Liverpool-Chelsea 1-1: che beffa per i Reds!

di Gioia Bò 1

Cominciamo dalla fine. E’ il 94esimo minuto di una gara tiratissima, la squadra di casa conduce per un gol a zero e la curva sta già intonando l’inno di vittoria. Un cross in area, palla tua, palla mia, tuffo di un difensore nel tentativo di antipare gli avversari e autogol beffa che fa 1-1!

Non si tratta della classica partita tra scapoli e ammogliati, ma del primo atto della semifinale di Champions League tra Liverpool e Chelsea al loro terzo scontro fraticida negli ultimi quattro anni. I precedenti dicono Reds, ma stavolta nell’aria c’è qualcosa di nuovo. Intanto sulla panchina del Chelsea non siede più Josè Mourinho, che sarà pure il migliore di tutti, ma non è mai riuscito a guidare la squadra in finale, poi c’è un fattore scaramantico non trascurabile nel mondo del calcio, ovvero il “vantaggio” per il Liverpool di giocarsi in ritorno in casa nelle precedenti edizioni.

Quest’anno la sorte ha assegnato ai Blues la possibilità di giocarsi il biglietto per la finale allo Stamford Brigde e, considerando che gli uomini di Grant non perdono in casa da 100 partite, è lecito per loro pensare di aver messo un piede e mezzo sull’aereo che conduce a Mosca.


Rammarico in casa Liverpool, anche se non c’è niente di irrimediabile, ma essere in vantaggio per più di un tempo e poi vedersi raggiunti in quel modo, fa davvero rabbia. E dire che gli uomini di Benitez avevano fatto qualcosa in più per portare a casa il risultato pieno, nonostante il buon avvio del Chelsea.

Un primo tempo giocato da entrambe le parti con la paura di perdere, ravvivato da un lampo di Joe Cole, che con un tiraccio mette i brividi a Reina. Poi ci pensa il solito Torres a farsi avanti spavaldo, ma al momento decisivo si fa ipnotizzare da Cech. Il primo tempo si sta per concludere ma, quando tutti pensano al the caldo ristoratore, Kuyt si fa trovare pronto e mette dentro.

L’Anfield diventa una bolgia ed il tempo si chiude con i Reds in vantaggio e convinti di poter mettere al sicuro il risultato nella ripresa. Ed in effetti il Liverpool riparte all’arrembaggio e sfiora il raddoppio in più di un’occasione con Babel, Torres e Gerrard, ma il risultato resta ancorato sull’esiguo vantaggio di 1-0.

Fino al 94′ appunto. Mancavano cinque secondi al fischio dell’arbitro, cinque interminabili secondi, che hanno regalato al Chelsea la speranza della finale, condannando il Liverpool a partire svantaggiato nella gara di ritorno. Serviva un miracolo per pareggiare ed improvvisamente quel miracolo si è materializzato in Riise, che da attaccante aggiunto dei Blues si è esibito in un perfetto colpo di testa in tuffo che non ha dato scampo a Reina.

Nel calcio succede anche questo. Il discorso qualificazione non è ancora chiuso completamente, ma Rafa Benitez in questa settimana dovrà lavorare molto sul fattore psicologico, dimenticando la scaramanzia e le cento partite senza sconfitte dei Blues. Che dire? Che vinca il migliore, ovvero colui che dimostrerà qualcosa in più fino al 90′. Anzi fino al fischio finale!

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