Partite storiche: Estudiantes – Milan. Ritorno della Coppa Intercontinentale 1969

di Roberto Bosio Commenta

Nel 1969 la Coppa Intercontinentale muore a causa di una partita che diventa una caccia all’uomo. Si affrontano il Milan di Nereo Rocco e l’Estudiantes di La Plata, un club che partendo da una città di medie dimensioni è arrivata a dominare il calcio sudamericano.

Tra di loro ci sono ottimi giocatori come Carlos Bilardo, il futuro CT dell’ Argentina campione del mondo con Maradona in Messico, e Juan Ramon Veron, il padre di Sebastian, giocatore di Inter e Sampdoria. Ma gli altri fanno del dinamismo e della provocazione il loro credo.

I rossoneri arrivano a giocarsi l’Intercontinentale alla Bombonera di Buenos Aires. Si sentono tranquilli, perché all’andata hanno vinto tre a zero. Ma si sbagliano.

Se ne rendono conto all’entrata in campo quando vengono accolti dal caffé bollente lanciato dagli spalti. Ed è solo l’inizio. Mentre fanno la foto di rito, i loro avversari nel riscaldamento non trovano niente di meglio che prenderli a pallate.

Durante la partita le cose non vanno meglio. Solo per citare un episodio tra i tanti: Pierino Prati viene falciato e poi riceve un calcio tra la schiena e la testa dal portiere.

Quando i giocatori dell’Estudiantes si accorgono che non possono più ribaltare la sconfitta dell’andata – stanno vincendo per due a uno ma non riescono a superare le barricate milaniste – decidono di vendicarsi di Nestor Combin.

L’attaccante è nato in Argentina ma ha preferisto scegliere la nazionalità francese e per questo viene considerato un traditore. Dopo un caccia all’uomo durata diversi minuti, viene colpito da un cazzotto devastante che gli rompe il naso e lo zigomo.

Ma le sue disavventure non finiscono lì. Gli argentini lo arrestano e solo grazie alle pressioni del suo club riesce a raggiungere i suoi compagni in aeroporto.

Alla fine la giustizia sportiva si fece sentire: il portiere – Poletti – ed il libero – Aguirre Suarez – dell’Estudiantes furono colpiti da condanne esemplari: il primo venne squalificato a vita, mentre per il secondo arrivò una squalifica in campionato per trenta partite, e nelle competizioni internazionali per cinque anni.

La Coppa Intercontinentale per qualche anno non si disputa più perché le squadre europee non vogliono più giocare in partite di andata e di ritorno. Difficile dare loro torto.

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