Strategia al risparmio del Milan: “i miliardi li facciamo gettare agli altri”

di Marco Mancini Commenta

Probabilmente le accuse di immoralità lanciate da Blanc qualche mese fa nei confronti di Milan e Inter stanno cominciando a fare effetto. Non sull’Inter, evidentemente, dato che Moratti ha già cominciato a contare i milioni da spendere per la prossima campagna acquisti, ma sul Milan, che ha deciso di mantenere il profilo basso, e cominciare ad agire come già fanno in Spagna, puntando sui giovani.

La strategia è vincente (vedi Barcellona, dove sono nate stelle come Eto’o, Messi, Krkic, e in parte anche Ronaldinho), ma forse è dovuta al fatto che il presidentissimo Silvio Berlusconi ha deciso di lasciare la presidenza per occuparsi di affari ben più importanti del calcio. Il motivo vero non è dato saperlo, ma quello che si sa è che l’annuncio farà preoccupare molti tifosi rossoneri: niente follie, il prossimo anno si punterà sui giovani.


La scorsa estate si era arrivati a sfiorare i 100 milioni per l’offerta a Ronaldinho. Poi questi milioni scesero a 70, e poi sempre più giù, fino ai 15 della clausola rescissoria Fifa, e ora neanche quelli, dato che per Braida Ronaldinho non è più l’obiettivo principale del Milan. Poi si è spostato il tiro su altri grandi nomi, Eto’o e Drogba, ma anche qui, passato l’entusiasmo, l’annuncio di Galliani: sono troppo costosi. Dopodichè i tifosi chiedevano almeno il ritorno del loro idolo, Shevchenko. E anche qui il ds rossonero ha risposto: “Lo prendiamo, ma solo alle condizioni che il Chelsea sa”. E queste condizioni erano che veniva via a parametro zero.

Braccino corto? Forse, ma dopo le scommesse vinte di Kakà e Pato, e dopo che il fenomeno se lo sono creato in casa, e si chiama Paloschi, giustamente i dirigenti rossoneri si sono chiesti perchè mai dovessero spendere tanti soldi se i buoni giocatori potevano essere ingaggiati con molto meno. E così via con il ritorno di Borriello in rossonero che sembra sempre più probabile, come primo colpo di mercato, e il terzo ritorno di Abbiati come secondo “acquisto”.

A rincarare la dose ci si mette anche il figlio del Presidente del Consiglio, Piersilvio Berlusconi, che ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport: “Al di là degli sprechi di denaro che non hanno senso, penso che sia necessario puntare più a giocatori giovani che non a grandissimi calciatori che costano però cifre pazzesche”.
Insomma, se i tifosi rossoneri che avevano coniato lo slogan “prima il mercato e dopo gli abbonamenti” dovessero mantenere la parola data, crediamo che la campagna abbonamenti del prossimo anno sarà un vero e proprio flop.

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