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Milan, così non va!

Scudetto e Coppa Uefa: questi gli obiettivi dichiarati del Milan ad inizio stagione, mentre l’album si riempiva di figurine e le figuracce nelle amichevoli trovavano ampie giustificazioni (assenze e infortuni, ad esempio). E’ presto per i verdetti definitivi, ma, a pochi giorni dalla sosta natalizia, si può comincare a tracciare un bilancio della stagione rossonera, fin qui non proprio esaltante, non come previsto almeno.

Terzo posto in campionato in compagnia del Napoli, tre punti di distacco dalla Juventus e, soprattutto, a meno 9 dall’Inter; fuori dalla Coppa Italia; secondo posto nel girone di Coppa Uefa, dove teoricamente l’armata di Ancelotti avrebbe dovuto stradominare. A chi dare la colpa?

Che il Milan sia una delle squadre maggiormente falcidiate dagli infortuni non è una novità e ne abbiamo avuto la prova anche nella gara di ieri contro un Wolfsburg non certo irresistibile. Senderos, Pirlo, Seedorf vanno a completare la lunga lista di acciaccati che popola l’infermieria rossonera. Ma altre squadre hanno avuto gli stessi guai (forse anche maggiori) e ne sono venute fuori brillantemente (basta guardare in casa Juve o in casa Roma). E allora?

E allora il problema è a monte, se è vero che Ancelotti bussa continuamente alla porta della società per chiedere rinforzi. Che sia stata sbagliata la campagna acquisti? Che si sia puntato troppo sui grandi nomi, tralasciando invece l’aspetto dell’equilibrio? Che sia ora di svecchiare e di proporre forze nuove? Scegliete voi la risposta che più vi piace, perché alla fine sono tutte valide.

Basta guardare la gara di ieri o quella di domenica sera contro la Juventus, dove gli avversari correvano e i rossoneri si divertivano a fare le belle statuine. Detto questo possiamo anche continuare a parlare di infortuni, di sfortuna o di pedine fondamentali che vengono a mancare sul più bello, ma resta il fatto che per raggiungere obiettivi ambiziosi come lo scudetto o la Coppa Uefa, non basta il blasone o l’elenco di grandi giocatori presenti in rosa.

Ancelotti ha parlato di “momento delicato” e la pausa natalizia arriva come una benedizione in casa Milan (al di là del risultato di domenica prossima con l’Udinese). Poi converrà cambiare qualcosa e in fretta, altro che arrivo di Beckham!