Lo si sapeva già dal mattino, ma ora è ufficiale: Luca Toni è un giocatore della Juventus. Lo ha annunciato il club bianconero sul sito:
Juventus Football Club comunica di aver raggiunto l’accordo con il Genoa CFC per la cessione completa a titolo gratuito del calciatore Luca Toni.
L’ormai ex attaccante del Genoa ha firmato un contratto che lo lega alla Juventus fino a giugno del 2012 – e tra l’altro si è tagliato la parte fissa, agganciando una parte dello stipendio agli obiettivi della squadra.
Giuseppe Rossi si era fatto conoscere nel 2007, quando aveva segnato 9 gol nelle 19 presenze che aveva totalizzato nei sei mesi trascorsi a Parma – contribuendo in maniera decisiva alla salvezza della squadra emiliana.
Numeri importanti che ha confermato nei suoi tre anni trascorsi al Villareal: 42 gol segnati nelle 107 partite di Liga, a cui vanno aggiunte le 6 reti in Coppa del Re, le 3 in Champions League e le 10 in Europa League. Un totale di 61 reti segnate che fanno di lui il bomber più prolifico della storia del club, meglio anche di Diego Forlan. E ha – non dimentichiamolo – solo 23 anni.
Bye Bye Fabio Quagliarella. Ci vediamo nella prossima stagione. Gli esami effettuati oggi alla clinica Fornaca di Torino sono stati impietosi. La risonanza magnetica ha evidenziato la rottura del legamento crociato anteriore destro.
Era l’ipotesi più grave, quella che prevede uno stop più lungo per il giocatore: tra i 4 ed i 6 mesi. Non c’è ancora un comunicato ufficiale della società, che comunque si aspettava una notizia del genere, visto che già ieri aveva dato una decisa accelerata alle operazioni di mercato per l’attacco.
Molto bene l’inizio del 2011 degli arbitri, che speriamo non si fermino qui. Non solo, su 10 partite, 9 si possono dire non influenzate da errori arbitrali, ma bisogna sottolineare anche le ottime prestazioni di alcuni direttori di gara che hanno preso decisioni difficili, azzeccandole sempre.
Benissimo De Marco che azzecca tutti gli episodi nella partita più difficile della giornata, Juventus-Parma (espulsione di Melo, simulazione di Krasic, rigore al Parma); ottimi anche Giannoccaro che convalida il gol della Fiorentina su cui ci sono state delle proteste, ma che era regolare, l’assistente di Tagliavento che vede bene la posizione di Okaka nel derby pugliese, e Celi che convalida giustamente la prima rete del Palermo.
Se prima di ieri la dirigenza bianconera doveva decidere se prendere o no un’altra punta per sostituire l’infortunato Iaquinta, ora non solo, in seguito all’infortunio di Quagliarella, sarà costretta a comprare un attaccante, ma forse ne serviranno anche due.
Molto dipenderà dagli esami clinici sul ginocchio dell’attaccante napoletano che si concluderanno oggi in tarda mattinata. Se, come si sospetta, il legamento sarà rotto, lo stop durerà fino alla fine del campionato, e dunque continuare con Del Piero che non è un ragazzino e la coppia Amauri-Iaquinta che si infortuniano con una media di una volta al mese, non sarà più possibile.
Buona la prima per Leonardo, fino a ieri (si fa per dire) allenatore del Milan ed oggi debuttante sulla panchina dei nerazzurri, orfani di Benitez e – soprattutto – di Mourinho e apparentemente appagati dai trionfi conquistati negli ultimi anni. Il preludio alla gara contro il Napoli è rappresentato da una gran festa in campo e sugli spalti, con i cinque trofei conquistati nel 2010 a far bella mostra di sé sul terreno di gioco.
Poi si parte e subito l’Inter dimostra di avere ancora fame di vittorie. A farsi portavoce della ritrovata vitalità è Thiago Motta, che duetta con Stankovic ed infila di sinistro De Sanctis. Leonardo esulta, ma la gara è ancora lunga ed al 25′ è Pazienza ad infilarsi tra le maglie dei difensori dell’Inter per firmare il momentaneo pareggio dei partenopei.
Posticipo della diciottesima giornata di serie A.
Stadio Meazza di San Siro, Milano: Inter-Napoli 3-1
Reti: 3’ pt e 10’ st Motta (I), 25’ pt Pazienza (N), 37’ pt Cambiasso (I)
Leonardo atteso al debutto a San Siro nella panchina di coloro che, fino a qualche tempo fa, sono stati avversari sul campo: l’ex milanista ad allenare l’Inter è uno spettacolo nello spettacolo che il pubblico del Meazza decide di accogliere così come lo hanno accolto i calciatori. Grande entusiasmo, rispetto e…scordammoci ‘o passato. Frase che calca a pennello anche perché dall’altra parte el campo c’è un Napoli in piena lotta scudetto (quanti gli scongiuri???) che vuole mostrare di poter competere a certi livelli. Invece, sfortuna partenopea, la sfdida contro i nerazzurri arriva nel momento peggiore: Leo ha portato una boccata di osssigeno in un ambiente non coeso, il resto lo ha fatto la pausa invernale che ha fatto registrare l’infermeria svuotata e rimesso a disposizione dei locali i pezzi da novanta.
La prima frazione di gioco mette di fronte a un calcio davvero entusiasmante e ricco di capovolgimenti e ripartenze in velocità: non ci si è annoiati, grazie anche a un risultato rimasto in bilico fino al 45’. Nonostante il vantaggio immediato messo a segno da un Thiago Motta che aveva voglia e lo si è capito subito, i campani non si sono abbattuti. Tutt’altro. Al 3’, si diceva, Inter in vantaggio: Pandev tra le linee, servizio per Stankovic che fa proseguire per Thiago Motta a cui, dai 17 metri, viene spontaneo concludere verso la porta di De Sanctis, che non può nulla.
Una giornata così, con tutte le squadre in campo, si vede molto raramente, e così, come dopo i cenoni vari, anche alla fine di quest’Epifania ci ritroviamo sazi di gol. La giornata di oggi si può definire favorevole al Milan, con i rossoneri che con la rete di Strasser ottengono i tre punti, mentre le inseguitrici non riescono a tenere il passo.
Gol di fattura magnifica non se ne registrano, ma un’intensità come quella raggiunta nelle 10 partite di oggi difficilmente sarà ripetibile. La giornata di oggi ci consegna una Juventus ancora più incerottata di com’è di solito, con 4 scoppole in più, l’interessante ritorno di un attaccante che è stato troppo sottovalutato come Okaka, ma anche le conferme dei vari Borriello, Maxi Lopez e Di Vaio, oltre all’immancabile Di Natale che nemmeno col nuovo anno sembra volersi fermare. Ecco a voi tutti i gol della penultima giornata del girone d’andata.
La sosta natalizia non ferma la corsa del Milan, che – pur non brillando sul campo del Cagliari – riesce ugualmente a trovare tre punti utili a restare saldamente in testa alla classifica. Di Strasser il gol della vittoria rossonera, quando ormai mancavano pochi giri di lancette al triplice fischio finale. Cassano ha avuto il suo quarto d’ora di gloria, accendendo il finale di gara e regalando allo sconosciuto compagno l’assist vincente.
Perde terreno la Lazio, che si fa fermare sul campo di un volenteroso Genoa al termine di una gara non altamente spettacolare, conclusasi a reti bianche. Ora i punti di distacco dalla capolista diventano cinque, ma la seconda posizione per ora è salva, in attesa del posticipo Inter-Napoli, che potrebbe cambiare ulteriormente la situazione.
Cenere e carbone per la Vecchia Signora, che non trova la solidarietà dell’altrettanto vecchia Befana e si becca quattro schiaffi dalla neopromossa Parma nel primo anticipo della diciottesima giornata. Che sia una giornata storta lo si intuisce sin dal 6′ minuto, quando Quagliarella resta a terra dopo uno scontro ed è costretto all’uscita prematura dal rettangolo verde. Al suo posto entra Amauri, unica ed ultima scelta del tecnico Delneri, che a quel punto può solo augurarsi che centrocampisti e difensori trovino la via del gol. E visto che le disgrazie non arrivano mai da sole, ecco l’espulsione di Felipe Melo al minuto numero 17, che complica ancor più i piani della Vecchia Signora.
Alla mezz’ora altro cambio per la Juventus, con Del Piero che finisce sotto la doccia e Pepe a tentare di insaporire l’attacco bianconero. Ma a dare spettacolo sono i parmigiani, che prima della conclusione del primo tempo si portano in vantaggio con l’ex Giovinco. Grande soddisfazione per il talento tascabile, mai entrato completamente nelle grazie juventine negli anni di permanenza a Torino.
Anticipo della diciottesima giornata di serie A.
Stadio Olimpico, Torino: Juventus-Parma 1-4
Reti: 41′ pt e 3′ st Giovinco (P), 15′ st Legrottaglie (J), 18′ st rig. Crespo (P), 47′ st Palladino (P)
Nonostante la riapertura del mercato di riparazione e le numerose voci di manovre interne alla società bianconera, nè Juventus nè Parma hanno ancora messo a segno colpi significativi. Alla ricerca di una punta (Huntelaar? Pazzini?) e di un centrocampista (Cigarini?), le zebre si trovano costrette ad attendere la preventiva cessione di qualche big (si vocifera di Amauri e Sissoko) prima di intervenire in entrata. Il Parma sonderà il terreno e, nella possibilità di qualche innesto gradito a Marino, potrebbe anche rafforzarsi. L’Epifania, nel frattempo, riconsegna il calcio giocato e pone di fronte due squadre che nutrono ambizioni differenti: l’imperativo categorico in casa bianconera è quello di non perdere ulteriore distacco dalle tre squadre che precedono, i ducali hanno bisogno di punti per allontanare i fantasmi di una zona retrocessione che non dista molto (quattro lunghezze). Le statistiche dicono che per la settima volta in 20 campionati di A il Parma affronta la Juve nella prima gara dell’anno e i precedenti sono a favore delle zebre: 3 vittorie bianconere, 2 pareggi ed 1 vittoria emiliana.
Altro dato suggerito dai numeri è il fatto che i padroni di casa sono reduci da una serie positiva che dura da tredici giornate. Del Neri sceglie la coppia offensiva composta da Quagliarella-Del Piero e affida una maglia da titolare, al centro della difesa, a Legrottaglie. Sul versante opposto, Marino si affida alla vena realizzativa di Crespo e alla voglia di rivalsa dell’ex Giovinco. Si comincia con un minuto di silenzio per ricordare la scomparsa di Enzo Bearzot e del militare italiano Matteo Miotto morto in Afghanistan. Lo abbiamo vissuto intensamente anche da qui.
Giocare due partite nell’arco di 3 giorni non è facile per nessuno, specialmente se durante il periodo natalizio non prendi nemmeno un giorno di pausa. E così finisce che le grandi del calcio inglese lasciano fuori i pezzi migliori, chi per necessità chi per scelta, ma fanno male, visto che non ottengono i 3 punti e lasciano così la strada spianata al Manchester United verso un titolo che ormai è per metà nella tasca di sir Alex Ferguson.
Lo United fa a meno di Rooney, ma di certo lo Stoke City non è uno di quegli avversari che ti tolgono il sonno, e così dopo un inizio di ripresa in cui gli avversari hanno provato timidamente a far qualcosa, una rete di Nani consegna i tre punti ai Red Devils, prima della paperissima che si consumerà il giorno dopo.
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