Cuper spara a zero su tutti: arbitri e società dell’Inter nel mirino

di Marco Mancini Commenta

C’era da aspettarselo. Uno come Hector Cuper non è uno che le manda a dire, e prima o poi sarebbe dovuto scoppiare. Sarà che il suo Parma è bistrattato dagli arbitri, sarà che ora rischia seriamente la serie B, ma fatto sta che in un’innocua intervista alla Gazzetta dello Sport prima del ritiro di Roma della squadra, l’ex tecnico di Inter e Valencia è sembrato un fiume in piena, a cui è bastata una sola goccia per farlo traboccare.

E la goccia gliel’ha data proprio il giornalista, tornando sul famoso 5 maggio che vide la disfatta sua e dell’Inter. “Si sa tutto, ormai – spiega il tecnico” – lo scandalo del calcio ha chiarito ogni cosa e quando sono uscite le prime verità sono stato malissimo. Dire amareggiato è poco, molto poco”.


Se la prende con gli arbitri quindi l’attuale tecnico del Parma, spiegando che c’è stato un complotto contro di lui, prima di tutto per far vincere la Juventus, e poi da parte della stessa società dell’Inter. Ma andiamo con ordine.
La situazione ha già cominciato a puzzare a Cuper qualche giornata prima quando, durante la gara col Chievo, c’è un rigore netto su Ronaldo, e l’arbitro a pochi passi non lo concesse. Il tecnico dice che solo ora capisce perchè, mentre all’epoca era rimasta solo una grande rabbia.

Poi il caso Ronaldo. Cuper lo sostituisce nella gara decisiva contro la Lazio, lui piange e manda l’ultimatum alla società “O io o Cuper“. Dato che, l’estate successiva, Ronaldo lascia Milano per Madrid, si pensa che la società abbia scelto l’allenatore, per poi mandarlo via dopo poche giornate della stagione successiva, nello scontento generale. Cuper invece afferma che il giocatore aveva già chiesto di essere ceduto in segreto, e quindi lui è stato soltanto messo in mezzo al gioco delle parti.

Infine se la prende con gli arbitri che nell’ultima giornata di campionato gli hanno espulso 3 giocatori. Qui Cuper non vede il complotto, ma semplicemente un pò di nervosismo da parte dei suoi, e incapacità della classe arbitrale.

A questo punto i dubbi che vengono però sono tanti. Vorremmo chiedere al signor Cuper che differenza c’è tra un arbitro che sbaglia la valutazione su un rigore e tante espulsioni contro il Parma, e uno che sbaglia su un rigore solo contro l’Inter. Il più scorretto dovrebbe essere quello che ne sbaglia tanto, non una volta sola. Poi vorremmo ricordare al mister che il fatidico 5 maggio l’arbitro non sbagliò niente, e i giocatori della Lazio fecero di tutto per far segnare quelli dell’Inter, ma erano proprio loro incapaci di buttarla dentro. I 4 gol dei laziali erano tutti regolari, e nessun arbitro li aiutò a segnare. Inoltre le annate contestate a Moggi e compagni erano quelle del 2005 e del 2006, abbastanza lontane da quel 2002 in cui non sono stati tanto gli arbitri a sottrargli lo scudetto, ma l’Inter a perderlo. E forse era proprio una questione di carattere che il tecnico del Parma esprime solo nelle interviste, ma che non riesce a trasmettere sul campo ai propri ragazzi.

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