Stavolta non c’è zona Mazzarri che tenga, né legge San Paolo a farla da padrone. Stavolta il Napoli si arrende all’ordine della Fiorentina, perdendo un’occasione preziosa per avvicinare il Milan capolista. La classifica resta comunque buona per l’undici di Mazzarri, che stasera contro i viola non è riuscito a regalare sussulti ai tifosi di casa, impattando a reti bianche, al termine di una gara senza troppi sussulti.
Cavani tenta di bissare le prodezze messe a segno contro la Juventus nel posticipo della 19esima giornata di campionato, ma stavolta la fortuna non lo assiste, mentre dall’altra parte sono Gilardino e Liajic a tentare il colpaccio, ma al termine della prima frazione di gioco il risultato non si schioda.
Anticipo della ventesima giornata di serie A.
Stadio San Paolo, Napoli: Napoli-Fiorentina 0-0
La prima giornata del girone di ritorno consente al Napoli, impegnato nell’anticipo del ventesimo turno del campionato maggiore, di giocare allo stadio San Paolo la seconda gara consecutiva dopo quella che ha regalato ai partenopei una serata storica in virtù della vittoria su una Juventus impotente di fronte agli uomini di Walter Mazzarri. Stavolta, l’avversario di turno è la Fiorentina di Sinisa Mihajlovic che non ha molti motivi per ridere in seguito al giro di boa stagionale. Una marcia fatta di più bassi che alti, quella dei Viola, a cui è toccato di pagare lo scotto del dopo Prandelli anche per la responsabilità della dirigenza di un mercato di rafforzamento discutibile. Il caso Mutu, inoltre, che ha tenuto banco in casa gigliata nell’ultimo periodo con tanto di coda relativa alle vicissitudini legate alla cessione del romeno, ha destabilizzato ulteriormente un ambiente che l’ex tecnico del Catania cerca di ricompattare facendo quadrato intorno ai calciatori.
Le premesse e le indicazioni provenienti dalla graduatoria portano a vivere il pre partita con la piccola convinzione che, di riffa o di raffa, il Napoli secondo in classifica trascinato da un Cavani che s’è ritagliato le copertine degli ultimi giorni riuscirà in qualche maniera ad agguantare temporaneamente il Milan al primo posto. Invece il campo consente di smentire la previsione per la determinazione degli ospiti, davvero abili a sventare ogni pericolo e creare più di un problema alla retroguardia di casa.
Un bestione di nome Claudio Coralli che quando alza il pugno e solleva il dito per festeggiare il gol pare abbia due teste: implume come il cranio, quel segno di riconoscimento distintivo e tipico di quando segna oggi lo si è potuto ammirare un paio di volte a distanza ravvicinata. L’Empoli era in svantaggio, ci ha pensato lui. Inzuccata e poi penalty: che lo si sfidi a segnare di testa o di piede, l’attaccante non si tira mai indietro. Quest’anno, di reti, ne ha già collezionate dodici: secondo in classifica marcatori, chi lo precede – Davide Succi, Padova – gli sta davanti di tre gol. E il gap, scommetterebbe quella fetta di toscani che va pazza per Coralli, lo si colmerà in fretta.
Foto: AP/LaPresse
A un certo momento, Marino e l’Ascoli avevano riaperto il match. Grande Grosseto, fino a quel punto: attento in difesa, veloce nelle ripartenze, combattivo in mediana. Che passerà mai nella testa di chi fa gol, di chi lo subisce; che scorre nelle menti di chi ha rimontato, di chi è stato raggiunto; che si prova a esultare davanti a una platea festante, a osservare chi ti ha appena fatto gol senza poter spostare indietro di decine di secondi le lancette del cronometro. Sarà forse come quando da bambini chiunque ha provato la gioia di andare in rete, di ridere in maniera istantanea, di percepire un benessere fisico quasi impareggiabile? Sarà così, soprattutto per chi di marcature non ne inanella molte in una carriera intera solo perchè il compito che è chiamato a svolgere è semmai quello di far sì che il talento di un bomber si possa esprimere al meglio.
Anche Luciano Moggi si scatena nel gioco della settimana – quello di sparare su Beppe Marotta. Intervistato da Quotidiano.net così giudica il mercato di gennaio della Juventus:
Credo che la Juventus avrebbe dovuto rimanere ferma. Immobile. Io non avrei preso nemmeno Toni. Capisco Marotta e capisco l’emergenza infortuni. Ma la Juve ha Iaquinta che sta tornando, Un Amauri che scalpita e Del Piero che può dare ancora tanto. Comprare tanto per comprare non ha senso. La logica delle nozze coi fichi secchi non mi appartiene.
Il capitolo Floro Flores merita una precisazione a parte:
C’è da augurarsi che la Juve non prenda Floro Flores a titolo definitivo, ma solo in prestito. A titolo temporaneo è un’operazione che potrebbe anche avere un senso. Ma come la mettiamo quando rientreranno gli infortunati? Gli innesti di medio termine possono anche combinare casini nello spogliatoio.
Peccato che Big Luciano a volte dimentichi quello che aveva fatto nella sfortunata stagione 1998/99. in quell’annata a Udine si infortuna Alessandro Del Piero, e anche Pippo Inzaghi finisce per mancare all’appello due mesi e mezzo a causa di una pubalgia.
Il calciomercato del Milan non è ancora concluso, e Galliani ha ammesso di voler ingaggiare “un Cassano per la difesa ed uno per il centrocampo”. Ciò significa che vuol prendere calciatori di talento che vogliono cambiar casacca e che potrebbero venir via ad un prezzo inferiore del loro reale valore.
I nomi in agenda sono tanti, ma in cima ci sono Criscito per la difesa e Lazzari per il centrocampo. Sul genoano la Juventus ha tentato molte volte di convincere Preziosi a trattare, ma ha sempre ricevuto porte in faccia, mentre i migliori rapporti tra il patron dei Grifoni e Galliani hanno fatto in modo che almeno la trattativa si potesse aprire. Le cifre che circolano oggi sembrano un po’ al ribasso. Il Corriere dello Sport riporta un possibile prestito gratuito a gennaio con diritto di riscatto a giugno per 10 milioni, ma pare difficile che il Genoa possa perdere gratis un difensore così importante, dopo aver lasciato andare anche Ranocchia, tra l’altro a meno di quanto lo valutava la scorsa estate, e cioè 15 milioni di euro, sapendo che lo Zenit li pagherebbe fino all’ultimo centesimo. Probabilmente in ballo ci sarà qualche comproprietà o qualche contropartita tecnica che ancora non si conosce.
Mentre Marotta sembra scatenato in Francia dove tra gennaio e giugno potrebbe mettere a segno almeno due o tre colpi in entrata, si apre un nuovo problema in casa Juventus: Storari vuole andarsene. Dopo aver difeso molto bene la porta dei bianconeri per i primi 5 mesi di campionato, ora che è tornato Buffon il cambiamento del portiere titolare è stato talmente repentino da sorprendere il portiere ex Samp che non si aspettava di essere accantonato con questa rapidità. Per questo ha chiesto di essere ceduto, e su di lui ci potrebbe già essere l’interesse dell’Arsenal, anche se a cifre inferiori di quelle richieste dalla Juve (4,5 milioni).
Ma come dicevamo è il mercato in entrata ad essere più in fermento, ed il nome nuovo è di quelli da far tremare le gambe. Si tratta di Michel Bastos, uno degli esterni mancini più forti al mondo, su cui la Juve punta forte dopo che il Tottenham ha dichiarato Bale incedibile. Certo, sarà difficile che il difensore lasci Lione prima di giugno visto che c’è un ottavo di finale di Champions League molto complicato da affrontare contro il Real Madrid, ma intanto pare che la richiesta del club francese sia stata accettata, all’incirca intorno alla ventina di milioni, e manca solo l’accordo con il calciatore. Dalla Francia però dicono che per giugno l’affare si farà.
Si ricomincia con il girone di ritorno, ed il consiglio per il Fantacalcio è di prendere in considerazione ciò che è avvenuto nel girone d’andata. Le gare della prima parte del campionato possono fungere da guida in quanto si può intuire dove una squadra può migliorare per non ripetere una sconfitta, o dove l’altra ha trovato i giusti automatismi per battere gli avversari.
Difficile da considerare una partita come Juventus-Bari, non tanto perché ripetere il risultato dell’andata per i biancorossi sembra impossibile, ma specialmente perché molti degli uomini che scenderanno in campo domani non c’erano 5 mesi fa, visto che queste due sono le squadre più tartassate dagli infortuni di tutta la serie A. Prendete in considerazione di puntare sui calciatori dell’Inter, in netta ripresa, anche se affrontare una delle squadre più forma del momento come il Bologna non sarà semplice, e così il consiglio è di puntare sull’attacco dell’Udinese, visti i molti errori difensivi che commette il Genoa.
Anticipo della ventiduesima giornata di serie B.
Stadio Franchi, Siena: Siena-Pescara 2-1
Reti: 6′ pt Bolzoni (S), 39′ pt Olivi (P), 32′ st Brienza (S)
Adesso, sembrano dire i calciatori del Siena nell’esultanza collettiva a Novara e Atalanta, veniteci a prendere. Perchè i toscani, complice la vittoria nell’anticipo che ha inaugurato la ventiduesima giornata di cadetteria, sono balzati in maniera provvisoria al primo posto della graduatoria e attendono gli esiti delle sfide delle ex capoliste. Bergamaschi, appunto, e piemontesi. La statistica del pre partita già strizzava l’occhio agli uomini di Antonio Conte, visto che gli abruzzesi non erano mai nella storia riusciti a espugnare il campo senese.
I numeri delle sette gare precedenti erano in tal senso chiari: 3 pareggi e 4 sconfitte biancazzurre. Non è stata una partita dal risultato scontato – come avrebbe lasciato intendere la classifica – ma ai toscani è toccato sudare fino al triplice fischio con la buona sorte del vantaggio numerico dal 28′ della ripresa per il doppio giallo – con relativa espulsione – di Tognozzi. Fino a quel momento, la gara era in parità in virtù delle reti messe a segno da Bolzoni e Olivi nel primo tempo. Subito aggressivi, i padroni di casa, e capaci di portarsi in vantaggio dopo appena 6′ di gioco: l’assist al bacio è di Brienza, la conclusione vincente è del centrocampista che indovina un bolide da fuori area su cui Pinna non riesce a intervenire.
Per settimane, forse mesi, il nome di Roque Santa Cruz è stato accostato alla Lazio, ma alla fine della fiera l’attaccante ha preferito tornare alle origini, firmando per il Blackburn, squadra nella quale ha militato dal 2007 al 2009. Il paraguaiano torna ai Rovers in prestito dal Manchester City e conta di ripetere l’exploit della sua prima avventura al Blackburn (23 reti in 57 presenze. La Lazio dunque viene beffata sul filo di lana, a causa dell’eccessiva lentezza nella trattativa, come spiega il padre del calciatore:
La Lazio non è stata rapida e il Blackburn ha soddisfatto sia le richieste di mio figlio che quelle del City.
Josè Mourinho è il miglior allenatore del 2010? Certamente sì, stando ai tanti successi messi in bacheca, ma bisogna valutare come il tecnico portoghese abbia conquistato tali trofei. Non è
Antonio Cassano racconta il suo arrivo in rossonero seduto a fianco di Adriano Galliani. L’amministratore delegato del Milan mette subito le cose in chiaro:
Cassano è una scelta, non una scommessa.
Tra l’altro il giocatore era stato già vicino ai rossoneri
nell’estate 2006. Lui era al Real, nei primi mesi aveva giocato poco, poi arrivò Capello a Madrid e tutto si bloccò. Ci è sempre piaciuto; è il miglior talento calcistico italiano come ha detto Berlusconi.
Sulla carta lo Stoccarda ha uno squadrone (Pogrebnyak, Cacau, Gentner, Tasci, Kuzmanovic, Molinaro, ed anche Camoranesi), ma si trova al penultimo posto in Bundesliga dopo il girone d’andata. E’ evidente che c’è qualcosa che non va nello spogliatoio, e siccome quando la situazione precipita salta qualche testa, oltre a quella dell’allenatore ora potrebbe saltare anche quella di Mauro German Camoranesi.
Voci provenienti dagli ambienti societari parlano di dirigenti scontenti del calciatore che, è vero che non è costato nulla, ma ha un ingaggio piuttosto alto, potendo sfruttare un nome molto importante ed una coppa del mondo sollevata appena 5 anni fa. Ma le sole 7 partite condite da un’espulsione e tante settimane in infermeria non vanno giù ai dirigenti, che stanno già pensando di lasciarlo andare via.
Trovato il sostituto di Quagliarella, si tratta di Antonio Floro Flores, attaccante che gioca da prima punta ma che potrebbe adattarsi al ruolo di spalla nel caso in cui fosse
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