Ilary Blasi fa il suo ingresso nel mondo della televisione quando ha solo 3 anni, visto che gira alcuni spot pubblicitari, tra cui uno per l’olio Cuore insieme ai suoi genitori.
A cinque anni fa il suo debutto al cinema con un piccolo ruolo nel film David e David – la regia è di Giorgio Capitani -, mentre un anno dopo è impegnata sul set di Da grande – il protagonista è Renato Pozzetto mentre la regia è di Franco Amurri. negli anni successivi gira Vizio di vivere – per la regia di Dino Risi – Fiori di zucca e La dolce casa degli orrori – quest’ultimo film è diretto da uno dei maestri del nostro cinema di serie B: Lucio Fulci.
Nell’attesa di sapere se il Chelsea ha intenzione di puntare alle posizioni di vertice, sono le squadre di Manchester a tenere banco anche in questa ventitreesima giornata di Premier League. Nella squadra di Mancini c’è l’esordio di Edin Dzeko dal primo minuto, il quale disputa tutta la partita, ma il protagonista resta sempre lui, Carlitos Tevez, anche questa volta a segno con una doppietta. La gara è di quelle da vedere e rivede contro un Wolverhampton che, a dispetto della classifica e della disparità di tasso tecnico sulla carta, disputa una partita di cui andare fieri, anche se ritorna a casa con zero punti.
Al City of Manchester sono gli ospiti a passare in vantaggio con una rete di Milijas. Il forcing dei padroni di casa si concretizza con un gol di Touré a fine primo tempo, seguita ad inizio ripresa dalle reti di Tevez ed ancora del difensore ivoriano. Sul 3-1 sembrava chiusa la partita, specialmente perché a metà tempo l’attaccante argentino fa doppietta e chiude il risultato sul 4-1, ed invece la squadra di McCarthy tira fuori l’orgoglio e va in rete altre due volte, regalando un finale di gara rovente. Finirà 4-3, con la posta piena per il City ma gli applausi tutti per i Wolves.
Un enorme passo indietro è stato fatto nella prima giornata di ritorno, la quale non si apre sotto i migliori auspici. Se il girone d’andata è stato abbastanza positivo per i fischietti italiani, non si può dire altrettanto per le gare di questo weekend, in cui ci sono stati almeno 4 errori molto gravi su 10 partite che hanno inficiato altrettanti risultati.
Cominciamo con il più clamoroso, quello che tutti hanno visto tranne l’arbitro, e cioè il fuorigioco di Adriano nell’azione che ha portato al gol-vittoria per la Roma. All’interno della stessa azione c’è un mani di Borriello, un fuorigioco difficile da rilevare dello stesso attaccante ed uno molto evidente dell’Imperatore. Ma il guardalinee lascia correre ugualmente e, nella stessa azione, arriverà poi il gol decisivo. Poco prima era stato bravo l’altro assistente a vedere il tocco di mano di Giaccherini che era andato in gol, non proprio facile da valutare a velocità normale.
Tutti a tifare Lecce nel posticipo della ventesima giornata di campionato, nella speranza che la squadra salentina riesca a fermare il Milan capolista, rendendo un po’ più gustoso il campionato. E l’incitamento dell’Italia non rossonera deve essere davvero arrivato allo Stadio di Via del mare, se è vero che per tutto il primo tempo i padroni di casa sono riusciti ad imbrigliare egregiamente le manovre di Ibrahimovic e compagni, costringendoli a rinunciare al loro solito calcio ed impedendo all’attacco stellare di mettersi in mostra davanti alla porta difesa da Rosati.
Al tiro si vedono Gattuso e Pato, ma le conclusioni non impensieriscono minimamente la difesa locale, che riesce a tenere botta fino al termine della prima frazione di gioco.
Posticipo della ventesima giornata di serie A.
Stadio Via del Mare, Lecce: Lecce-Milan 1-1
Reti: 4’ st Ibrahimovic (M), 37′ st Olivera (L)
Replicare alle vittorie tirate e striminzite di Juventus, Lazio e Roma ma anche alla prova di forza dei cugini dell’Inter che, in casa contro il Bologna, hanno dato l’impressione di potere tornare a essere lo squadrone cui il 2010 ha dato credito assoluto. Questo il compito di un Milan voglioso di riaffermare la propria superemazia a scapito di un Lecce in grande spolvero e capace, settimana scorsa, di espugnare l’Olimpico laziale in seguito a una prestazione impeccabile. Le aspettative del pubblico accorso allo stadio Via del Mare – bello spettacolo, impianto quasi gremito – erano nobili: fermare la capolista o, in ogni caso, tenerle testa con la consapevolezza che fare punti sarebbe stato di vitale importanza.
Dal punto di vista tattico, De Canio opta per la coppia offensiva composta da Di Michele e Jeda, untando sulla velocità dei due a fronte di una difesa ospite non sempre impeccabile. Quattro uomini in mediana, altrettanti in retroguardia. Allegri continua a non rischiare Cassano dal 1’ e insiste sul duo d’attacco Ibra-Pato. Alle spalle dei due, Seedorf sulla trequarti mentre il centrocampo è cosa diAmbrosini, Gattuso e Flamini.
Nell’attesa di gustarci il posticipo serale tra Lecce e Milan che, senza dubbio, andrà ad aggiungere altri gol ai 24 segnati tra sabato e domenica pomeriggio, andiamo a rivivere le emozioni di una giornata che finalmente restituisce un bel po’ di spettacolo. E’ da far vedere e rivedere la punizione magistrale di Del Piero contro il Bari, da inserire in un dvd per insegnare a calciare da fermo ai bambini, ma anche la coordinazione ed il tiro di Aquilani o l’autogol di Pellegrino, accompagnato dal titolo “cose da non fare nell’area piccola”.
E che dire di quest’Inter? Anche chi non ha visto la partita può rimanere scioccato dall’immagine che i nerazzurri danno di sé dopo la partita con il Bologna. Leonardo ha fatto un grande lavoro e quella squadra svogliata e spaurita che c’era con Benitez non si vede più. Il video della gara di sabato ne è la prova. A voi le reti della prima giornata di ritorno della Serie A.
In attesa del posticipo serale, che vedrà impegnata la capolista Milan sul campo del Lecce, la Lazio fa un passo avanti in classifica, andando ad affiancare il Napoli a quota trentasette. Il gol di Kozak al minuto numero 39 della ripresa permette ai biancazzurri di fiaccare la resistenza della Sampdoria e di portarsi a sole tre lunghezze dalla testa della classifica.
E se alla Lazio sono stati necessari ben 39 minuti per infilare la porta avversaria, la Roma non ha voluto essere da meno, battendo un Cesena agguerrito solo al minuto numero 44 e solo grazie ad un’autorete dello sfortuna Pellegrino. Fatto sta che i tre punti sono arrivati ed ora la distanza dal Milan è di sole cinque lunghezze, dopo un inizio di campionato non proprio semplice per gli uomini di Ranieri.
Il Cagliari c’è, il Palermo sparisce: questo racconta l’anticipo dell’ora di pranzo della ventesima giornata di campionato. Vero è che il vantaggio del Cagliari è arrivato su un evidente errore arbitrale, ma è vero anche che il Palermo non ha mai dato l’impressione di poter reagire, dimostrandosi spesso incapace di lottare per le posizioni comode di classifica. I rosanero avevano oggi la possibilità di agguantare momentaneamente la Lazio in terza posizione, ma alla fine della fiera sono i rossoblu a sorridere, in virtù dei tre punti che li fanno volare a quota 26, ad una passo dalla zona Uefa.
Ad aprire le danze era Alessandro Matri, in netta posizione di fuorigioco, quando il cronometro segnava il minuto numero 23 della prima frazione di gioco. Come se non bastasse, ci si metteva l’autorete di Nocerino a complicare la situazione per gli ospiti, proprio ad inizio ripresa, quando il Palermo sperava di impattare.
Anticipo della ventesima giornata di serie A.
Stadio Sant’Elia, Cagliari: Cagliari-Palermo 3-1
Rete: 23′ pt Matri (C), 3′ st aut. Nocerino (P), 5′ st Pastore (P), 9′ st Biondini (C)
Il Cagliari per consentire agli obiettivi di inizio stagione di tramutarsi da salvezza lineare in qualcosa di più (Europa), il Palermo per non perdere di vista le prime posizioni di graduatoria e conservare le speranze di potersi giocare una storica qualificazione in Champions League. Gara insidiosa per entrambe le formazioni: i rosanero sono reduci da quattro risultati utili consecutivi ma devono rinunciare a Miccoli per attacco influenzale; i sardi hanno problemi a centrocampo per le assenze dell’indisponibile Lazzari e dello squalificato Cossu. Delio Rossi sceglie di affidarsi in attacco a Massimo Maccarone con Pastore e Ilicic a ridosso mentre in difesa schiera la coppia inedita composta da Munoz e Andelkovic. Donadoni, dal canto suo, opta per il tridente: Nenè, Matri e Acquafresca sostenuti da una mediana di fatica e quantità composta da Biondini, Conti e Nainggolan.
I primi a proporsi in avanti sono gli ospiti che al 3′ mandano al tiro Migliaccio: Agazzi è puntuale nell’intervento. Replica locale: al 7′ Conti imbecca Acquafresca, il bomber manca l’aggancio. Nervosismo e tatticismo spinto all’esterma potenza tra il 9′ e il 13′ quando, in sequenza, vengono ammoniti Conti, Ilicic e Bacinovic. Ritmi poco intensi, sono i rosanero a impostare la manovra con maggiore continuità ma è il Cagliari a sbloccare il risultato: clamoroso svarione della terna arbitrale che convalida una rete viziata da netto fuorigioco ma Matri, non segnalato in off side, a ragione non si ferma e va al tiro. Nulla da fare per Sirigu. L’esultanza dell’attaccante – alla nona rete stagionale – è polemica nei confronti del suo stesso pubblico che lamentava una scarsa concentrazione del 32, distratto dalle voci di mercato. Nella circostanza, peraltro, si ferma a 329′ l’imbattibilità della porta di Sirigu in campionato. Prima frazione messa in archivio con gli ospiti inconsistenti e spariti dal campo con il passare dei minuti mentre i padroni di casa hanno saputo migliorare la propria prestazione man mano che il cronometro scorreva.
Mentre tutti attendiamo i colpi della Juve (Luis Fabiano o Floro Flores), dell’Inter (Sanchez) o del Milan (Criscito e Lazzari), è il Brescia il club più scatenato della Serie A che si comporta da big. Sembrerebbe quasi che debba vincere lo scudetto se davvero tutte le trattative annunciate andassero in porto.
La più importante riguarda il portiere, e dovrebbe essere Federico Marchetti, ex portiere della nazionale, messo fuori rosa da Cellino per alcuni atteggiamenti che non sono andati giù al patron del Cagliari. L’estremo difensore dovrebbe riuscire a rescindere il contratto a giorni, e si potrebbe accasare a Brescia, dove partirebbe Sereni, che non è mai riuscito a stabilire un ambiente sereno in Lombardia, il quale potrebbe andare al Bologna dove il prossimo anno diventerebbe titolare in seguito alla partenza di Vivano.
Il Bayern Monaco sembra la Juventus di Germania: recupera un calciatore e ne perde due. Dopo una prima parte di campionato con mezza squadra in infermeria, i campioni tedeschi avevano
Il Pallone d’oro FIFA è il massimo riconoscimento per un calciatore a livello personale. Il premio riunisce due trofei essenzialmente uguali dal 2010. Essi erano il Pallone d’Oro ed il Fifa World Player, assegnati da giurie diverse, ma entrambi che eleggevano il miglior calciatore al mondo dell’anno solare.
Oggi, a causa del fatto che negli ultimi anni i due premi venivano assegnati sempre allo stesso calciatore, si sono uniti nel Pallone d’oro FIFA che ha in pratica fuso i due criteri di assegnazione per premiare il miglior calciatore.
La cura Leonardo mostra ancora i suoi effetti positivi e l’Inter torna a sognare in grande, dopo un inizio di stagione non proprio esaltante. L’avversaria di turno nel secondo anticipo della ventesima giornata era il Bologna, umiliato in settimana dalla seconda penalizzazione in poco più di un mese. Due punti persi per strada da recuperare in fretta, ma non contro questa Inter, che si è mostrata spietata, imponendo ai felsinei un sonoro poker.
Sin dai primi minuti di gioco si capiva quale sarà l’andazzo della gara, con Eto’o e Milito che si rendevano pericolosi dalle parti di Viviano. Il vantaggio nerazzurro arrivava al minuto numero 19, quando Stankovic raccoglieva un passaggio di Eto’o e portava i suoi in avanti. Ancora Inter in avanti di lì a poco, ma il tiro di Maicon non trovava fortuna.
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