
E’ difficile calarsi nel ruolo di ct di una nazionale, quando la squadra campione del massimo campionato del Paese di riferimento è composta interamente da giocatori stranieri. E’ quello che accade in Italia, dove l’Inter lo scorso anno ha conquistato tutto il conquistabile, presentando un undici titolare senza neanche un italiano. Non che la disfatta azzurra ai Mondiali sudafricani sia colpa della squadra nerazzurra, ci mancherebbe, ma è inutile lamentarsi allorché un selezionatore si ritrova a pescare in squadre non ai vertici per mettere su una nazionale presentabile. Era questo un problema di Lippi e continua ad esserlo per Prandelli, che rimpiange i tempi in cui gli stranieri si contavano sulla punta delle dita:
Quando giocavo, la mia esperienza è che alla Juventus io ero la riserva di giocatori che militavano in Nazionale, c’era molta più concorrenza e, poi, a volte, c’erano le grandi squadre che avevano un blocco di sette, otto giocatori in Nazionale. Era molto più facilitato il lavoro del commissario tecnico.
Difficile scegliere in virtù delle poche opzioni che si hanno a disposizione, specie per quanto riguarda l’esperienza internazionale dei giocatori italiani:
In questo momento, nel nostro calcio ci sono molti stranieri e bisogna cercare giocatori italiani che non definirei di “seconda fascia”, ma che – però – non hanno avuto molte esperienze a livello internazionale. Ecco, questa è la cosa più problematica, perché per assurdo ti ritrovi a giocare con gente in Nazionale che è alla sua prima esperienza internazionale. Il problema non è tanto quello di far esordire un ragazzo, quanto quello di farlo esordire in Nazionale senza che abbia fatto partite a livello di competizioni continentali. Era meglio quando c’era la limitazione degli stranieri, ma non possiamo cambiare le regole e ci dobbiamo adeguare.
La speranza è che l’adeguamento arrivi in fretta, visto che c’è ancora una qualificazione agli europei da conquistare e magari qualche titolo continentale da fotografare a colori, dopo quello lontanissimo del ’68.