Lothar Matthaus: il recordman del calcio tedesco!

di Gioia Bò 2

La sua maglia preferita era quella con il numero 8, ma Giovanni Trapattoni lo convinse ad indossare il 10. No, troppo da fantasisti, sosteneva il giovane Lothar Matthaus, che non pensava affatto di avere nei piedi quel qualcosa in più che era toccato in dote a giocatori come Maradona o Platini, tanto per citarne due.

Ma il buon Giuan faceva notare che quella era anche la maglia del leader in campo e lui lo era: chi meglio del tedesco poteva assumere i gradi del condottiero?

E così Matthaus accettò la carica e si calò nel ruolo di trascinatore, non abbandonando mai la maglia numero 10, neppure quando fu costretto ad abbondonare l’Inter.


Intanto con i nerazzurri aveva conquistato uno storico scudetto, quello del record di 58 punti in 34 gare, quando ancora si giocava il torneo a 18 squadre e la vittoria valeva solo 2 punti, una Supercoppa Italiana ed una Coppa Uefa. Momenti di gloria di una strepitosa carriera che può vantare tanti e tanti altri successi sia a livello di club (con il Bayern Monaco) che di nazionale.

L’Inter lo buttò via nel 1992, non ritenendolo più all’altezza di giocare ad alti livelli, trovandosi poi a rimpiangere un campione che, pur di non abbandonare il calcio, accettò di essere arretrato a libero, ottenendo anche in quella posizione degli ottimi risultati.

E dopo l’avventura italiana, Lothar aveva ancora abbastanza birra in corpo da conquistare altri quattro campionati tedeschi (sette in tutto), altre due coppe di Germania (e fanno tre con quella vinta nel 1986) e la sua seconda Coppa Uefa. Non male per un giocatore finito!

Grandi anche le soddisfazioni con la maglia della nazionale: un Europeo nel 1980 ed un Mondiale nel ’90, oltre alla finale persa nel 1986 contro l’Argentina di Maradona, perfettamente marcato dal tedesco nell’occasione. Alla fine dei vent’anni di carriera con la maglia della Germania riuscì a collezionare 150 presenze, con 23 reti all’attivo, stabilendo il record di partecipazione alla fase finale dei mondiali (ben 5!).

E poi il più grande traguardo a livello personale, con la conquista del Pallone d’Oro, a concludere un anno (il 1990) straordinario sotto tutti i punti di vista.

Questo era Lothar Matthaus, uno dei più grandi registi che la Germania ricordi: possente, veloce e con un tiro che sapeva far male. Un mito!

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