Verso Euro 2008: Svizzera

di Marco Mancini Commenta

Scremata la lista dei 30 convocati Svizzeri per l’Europeo, ecco come i padroni di casa cercheranno di replicare a nazioni come Portogallo e Danimarca, capaci di far bene nelle competizioni internazionali sul proprio campo, anche partendo da sfavorite.

Il campionato svizzero non è proprio dei più eccelsi, ma molti calciatori dei cantoni sono emigrati all’estero, e hanno lasciato il segno, dimostrando di essere molto preparati tecnicamente ed essere allo stesso livello, se non anche di più, dei loro colleghi delle nazionali più accreditate alla vittoria. Dalla lista dei 23 diramata ieri mancano von Bergen, per infortunio, e a sorpresa uno degli attaccanti che si potevano considerare titolari, Mario Eggimann, che gioca in Bundesliga, dato che Kuhn ha voluto puntare più sull’esperienza che sulla freschezza atletica.


Il portiere titolare, e anche capitano degli svizzeri, sarà per il quattordicesimo anno di fila Pascal Zuberbuhler, arrivato probabilmente alla sua ultima apparizione in una kermesse di alto livello, dati i 37 anni suonati che ha sulle spalle (anche se a guardare gente come Ballotta e Fontana non si può mai dire). Dietro di lui a scaldare la panchina ci saranno Benaglio e Jakupovic.

La difesa è uno dei punti di forza della nazionale biancorossa, perchè può vantare numerosi calciatori provenienti dai campionati esteri, soprattutto Premier League. Infatti non ce n’è nessuno che gioca ancora in patria, e molti sono anche calciatori affermati come Philippe Senderos, una delle giovani promesse dell’Arsenal, abituato a calcare campi internazionali sin da quand’era poco più che maggiorenne; e poi Degen, Djourou, Magnin e Muller. Tutti calciatori delle migliori squadre europee. A completare il quadro difensivo ci saranno Grichting, Lichtensteiner e Spycher.

A centrocampo troviamo gli unici due “italiani” di Svizzera. Uno era scontato, si tratta di Valon Behrami, che risponde alla chiamata della nazionale già da qualche anno, ed è una delle ali più in voga in Europa in questo momento; l’altro è la sorpresa dell’Udinese Gokhan Inler, di cui abbiamo già parlato a sufficienza nell’anno appena trascorso, e che per noi italiani non sarà certo una novità. A completare il centrocampo titolare ci saranno probabilmente Fernandes del Manchester City e uno dei veterani della nazionale, Hakan Yakin, che ha vissuto il suo periodo migliore 4 o 5 anni fa con il Basilea in Champions League. In panchina troviamo Cabanas e Huggel.

Probabilmente Kuhn deciderà di giocare con il tridente, primo perchè ha convocato solo 6 centrocampisti, e poi perchè ha imbottito l’attacco di ali. Il più famoso, più per il nome che per meriti sportivi, è Tranquillo Barnetta, di chiare origini italiane, ma che, nonostante il suo nome, tanto tranquillo non è, visto che è il motorino della fascia sinistra della Svizzera. Sull’altra fascia agirà una nostra vecchia conoscenza, quel Johan Vonlanthen, ex attaccante del Brescia, oggi al Salisburgo, che non ha avuto molta fortuna in Italia, nonostante la giovane età e le qualità tecniche indiscutibili. I centrali d’attacco sono solo due, e lo sono ormai da tempo immemore: Frei del Borussia Dortmund e Streller del Basilea, che si alterneranno nel ruolo di prima punta come ormai avviene già da qualche tempo. A completare il reparto offensivo ci saranno Gygax, nonostante quest’anno sia stato fermato per molto tempo da un infortunio, e Derdiyok, nuovo innesto di Kuhn, che lo ha preferito ad un altro veterano, Murat Yakin, che salta per la prima volta una competizione internazionale.

Gli svizzeri si trovano in un girone non proibitivo, ma molto difficile, in cui si troveranno ad affrontare i fenomeni del Portogallo, la solidità della Repubblica Ceca e l’imprevidibilità della Turchia. Una delle variabili è che gli uomini di Kuhn non hanno dovuto superare un girone di qualificazione per l’Europeo, e quindi sarà una squadra più o meno da rodare, dato che finora ha disputato solo amichevoli. E forse è per questo motivo che il ct ha preferito convocare giocatori più esperti, che già hanno giocato insieme, piuttosto che scommettere sulle novità. Diciamo che sulla carta la Svizzera non è da buttare, anzi ha ottime individualità, resta da vedere come e quanto reggeranno quei calciatori che hanno subito numerosi infortuni, vedi Behrami e Gygax, e quelli che ormai non sono più dei ragazzini, come Yakin. Diciamo che, a mio parere, potrebbe avere le stesse percentuali di farcela che hanno i cechi e i turchi di arrivare secondi nel girone, anche perchè non bisogna dimenticare che giocare in casa ha i suoi vantaggi.

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