Inter: Sanchez quasi sfumato, si punta Ganso

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Sembrava quasi fatta, ed invece all’ultimo momento tutto sembra bloccarsi, o almeno è un semplice rinvio di qualche settimana. Alexis Sanchez piace troppo a livello internazionale per farlo andar via così facilmente, e ora l’Udinese ha solo l’imbarazzo della scelta tra le squadre che vogliono ingaggiarlo, e può permettersi persino di tirare sul prezzo.

Nella trattativa si è inserito ufficialmente ieri il Chelsea che ha inviato offerta formale di 25 milioni di euro per il fantasista cileno. In pratica si tratta di pareggiare la richiesta dei friulani, visto che l’Inter aveva tentato di abbassare il prezzo a 18 milioni inserendo nell’accordo Biabiany, o addirittura a 15 aggiungendo all’ex Parma anche Obi. Ma ora la situazione si fa più complicata perché non c’è solo il Chelsea.

Bentornato Buffon

La Juve torna alla vittoria e conquista l’accesso ai quarti di Coppa Italia, ma la copertina della serata è tutta per lui, Gigi Buffon, tornato a difendere la porta della

Prandelli: troppi stranieri in Italia

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E’ difficile calarsi nel ruolo di ct di una nazionale, quando la squadra campione del massimo campionato del Paese di riferimento è composta interamente da giocatori stranieri. E’ quello che accade in Italia, dove l’Inter lo scorso anno ha conquistato tutto il conquistabile, presentando un undici titolare senza neanche un italiano. Non che la disfatta azzurra ai Mondiali sudafricani sia colpa della squadra nerazzurra, ci mancherebbe, ma è inutile lamentarsi allorché un selezionatore si ritrova a pescare in squadre non ai vertici per mettere su una nazionale presentabile. Era questo un problema di Lippi e continua ad esserlo per Prandelli, che rimpiange i tempi in cui gli stranieri si contavano sulla punta delle dita:

Quando giocavo, la mia esperienza è che alla Juventus io ero la riserva di giocatori che militavano in Nazionale, c’era molta più concorrenza e, poi, a volte, c’erano le grandi squadre che avevano un blocco di sette, otto giocatori in Nazionale. Era molto più facilitato il lavoro del commissario tecnico.

Coppa Italia ottavi: Juventus – Catania 2-0

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Ottavi di finale di Coppa Italia.
Stadio Olimpico, Torino:
Juventus-Catania 2-0
Reti:
35’ pt Krasic (J), 9′ st Pepe (J)

Juventus e Catania contrapposte in terra bianconera per guadagnare su campo il passaggio del turno di Tim Cup. Entrambe nutrono forti motivazioni e grandi aspettative dalla competizione nazionale: per gli etnei l’obiettivo è quello di arrivare il più lontano possibile nell’ottica per cui vincere significherebbe, oltre che traguardo storico, conquista di una posizione in Europa. Per gli juventini, invece, specie in tempi di magra in cui le competizioni e i trofei messi in bacheca non si vedono neppure con il lanternino, anche la Coppa Italia acquista una importanza determinante.

Le due squadre, in realtà, sono reduci da un periodo opaco di risultati: per ciascuno dei due club, due sconfitte consecutive: contro Parma e Napoli la Juventus (sette reti subite a fronte di una marcatura all’attivo), contro Roma e Inter il Catania (impegni proibitivi che hanno fruttato tre reti fatte e sei sul groppone). Il mercato dovrebbe rinforzare entrambe le rose anche se fino a ora l’unica novità in entrata è quella evidenziata dai bianconeri che possono contare su Luca Toni.

Bologna, altri due punti di penalizzazione

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Per la serie: i paradossi del calcio. C’è una squadra che lotta e suda ogni domenica sul campo per conquistare una tranquilla salvezza. C’è una dirigenza che per mesi non paga gli stipendi ai giocatori, gli stessi giocatori che ogni domenica si guadagnano il pane, tenendo in alto il nome della squadra. C’è una sentenza che annulla parte del lavoro fatto dagli stessi giocatori – non pagati – che si vedono togliere dei punti preziosi per la permanenza nella massima serie.

Parliamo del Bologna, costretto già ad indietreggiare di un punto in classifica all’inizio di dicembre, ed ora di nuovo penalizzato con la sottrazione di altri due punti. La vicenda è sempre quella che coinvolge la vecchia proprietà dei rossoblu, quella che faceva capo a Porcedda, già inibito per sei mesi in seguito al mancato esborso di stipendi e contributi per gli ultimi due mesi della scorsa stagione. Lo stesso ex patron ha avuto oggi altri sei mesi di inibizione, mentre Marras, amministratore delegato del club, aggiunge ai sei mesi rimediati nella prima udienza altri due mesi e 20 giorni per il mancato pagamento degli stipendi nel primo trimestre della stagione 2010-’11.

A che punto è la vendita della Roma?

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Ettore Viola – il figlio del compianto presidente giallorosso Dino – ha parlato della cessione della Roma Calcio durante la trasmissione 1927. Secondo questa fonte sul tavolo di Unicredit sarebbe arrivata solo un’offerta concreta, quella della Tosinvest Spa – per chi non la conosce si tratta della finanziaria della famiglia Angelucci – mentre altri imprenditori romani

una volta letti i conti sono scappati. Ci sono troppe cose poco chiare: il contratto di Trigoria, quello di alcuni dirigenti, e la faccenda del marchio.

Visto che una vera asta non c’è mai stata, la proposta di questa famiglia romana, a capo di un gruppo di 500 milioni di euro, sarebbe al ribasso – 110 milioni di euro mentre Unicredit ne vorrebbe come minimo una quarantina in più -, anche perché come dice Ettore Viola

più si risparmia con Unicredit, più si potrà investire sul rafforzamento tecnico della squadra.

Gli affari del mercato di gennaio nella Premier League

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Roque Santa Cruz è stato acquistato dal Manchester City nell’estate del 2009 e ha racimolato da allora la miseria di sei presenza da titolare in Premier League. Un bilancio micragnoso per l’ex-giocatore del Bayern Monaco e dei Blackburn Rovers. E con tanti giocatori davanti il futuro non sarà diverso. Il giocatore paraguaiano interessa alla Lazio, che rischia di farselo sfuggire a danno dei Balckburn Rovers perché gli inglesi gli assicurerebbero più soldi.

Niko Kranjcar è stato acquistato dal Tottenham nelle ultime ore del mercato estivo 2009 per soli quattro milioni di euro. Dopo un annata in cui aveva dimostrato tutto il suo valore – segnando anche sei reti -, oggi languisce in panchina a causa dell’arrivo di Rafael Van der Vaart, che ha conquistato subito White Hart Lane.

Calciomercato, il punto dopo 10 giorni di trattative

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Siamo esattamente ad un terzo del cammino del mercato di riparazione. 10 giorni fa si sono riaperte le danze, e la finestra di gennaio è stata stranamente ricca, dato che di solito è utilizzata per puntellare le rose con qualche ritocco, magari per sostituire qualche infortunato, e promette qualche colpo clamoroso anche nei prossimi giorni.

La trattativa più importante sicuramente l’ha messa a segno il Milan, sia in entrata che in uscita. E’ arrivato l’oggetto del desiderio di molti club, Antonio Cassano, che finora ha giocato due scorci di partita ed ha già fornito due assist; ma per far posto a lui è partito Ronaldinho, con tanto di polemiche che la metà bastavano.

Inter: via Julio Cesar, preso Viviano

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La trattativa era in piedi da tempo, persino prima dell’inizio del calciomercato estivo scorso, ma ancora la dirigenza interista non si fidava ciecamente di Emiliano Viviano. L’ottimo inizio di stagione con il Bologna, condito dal posto in nazionale che, finché non tornerà Buffon non sembra in discussione, hanno convinto Branca e soci a puntare su di lui.

Dall’altra parte Julio Cesar, portiere che ha guidato l’Inter alla conquista del triplete e che molto spesso reggeva le partite quasi da solo, non piace più ai vertici nerazzurri. Troppi infortuni hanno contraddistinto lo scorso, ma soprattutto questo campionato, e siccome ha ancora un nome che piace all’estero, se lo vendessero ora potrebbero riuscire a guadagnare diversi milioni di euro.

Flamengo, 20.000 in festa per Ronaldinho

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Per giorni e giorni ha tenuto in apprensione metà delle squadre del Brasile, con voci che lo davano ora vicino a questa compagine, ora ad un passo da quell’altra. Ma alla fine fu la luce ed il Flamengo è riuscito ad assicurarsi le sue prestazioni, nella speranza che lui, Ronaldinho, riesca a dimostrare di non essere un ex campione, ma un calciatore che può ancora dare molto al calcio brasiliano ed internazionale.

Oggi erano tutti per lui in quel di Rio de Janeiro, ventimila cuori palpitanti che hanno voluto assistere alla sua presentazione nel quartier generale della squadra rossonera. Nulla a che vedere con il saluto tributatogli dai tifosi del Milan due anni e mezzo fa, quando San Siro si riempì di un coro di quarantamila voci, che scandivano il nome del Gaucho appena giunto da Barcellona.

Coppa Italia ottavi: Inter – Genoa 3-2

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Ottavi di finale di Coppa Italia.
Stadio Giuseppe Meazza di San Siro, Milano:
Inter-Genoa 3-2
Reti:
15’ pt e 43’ pt Eto’o (I), 8′ st rig. Kharja (G); 14′ st Mariga (I), 47′ st Sculli (G)

Non c’è il due senza tre. E’ un detto proverbiale che Leonardo, neo allenatore dell’Inter, spera di far suo in occasione della terza uscita con la squadra nerazzurra (la seconda a San Siro). Non è più campionato, non è ancora Champions League ma la coppa Italia che agli ottavi prevede la formula “dentro o fuori” merita di essere interpretata con la massima concentrazione per almeno due motivi.

Il primo è che l’Inter ne è detentore avendola conquistata lo scorso anno ai danni della Roma; il secondo è legato all’inevitabile trascorso stellare dei nerazzurri che, anche grazie alla conquista della Tim Cup, poterono portare a compimento uno storico triplete. Di fronte ai padroni di casa il Genoa non così spigliato dell’ultimo periodo a cui è venuto meno anche il riferimento offensivo dal momento in cui Luca Toni ha raggiunto l’accordo con la Juventus per il prossimo anno e mezzo. Nonostante ciò, Ballardini non ha alcuna intenzione di deporre le armi senza giocare i 90’ e, specularmente all’omologo Leonardo, ricorr al turn over solo in parte.

La Juventus interessata a Blaise Matuidi del Saint Etienne

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La Juventus ha deciso di passare all’offensiva già a gennaio per assicurarsi le prestazioni del capitano del Saint Etienne, il francese di origini angolane Blaise Matuidi.

Questo centrocampista ventitreenne dovrebbe occupare il ruolo di vice-Melo – la Juve ha dimostrato di non poter fare a meno del filtro del brasiliano -, in caso di partenza di Momo Sissoko – una questione tutt’altro che scontata visto che il giocatore vorrebbe giocare in Premier League ma finora sono arrivate richieste solo dall’Italia.

Coppa Italia ottavi: Palermo – Chievo 1-0

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Gara degli ottavi di finale della Coppa Italia.
Stadio Brabera, Palermo:
Palermo-Chievo 1-0
Rete:
35’ st Miccoli (P)

Dentro o fuori e la presenza nell’unica competizione extra-campionato cui Palermo (eliminato dall’Europa League) e Chievo possono ambire. La coppa nazionale, snobbata negli ultimi anni a scapito di obiettivi ritenuti più importanti, diventa così vetrina. Per coloro che hanno meno spazio in campionato o per chi, calzante è l’esempio di Liverani, ha bisogno di giocare per testare una condizione di forma in ripresa dopo l’infortunio.

Esordio tra i rosanero per i due sloveni Andjelkovic e Kurtic. Diverse seconde linee anche nelle file del Chievo: Memushaj, Jokic Moscardelli e Granoche. La prima conclusione (8’) è del Chievo: ci prova Moscardelli da lontano, Sirigu mette in calcio d’angolo. Replica locale al 13’: Jokic tenta il sinistro dopo una progressione palla al piede. Tiro debole facile preda di Sirugu. Nel botta e risposta, i clivensi tornano dalle parti di Sirigu al 29’: Moscardelli prova il sinistro al volo dal limite dell’area, l’estremo locale blocca senza alcuna difficoltà. Passano 2’ e i padroni di casa reèplicano all’affndo precedente Miccoli, servito in area da Ilicic. Conclude di destro ma Squizzi blocca il pallone.