Fantacalcio: pesano molto gli scontri europei

La prossima giornata di campionato avrà sul groppone 4 incontri europei ad alta tensione. Mentre la gara per l’Udinese è solo quella d’andata, senza tanta tensione, le tre italiane impegnate in Champions sono in una fase piuttosto delicata, in quanto rischiano tutte di uscire dalla competizione sin da subito.

Per questo puntare sui calciatori di Inter, Roma e Juve in questa giornata può essere rischioso, e mentre per i bianconeri almeno c’è lo stimolo del derby, per gli altri due club c’è un alto rischio di figuraccia a causa della poca concentrazione. Per il resto ci sono i soliti problemi del Milan, sempre con tanti assenti (compreso Kakà), ma anche per la Reggina, che ha mezza formazione titolare in infermeria.

Gascoigne e Maradona, campioni ritrovati

Eroi in campo, deboli fuori. Capaci di incantare con il pallone tra i piedi, infiammando la fantasia dei tifosi, ma troppo fragili nel carattere, tanto da ritrovarsi schiavi di un vizio che difficilmente lascia scampo. E’ la storia che accomuna Diego Armando Maradona e Paul Gascoigne e, sebbene sia difficile un paragone calcistico tra i due, resta la somiglianza negli eccessi fuori del campo.

I guai del Pibe de Oro sono lontani nel tempo, ma è scontato che il suo nome venga fuori ogni qualvolta ci si trova a parlare di talenti che buttano al vento il grande privilegio che gli è stato concesso, come è accaduto a Paul Gascoigne, ad esempio. Ora Diego ha trovato la sua dimensione ideale, coronando un sogno che inseguiva da tempo, finalmente libero da vizi e schiavitù:

Ero praticamente morto, dopo molti anni ora mi sento felice. Mi sveglio tutti i giorni con una fiducia rinnovata nella vita. Mi sono reinventato, si può uscire dalla droga.

Mourinho è orgoglioso, Spalletti si offende e Ranieri si autocensura

Il suo lungo sfogo di fronte alle telecamere ha creato un gran polverone nel calcio italiano, come del resto ogni volta che apre bocca e rende pubblico il suo pensiero. Le reazioni, per lo più negative a dire il vero, non sono mancate, ma lui non fa marcia indietro e, anzi, ribadisce il concetto a beneficio di chi non avesse capito fino in fondo. Lui naturalmente è Josè Mourinho, lo Special One, l’uomo che non deve mai chiedere scusa, qualunque sia l’argomento di discussione:

Non è ‘arrabbiato’ l’aggettivo giusto per definirmi in questo momento. E’ orgoglioso la parola giusta. Io sono orgoglioso di me. Quel che ho detto martedì è quello che avrei voluto dire.

Quello che ha detto, però, non è piaciuto alla stragrande maggioranza di coloro che seguono il pianeta calcio e, a parte qualche segno di solidarietà, per il resto il portoghese si è beccato un mare di critiche. Ed oggi, alla vigilia della ventisettesima giornata di campionato, tornano a parlare della questione i due tecnici bersagliati da mister Mou nel celebre monologo.

Chi vuole Amauri in nazionale?

Le sue qualità sono indubbie. Un centravanti agile ed in grado di retrocedere fino a centrocampo per andarsi a prendere la palla nella nazionale italiana non lo si vede da tempo. Chiunque guardi il calcio con uno sguardo obiettivo potrà dire che Amauri è un ottimo attaccante, ma forse non eccelle in simpatia.

Ancor prima di essere chiamato in nazionale azzurra, già si sono sollevati i primi mugugni. Prima di essere convocato in quella verdeoro, ci sono stati già i primi battibecchi con Dunga. Sembrava aver preso la decisione definitiva l’attaccante bianconero, quando alla vigilia della sfida amichevole Italia-Brasile aveva accettato la convocazione tra i sudamericani, respinta poi dalla dirigenza bianconera. Ma forse quello era solo un pretesto per far giocare cinque minuti ad Amauri con la maglia brasiliana per poi non convocarlo mai più e fare in modo che non possa giocare nemmeno con l’Italia.

Presentato progetto del nuovo stadio della Fiorentina

Anche i Della Valle vogliono aderire alla moda di costruire degli stadi di proprietà della società, e forse hanno deciso dove costruirlo. Il sito individuato sarà ad Osmannoro, frazione di Sesto Fiorentino, un comune appena a Nord di Firenze. Una destinazione non casuale, ma strategicamente perfetta, dato che si trova vicino al percorso di due autostrade (potrebbe essere realizzato uno svincolo apposta per lo stadio), e vicino alla stazione ferroviaria.

Come per Juve, Milan, Inter e Lazio (per ora) la nuova struttura non servirà soltanto per far giocare la squadra, ma sarà una vera e propria città dedicata alla Fiorentina, la quale contribuirà ad aumentare le entrate nelle casse societarie, e che faranno anche alzare il valore del club stesso. Sembra tutto deciso tranne il nome, che per ora è ancora top secret.

Pato in mostra a Milano

La sua squadra non sta raccogliendo i successi sperati ad inizio stagione, ma a livello personale Pato può dirsi pienamente soddisfatto del suo secondo anno in rossonero: 15 gol all’attivo, una vita sentimentale che sembra tornata a girare come si deve, dopo la tempesta di qualche tempo fa, e la soddisfazione di finire in un quadro.

Già, avete capito bene: il Papero rossonero è stato preso come modello da un artista ed “esposto” alla MyOwnGallery di Milano. Il quadro raffigura il volto del giovane campione brasiliano tra due ali, il tutto, naturamente, su uno sfondo rosso e nero. L’opera è stata realizzata da Flavio Lucchini, già autore qualche anno fa di un quadro dedicato alla Juventus. Ma perché proprio Pato e non, ad esempio, Kakà? La risposta ce la fornisce lo stesso autore:

Anche Kakà ha il viso da buono, ma è già un campione affermato da anni e non ha più l’aspetto da adolescente. Pato invece ha quest’aria da angelo, da ragazzino ed incarna il sogno di tutti i ragazzi. E’ un’immagine molto positiva perché rappresenta il valore di chi insegue un desiderio e lo realizza. E diventare un calciatore è la massima aspirazione di tanti ragazzi.

Clamoroso Inter: via Mourinho, ritorna Mancini

L’indiscrezione è di quelle da far tremare i polsi ai tifosi nerazzurri. Secondo quanto riportato questa mattina dal quotidiano Il Giorno, pare che la polemica imbastita nei giorni scorsi da Mourinho sia soltanto una trovata a tavolino concordata con Moratti per rendere meno doloroso l’addio del tecnico portoghese.

In realtà l’unica cosa buona che ha fatto Mourinho da quando è diventato l’allenatore dell’Inter è stata imparare l’italiano meglio di tanti allenatori nostrani. Ma forse avrebbe fatto meglio ad evitarlo, visto che dal primo giorno non ha fatto altro che litigare. Ha avuto parole forti per tanti colleghi allenatori, avversari, calciatori di ogni genere, arbitri e dirigenti, ed adesso se la prende con tutto il sistema del calcio italiano. Che sia una strategia?

Ronaldo, il ritorno e… l’occhio nero

Quasi tredici mesi: tanto è durato il calvario di Ronaldo dopo l’infortunio al ginocchio rimediato nel campionato italiano, quando indossava la maglia del Milan e lottava disperatamente per tornare ad essere il Fenomeno.

Ma ora il peggio sembra passato, l’intervento e la lunga riabilitazione sono alle spalle e da oggi il brasiliano può dirsi nuovamente un calciatore professionista. Il debutto tanto atteso è arrivato quando da noi era notte fonda, mentre in Brasile si giocava una gara valevole per il primo turno della Coppa nazionale. Il mister del Corinthians aveva annunciato qualche ora prima l’impiego part-time del Fenomeno, attirando le attenzioni dei tifosi che si sono riversati in gran numero nello stadio della squadra ospitante (l’Itumbiara) per poter applaudire il ritorno al calcio giocato dello sfortunato campione.

Il momento tanto atteso è arrivato al minuto numero 67, quando Ronaldo ha oltrepassato la linea del fallo laterale per tornare a respirare l’aria di una gara ufficiale. Grande festa sugli spalti, ovazioni e cori di incitamento da parte del pubblico ospite che per il resto della gara non ha avuto occhi che per lui.

Calcio senza crisi, il fatturato dei club mondiali migliora rispetto al passato

Altro che crisi. Se quasi tutti i settori della vita “normale” risentono della recessione economica mondiale, sembra che il calcio sia rimasto completamente ai margini di questa ondata terribile. I conti effettuati dall’agenzia di consulenza finanziaria Deloitte, e presentati nella relazione Football Money League 2009, parlano chiaro: quasi 4 miliardi di fatturato solo nella stagione 2007/2008, 5% in più rispetto alla precedente.

Sembra quasi che gli europei possano rinunciare a tutto, dalle auto ai vestiti, finanche a mangiare, pur non perdersi le gesta della propria squadra del cuore. A guidare la classifica delle 20 squadre con il fatturato più grande al mondo, per il quarto anno di fila è il Real Madrid con ben 365,8 milioni di euro (quasi 15 in più rispetto alla stagione precedente).

La classifica senza errori: Milan primo, Inter a -11

Stavolta a tirare le somme non è un quotidiano filo-bianconero come Tuttosport. Stavolta a riscrivere la classifica è l’Osservatorio sugli Errori Arbitrali nel Calcio, che in collaborazione con Adiconsum propone il conteggio dei punti sulla base dei torti e dei favori ricevuti da ciascuna squadra di serie A. L’operazione si è resa necessaria dopo lo sfogo di Mourinho, convinto più che mai che ci sia una sorta di manipolazione dell’opinione pubblica tesa a danneggiare la sua squadra.

Ebbene, conti alla mano e rivisti tutti gli episodi da inizio campionato, risulta che i nerazzurri non hanno ragione di lamentarsi, avendo conquistato ben 11 punti grazie agli errori delle giacchette nere. Chi  dovrebbe lamentarsi, invece, è il Milan, ovvero la squadra che, parole di Mourinho, finirà la stagione “con zero titoli”, mentre dovrebbe trovarsi in testa alla classifica con cinque punti in più. Volete conoscere la classifica riscritta a tavolino?