Eto’o squalificato per 3 giornate

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Com’era prevedibile, Samuel Eto’o ha terminato con un mese d’anticipo il suo campionato del 2010. Il camerunense tornerà a calcare i campi della serie A il prossimo 6 gennaio in occasione della gara contro il Napoli a causa delle 3 giornate di squalifica rimediate per la testata a Cesar di domenica scorsa. Questo quanto dichiarato dal Giudice Sportivo:

il riprovevole gesto compiuto dal calciatore nero-azzurro integri gli estremi di quella “condotta violenta” che, per consolidato orientamento interpretativo, è connotata dall’intenzionalità e dalla potenzialità lesiva: palese è infatti il preordinato intento di colpire l’avversario e parimenti evidente è l’energia impressa al colpo inferto.

Moratti: sceglierei di nuovo Benitez

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C’è chi parla di fiducia illimitata e chi invece vede nella gara di mercoledì contro il Twente il crocevia dell’esperienza di Benitez sulla panca dell’Inter. Non sappiamo quale sarà il futuro del tecnico spagnolo di qui alla fine della stagione, ma quel che è certo è che Moratti non è affatto pentito della scelta fatta la scorsa estate, quando strappò mister Rafa dal Liverpool per portarlo a Milano:

Se sceglierei di nuovo Benitez? Le cose si fanno nel momento in cui si pensa sia giusto farle. Lui è una persona seria, ha le spalle forti, ci credo, avanti così.

Premier League: Chelsea sconfitto e campionato riaperto

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Il Chelsea aveva il campionato in mano, ma almeno per adesso ha bruciato il suo vantaggio. A Birmingham arriva la seconda sconfitta consecutiva per gli uomini di Ancelotti che stanno pagando una partenza a razzo, e questo permette alle avversarie di avvicinarsi, ed al Manchester United addirittura di agganciare il primo posto.

Male i Blues, giocano senza mordente e così una rete dei padroni di casa basta a stendere l’incredibile armata londinese. Ne approfitta lo United che, ritrovato Rooney, ritrova anche la sicurezza. Non segna lui, ma i due gol dei suoi compagni bastano ad avere la meglio sul Wigan e a raggiungere a quota 28 punti la capolista. Malissimo invece l’Arsenal, che aveva l’opportunità di attuare il sorpasso, e nel derby contro il Tottenham ci stava anche riuscendo, arrivando al 50′ in vantaggio di due gol. Molto bene gli uomini di Wenger nel primo tempo con i gol di Nasri e Chamakh, ma nella ripresa si addormentano e prima Bale accorcia le distanze, e poi Van Der Vaart e la deviazione di Kaboul a 4 minuti dal termine completano la rimonta.

Arbitraggi 13^ giornata: tanta confusione, bufera su Eto’o

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Eto’o verrà sicuramente squalificato, ma lui questo lo sa già. La testata su Cesar è talmente evidente che non potrà non applicarsi la prova televisiva, ed è già tanto se il signor Rocchi ed i suoi collaboratori non se ne sono accorti sul campo. Ciò che resta da vedere sarà l’entità della squalifica, 3 o 4 giornate, a seconda della concessione o meno delle aggravanti, mentre anche Cesar potrebbe essere squalificato per la provocazione.

A parte questo, Rocchi non ha sbagliato nulla dal punto di vista tecnico. La stessa cosa però non si può dire per i suoi colleghi.  Almeno due i risultati falsati ed errori gravi in altrettante partite. Mancano un rigore netto al Bari sullo 0-0 contro il Catania ed un penalty abbastanza evidente per il Lecce nella gara contro la Sampdoria. Il signor Gava si rifà sugli ultimi due gol, entrambi regolari anche se a velocità normale sembravano in fuorigioco, ma intanto la decisione del primo tempo di non assegnare il rigore, che poi ha portato all’espulsione di Chevanton innervosito, ha senza dubbio condizionato la partita.

Juventus, Buffon rimane ma il vero problema è in attacco

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Tra qualche mese in porta alla Juventus ci sarà così tanta abbondanza che Delneri potrebbe decidere di schierare un estremo difensore in attacco. Gigi Buffon, una volta per tutte, chiude ogni discorso riguardo ad un suo trasferimento affermando

Sarei un pazzo a voler lasciare Torino.

E siccome scalpita per tornare ad allenarsi, per adesso pare lontana ogni ipotesi di cessione. Il problema vero è l’attacco. Ieri Della Valle ha detto no alla cessione di Gilardino. Quando gli hanno chiesto cosa ne pensava, la sua risposta è stata piuttosto chiara

parliamo di cose serie.

Liga: 8 gol del Barcellona, 5 del Real Madrid, in Spagna si sfiora il ridicolo

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Saranno anche le due squadre più forti del mondo, ma è vero anche che non hanno rivali. Ormai in Spagna il campionato non ha molto senso da anni, basterebbe che Real Madrid e Barcellona si sfidassero in un doppio turno e tutte le altre disputassero un campionato a sé per conquistare le posizioni dalla terza in poi.

Lo strapotere dei due club si nota in questa giornata in cui i gol fioccano manco fossimo ad una partita di basket. Comincia il Barcellona, che in casa del povero Almeria si scatena fino a mettere in imbarazzo persino l’addetto al punteggio del tabellone. La partita dei padroni di casa dura appena un quarto d’ora. Al 16′ Lionel Messi segna la sua rete nella Liga numero 99 con un bel sinistro dalla distanza. La luce si spegne e comincia la tortura. Iniesta dopo due minuti segna lo 0-2, Acasiete segna l’autogol, poi Pedro e Messi (gol numero 100). Siamo 0-5 e sono passati appena 37 minuti. Nella ripresa il Barça addormenta la partita e l’unico a tenerla viva è Bojan, appena entrato, che si scatena e segna due gol, inframezzati dalla rete numero 101 ancora della Pulce. Quando mancano 20 minuti allo scadere siamo sullo 0-8 e gli uomini di Guardiola si convincono che può bastare.

Bologna, Menarini “traditi” da Porcedda

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Parte al contrattacco Francesca Menarini, che oggi è, insieme alla sua famiglia, azionista di minoranza del Bologna Football Club con il 20% delle quote, ma che a conti fatti dovrebbe essere ancora la proprietaria visto che Porcedda, per rilevare il suo 80%, non ha ancora versato un centesimo. Ieri la Menarini è venuta allo scoperto, dato che da più parti veniva richiesto il suo parere sulla vicenda che da qualche settimana sta togliendo il sonno a molti tifosi rossoblù, ed ovviamente non ci è andata leggera:

Porcedda a giugno è sembrato, quando si è presentato fra gli altri pretendenti, la persona più seria e più affabile e con grande entusiasmo e per questo ci ha convinto. Purtroppo le cose non sono andate così e siamo arrivati a questo punto. La situazione è preoccupante, adesso dobbiamo cercare di risollevarla a tutti i costi. Porcedda non ha tirato fuori un euro né per noi né per il Bologna. Ci sentiamo traditi, noi come famiglia, come soci e creditori, come città, come Bologna Football Club, traditi e truffati da questo signore.

Bologna, ora il rischio si chiama fallimento

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I tre punti di penalizzazione in classifica sembravano uno spauracchio, ma al momento sono l’ultimo dei problemi per i tifosi del Bologna. La squadra che la scorsa estate è passata a Porcedda ora rischia seriamente di fallire. Se non si dovesse trovare qualcun’altro che la rileva prima di gennaio (e i Menarini hanno già annunciato di non volerlo fare), i rossoblù potrebbero fare la fine di altri club come il Napoli o la Fiorentina.

La responsabilità di questa situazione è attribuibile, almeno stando a quanto dichiara lo stesso Porcedda, ad un broker, il quale nonostante fosse stato dichiarato fallito, e con una sentenza passata in giudicato per falsità in scrittura privata, truffa e ricettazione, è riuscito a raggirare il neopresidente felsineo con delle fidejussioni bancarie false.

Ronaldinho fa le ore piccole

Nell’ultimo periodo Allegri lo sta utilizzando con il contagocce, ma Ronaldinho trova ugualmente il modo di far parlare di sé, anche se questa volta avrebbe evitato volentieri di finire in

Crisi Bologna: parla Di Vaio

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In questo momento i giocatori del Bologna hanno la bocca cucita. L’unico a parlare è stato il capitano, Marco Di Vaio:

E’ una cosa che riguarda la società, noi squadra non dobbiamo dire niente. Come ci sentiamo o non ci sentiamo, prima deve parlare il presidente. Aspettiamo le sue mosse.

Il giocatore pesa le parole con attenzione, quasi da politico consumato:

Al momento non è cambiata la credibilità nei suo confronti, vediamo quello che ha da dire e poi prenderemo le giuste decisioni.