Qualificazioni Euro 2012, i convocati di Prandelli

La Serie A è ferma per sciopero, ma i calciatori non possono certo rifiutarsi di indossare la maglia della nazionale, in vista delle gare di qualificazione agli Europei del 2012. L’Italia di Cesare Prandelli, prima nel Girone C con 16 punti, dovrà vedersela con le Isole Far Oer (a Torshavn il prossimo 2 settembre) e con la Slovenia il 6 settembre all’Artemio Franchi di Firenze.

Due le novità principali nelle convocazioni del mister azzurro, rappresentate dal ritorno di Alberto Gilardino e di Davide Astori, mentre per il resto non si registrano grandi cambiamenti rispetto al passato. Dopo il salto trovate la lista completa degli azzurri che difenderanno i colori dell’Italia nelle sfide di qualificazione all’Europeo del prossimo anno.

Amauri: “andrei volentieri al PSG”

 Amauri Carvalho de Oliveira, uno dei tanti brasiliani che nella Juve doveva arriva per vincere a ritmo di samba, e invece ha fallito. Dopo il suo arrivo da Palermo, con i primi ottimi sei mesi, il calciatore è pian piano regredito, e non ha saputo ripetere quanto di buono fatto in Sicilia. Dopo la parentesi di Parma dello scorso anno però, il giocatore sembra essersi rivitalizzato (7 gol in 11 partite con la maglia crociata) ed è sul mercato in attesa di una squadra. Da quanto lasciano intendere le sue ultime dichiarazioni però, il brasiliano accetterà solo destinazioni gradite e di alto profilo, come il PSG:

Sì, firmerei volentieri per il Psg. I miei agenti mi hanno detto che il club transalpino è interessato a me. La cosa mi rende felice. La Juve mi ha detto che non rientro più nei piani del club. Ma io partirò solo per un club di pari valore. Altrimenti, aspetterò la finestra di gennaio per prendere la decisione definitiva.

Serie A, non si gioca, per Petrucci la colpa è dei presidenti

 A quest’ora avremmo dovuto esser con gli amici a commetare i primi risultati del campionato di serie A, invece lo sciopero ne ha blocccato la partenza ed ora siamo quasi tutti a parlare con gli stessi amici di prima dello sdegno a riguardo dello dello sciopero dei calciatori. Ma siamo poi così sicuri che siano loro i “colpevoli”?  Il numero uno del Coni, Gianni Petrucci, ha rilasciato una interessante intervista, in cui addossa la responsabilità ai presidenti, e non ci sentiamo di dargli torto:

E’ innegabile che il clima nella Lega Calcio sia cambiato. Ricordo un mondo solidale, costruttivo. Adesso vanno d’accordo solo a Natale, per gli auguri. Poi tutti in ordine sparso. Ma non è che se qualcuno grida più forte di Abete, allora Abete è un incapace. Non lascerò che venga dimissionato dai presidenti sfasciatutto in esilio (riferimento a Lotito, ndr). Contro l’arroganza, noi abbiamo la legge.

Zahia Dehar, l’escort è diventata stilista

Visto che questo scandalo ha riguardato il calcio francese, vi rinfresco la memoria. Zahia Dehar è una ragazza dalle forme generose di origini magrebine che ha fatto parlare di sé per il suo mestiere – il più vecchio del mondo -, e per aver inguaiato tre nazionali francesi – Ribery, Govou e Benzema.

La ragazza ha affermato di essere stata pagata dai tre giocatori per le sue prestazioni sessuali quando era ancora minorenne. In Francia è un reato punito con tre anni di reclusione più 45.000 euro di multa.

Juventus: perso Lugano, Perotti sempre più lontano

I nomi sono tanti sul taccuino di Marotta, e allora bisogna cominciare a depennare. Il primo è Diego Lugano che il PSG ha annunciato di aver acquistato questa notte. Il difensore uruguagio era vicinissmo ai bianconeri, ma con un blitz ed un assegno da 3,5 milioni il Fenerbahce si è convinto a spedire il difensore in Francia.

E siccome il Chelsea non scende sotto i 10 milioni per Alex, si dice che siano rimaste solo due alternative a Marotta: Coates, la cui valutazione ancora non è molto chiara, ed il nome nuovo Rhodolfo, difensore del San Paolo.

Amichevoli: Inter – Chievo 2-3

Per fortuna che c’è lo sciopero, penseranno i tifosi dell’Inter, perché una squadra così in campionato avrebbe già perso terreno sulle inseguitrici. Nell’amichevole contro il Chievo, che va a compensare in minima parte il mancato show della prima giornata di campionato, Gasperini mette in campo la formazione migliore possibile, dovendo fare a meno di alcuni infortunati, tra cui Sneijder, e dei nuovi arrivi. Insomma, la squadra che avrebbe messo in campo in campionato. E se il buongiorno si vede dal mattino, la giornata per i nerazzurri si prospetta davvero nera.

Il Chievo invece ha tutti i titolari a disposizione (e questo alla lunga conta molto), ma soprattutto ha dalla sua il tipico atteggiamento vincente della provinciale che si chiude e riparte in contropiede, approfittando delle sbavature degli avversari. Il primo tempo è tutta una fase di studio, quindi ve lo risparmiamo e passiamo subito alla ripresa.

Bundesliga: crollo Amburgo, tutto ok per il Bayern-Gomez

Quando si parla di suicidio calcistico, si può prendere come riferimento Amburgo-Colonia. Una partita dal risultato che, ad inizio gara, sembrava scontato, con i padroni di casa che venivano da un brutto periodo ma avevano una squadra molto forte e vogliosa di riscatto, contro un Colonia disastroso destinato a lottare per tutto il campionato per non retrocedere, e senza nemmeno Podolski in campo.

Ed invece: primo tempo l’Amburgo va in vantaggio grazie ad un rigore trasformato da Petric dopo appena 11 minuti. Gli ospiti pareggiano dopo 10 minuti e, nella ripresa, passano in vantaggio poco dopo il fischio d’inizio. I locali hanno uno scatto d’orgoglio e ribaltano il risultato in 3 minuti e si avviano verso la prima vittoria della stagione. Ad un certo punto esce Elia e l’Amburgo si sfalda. A 5 minuti dalla fine Clemens pareggia e, quando al novantesimo ormai mancano due giri di lancetta, ecco il 3-4 per il Colonia che manda la corazzata dell’Amburgo all’ultimo posto. Probabilmente il tempo di Oenning su quella panchina è finito.

Roma: DiBenedetto ammira Totti, ma si schiera con Luis Enrique

Acque agitate in casa Roma, dove al gelo tra l’allenatore il capitano si contrappone il clima rovente di una tifoseria che non ha ben digerito l’eliminazione prematura dall’Europa League né la sostituzione di Totti nel ritorno dei preliminari della competizione continentale. Luis Enrique non ha paura delle critiche, mentre il numero 10 si barrica dietro un silenzio che vale più di mille parole. A parlare per tutti è Thomas DiBenedetto, nuovo proprietario del club giallorosso, che rispetta ed ammira Francesco Totti, ma si schiera apertamente dalla parte del tecnico spagnolo:

Io ammiro molto Francesco Totti, è un grandissimo giocatore ed è molto importante per il nostro progetto, ma è l’allenatore che decide chi e quando gioca. Io appoggio l’allenatore al 100%. Ho scelto Luis Enrique per la sua filosofia di gioco, molto simile a quella del Barcellona. Non solo per lo stile di gioco ma anche per l’atteggiamento da tenere dentro e fuori dal campo. Il concetto di squadra per noi è molto importante. E’ quello che fa il risultato. E’ la squadra che vince, non il singolo. Se la squadra lavora insieme e duramente, il risultato non può che essere un successo.

Video: gol su punizione di Ronaldinho

Decimo gol di Ronaldinho nel Brasileirao – è capocannoniere del campionato – e ancora una volta su punizione. il suo gol apre le marcature del big match della diciottesima giornata

Mourinho: “Kakà è un mio giocatore”

 Inizia finalmente la prima giornata di Liga, e con lei iniziano anche le conferenze stampa di Josè Mourinho. Dello Special One si può dire tutto, tranne che le sue dichiarazioni siano banali.  Anche oggi ha risposto alle domande dei giornalisti,  a partire dal mercato (soprattutto in uscita) del Real. Ecco le sue parole su Kakà, dopo le voci su un suo possibile trasferimento:

Kakà è’ un mio giocatore e non ha mai saltato un allenamento. Per mia scelta ha giocato poco nei primi due match ufficiali della stagione ma nel precampionato ha avuto tantissimo spazio, quindi non ci sono problemi

Più duro invece con altri giocatori della rosa, che evidentemente non rientrano nei piani del tecnico di Setubal:

 Per Diarra, Drenthe, Gago e Pedro Leon non sono preoccupato, di loro si sta occupando Zidane. Hanno ancora cinque giorni di tempo per trovarsi una sistemazione.

Juventus, perchè Estigarribia e Bruno Alves?

 La seconda rivoluzione degli ultimi due anni della Juve non sembra ancora finita. Dopo ben otto nuovi arrivi e quattro riscatti dai prestiti dello scorso anno, Beppe Marotta ha ancora cinque giorni per piazzare gli ultimi due colpi di mercato. Si cerca un esterno che possa giocare titolare a sinistra, visto che Giaccherini e Estigarribia non hanno ancora la caratura per esser titolari.

A proposito del nuovo misterioso acquisto paraguaiano della Juve, siamo sicuri che sia un esterno alto adatto al modulo di Conte? Una seconda punta che può giocare larga, accentrarsi e andare alla conclusione come vorrebbe il Mister?  Considerando che negli ultimi 3 anni ha totalizzato 67 presenze con 0 gol (che diventano 86 presenze e 1 marcatura se consideriamo la nazionale), pensiamo possa esser più adatto a giocare come centrocampista laterale (ma a Conte in questo caso non servirebbe) o magari come terzino di spinta.

Partite storiche: Estudiantes – Milan. Ritorno della Coppa Intercontinentale 1969

Nel 1969 la Coppa Intercontinentale muore a causa di una partita che diventa una caccia all’uomo. Si affrontano il Milan di Nereo Rocco e l’Estudiantes di La Plata, un club che partendo da una città di medie dimensioni è arrivata a dominare il calcio sudamericano.

Tra di loro ci sono ottimi giocatori come Carlos Bilardo, il futuro CT dell’ Argentina campione del mondo con Maradona in Messico, e Juan Ramon Veron, il padre di Sebastian, giocatore di Inter e Sampdoria. Ma gli altri fanno del dinamismo e della provocazione il loro credo.

Serie A 2011/2012: conosciamo l’Udinese

Con l’Udinese chiudiamo questa rubrica di presentazione della Serie A che non comincia mai, parlando della squadra più bella vista in questo pre-campionato. E’ vero che la preparazione era stata fatta prima in quanto c’erano i preliminari con l’Arsenal da affrontare, ma a quanto pare, nonostante l’aver perso due pezzi da novanta come Inler e Sanchez, l’Udinese non ha perso molto della sua verve che l’ha contraddistinta nello scorso campionato.

Se proprio dobbiamo trovare qualcosa che non va, oltre alla scarsa vena degli attaccanti che si può superare, c’è l’aver agito poco e male sul mercato. Alle due partenze eccellenti (più quelle di Zapata, Romero ed altri) non sono corrisposti arrivi dello stesso livello, ed anche se si sta trattando per un acquisto eccellente, come Giovani Dos Santos, finora gli ingaggi di Neuton e di Danilo non hanno convinto molto.