Thierry Henry tra rivelazioni e dichiarazioni d’amore

di Gioia Bò Commenta

Mai calciatore fu rimpianto quanto lui nella Torino di fede bianconera: 11 milioni di sterline incassati con la certezza di chi sta facendo l’affare del secolo, mandando via un giocatore sovrastimato.
Era il 1999 e la Juventus si apprestava a cedere Thierry Henry all’Arsenal, solo pochi mesi dopo il suo arrivo a Torino. Qualche apparizione nella Juve di Ancelotti, dove era utilizzato prevantemente sulla fascia, ruolo che non predilige e in cui non si esprime al meglio.

L’offerta dell’Arsenal arrivò come una manna dal cielo per la società convinta di aver preso un grosso abbaglio in fase di acquisto. E il buon Henry preparò la sua valigia e partì, intenzionato a dimostrare altrove il suo talento calcistico. Questo almeno è ciò che trapelò all’epoca dei fatti.

Ora le rivelazioni del francese fanno luce su quel capitolo rimasto tristemente aperto nel cuore di chi lo ha visto giocare e vincere con altre casacche.
La Juve voleva tenerlo e lui sarebbe stato felice di restare se l’allora direttore generale della società, Luciano Moggi, non lo avesse di fatto costretto ad andar via. Non entra nei particolari Henry, ma spiega che Luciano gli mancò di rispetto e lui chiese di essere ceduto.


Lo aspettava Arsene Wenger, suo grande estimatore, che lo aveva già allenato a Monaco e che lo vedeva come pedina fondamentale nell’Arsenal. Mai scelta fu più azzeccata, visto il palmares che può vantare Henry con la maglia dei Gunners: due vittorie in Premier League, due Community Shield e tre FA Cup. per non parlare poi dei premi individuali che ne hanno fatto uno dei calciatori più forti in attività: due European Golden Boot (Scarpa d’Oro), due Onze d’Or, due PFA Player’s Player of the Year, tre FWA Footballer of the Year, un World XI Striker e,dulcis in fundo, quattro titoli di capocannoniere della Premier League.

Forse è per questo che è rimasto tanto legato all’Arsenal, nonostante il suo passaggio al Barcellona della scorsa estate ed è per questo che non perde occasione per esternare dichiarazioni d’amore verso quel club che gli ha permesso di esplodere a livello internazionale.

Solo l’Arsenal gli è rimasta nel cuore, tanto da augurarsi un futuro all’interno della società, magari come dirigente o come allenatore al posto di quel Wenger che la scorsa estate è stato sul punto di partire, influenzando anche la decisione di Henry di trasferirsi al Barca.

Ora sono lontani, ma domani chissà…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>