tanto del loro.

Inter – Benitez, divorzio complicato

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Squadra vincente non si cambia, recita il detto, ma a quanto pare in casa Inter non funziona in questo modo. Per anni ed anni la squadra nerazzurra è rimasta davanti alla tv ad invidiare i successi altrui, mentre la propria bacheca accumulava polvere e le foto appese alle pareti restavano tristemente in bianco e nero. Poi dalle parti di Appiano Gentile sono passati fior di allenatori capaci di rinverdire gli antichi fasti, ma alla fine se ne sono andati così come erano arrivati.

E’ successo con Roberto Mancini, fatto fuori dopo la conquista di due scudetti, poi a Josè Mourinho, che in due anni di Inter ha vinto praticamente tutto, ed ora sta accadendo a Rafa Benitez, che ha comunque il merito di aver portato i nerazzurri sul tetto del mondo. Situazioni diverse, certo, ma che dimostrano come a Milano la situazione non sia per nulla tranquilla, a dispetto della pacatezza del patron Moratti. Pacatezza che in queste ore viene messa a dura prova, considerando che il tecnico spagnolo non vuole saperne di abbandonare la barca, almeno non senza una buonuscita da nababbo, che compensi almeno in parte le pene subite in questi mesi.

La Juve sfoglia la margherita degli attaccanti

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Sembra un controsenso, ma la Juve anche se ha l’attacco più prolifico del campionato, 32 reti – il secondo in questa speciale classifica, il Milan si trova a tre gol di distanza -, sta cercando di costruire il suo mercato di gennaio partendo da una prima punta.

In realtà la scelta di Marotta non è così strana come potrebbe sembrare a prima vista. Basta guardare la partita con il Chievo: anche in dieci contro undici i bianconeri hanno avuto due occasioni colossali. Con un vero bomber sarebbero andati a segno almeno in un’occasione, portando a casa una vittoria importantissima. L’altro giorno invece hanno perso un treno – e quest’anno non è la prima volta che accade.

Zarate si confessa: sono metrosessuale e anche un po’ marpione

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Maurito Zarate è in Argentina per ltrascorrervi le vacanze di Natale. E dall’altra parte del mondo sta facendo discutere il popolo biancoazzurro – ma non solo – per un’intervista al programma della televisione argentina Biendeverano in cui racconta alcuni particolari molto personali della sua vita.

L’attaccante laziale ha detto – tra le altre cose – di essere metrosessuale, ovvero di essere un vero e proprio fanatico nella cura del proprio corpo:

Sono metrosessuale, uso una crema, ho molti profumi e diversi tatuaggi, sto attento al cibo, mi depilo tutto il corpo e faccio anche la ceretta: le prime volte mi provocava parecchio dolore, ora va meglio.