Pato: la verginità, il matrimonio, i soldi

di Gioia Bò 4

Ormai non può più considerarsi un volto nuovo e dalla prossima stagione nemmeno più un esordiente. A vederlo giocare, Alexandre Pato dimostra più dei suoi 18 anni, anche se la faccia rimane quella ingenua e pulita di un ragazzino.

Ma fino ad un certo punto. Su alcune cose il Papero ha le idee ben chiare e, come tutti i ragazzi della sua età, gli ormoni in fermento. Ammette che il suo idolo in campo e fuori è il connazionale e compagno di club Kakà, tranne che per un piccolo particolare:

Vergine al matrimonio? Non scherziamo! Sono evangelico, ma non seguo alla lettera il Vangelo.


Questo il punto centrale dell’intervista rilasciata dal giovane talento alla rivista GQ. Un fiume di parole per raccontare il rapporto con la sua Stephany, ma anche della sua infanzia povera, quando correva sui campetti sterrati del suo paese, sperando un giorno di poter guadagnare abbastanza da sistemare l’intera famiglia.

Mi ricordo di quando andavo agli allenamenti e vedevo i miei compagni mangiare, mentre io ero a stomaco vuoto perchè non potevo permettermi il pasto. Ecco, la gioia è avere il frigo sempre pieno.

Commovente! Ma ora quel periodo non è che un lontano ricordo e con i due milioni di ingaggio all’anno ha potuto togliersi la soddisfazione di regalare un appartamento ai suoi genitori, impegnandosi anche a mantenere i suoi fratelli agli studi.

Un periodo veramente d’oro per il baby fenomeno, grazie anche all’amore trovato lo scorso inverno. Vi ricordate quando durante le festività natalizie cercava di nascondersi dall’obiettivo indiscreto dei paparazzi? Poi venne l’esordio in serie A, il gol, le lacrime e la dedica a Stephany Brito sistemata in tribuna.

Sono passati pochi mesi da allora, eppure già si comincia a parlare di matrimonio:

E’ quello che voglio anch’io, ma non subito.

Già, c’è tutto il tempo! Per ora Pato si gode il momento magico, consapevole che dalla prossima stagione avrà molte responsabilità in più rispetto a quest’anno, se non altro per il fatto che i difensori già lo conoscono e non lo lasceranno giocare come vuole. Ma lui non ha paura, ha già avuto un’abbondante razione di pedate e da questo punto di vista è vaccinato:

Ledesma della Lazio mi ha battezzato. Che entrata a forbice! Non me la dimentico più. Ma mi piace giocare così: si cresce. In Brasile prendi la palla e puoi stare 20 secondi con la testa alta a pensare che farne, qui dopo tre secondi, se non la passi, arriva Ledesma.

E allora vai, piccolo Papero, il futuro è tuo, purché non ti monti la testa e continui ad imitare Kakà. Almeno in campo!

Commenti (4)

  1. Beh.. come dargli torto? La vita riserva così poche gioie, perchè privarsi volontariamente di una di esse?? 😉

  2. Beh, Kakà lo ha fatto volontariamente… ma non siamo tutti Kakà 🙂

  3. maro ti prego pato nn sposarti!

  4. alexandre sei unico ti amo!ma perchè non sei rimasto da solo.?!?!:(…ti voglio

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