Il Milan di Sacchi? In panchina!
Di Gioia Bò, in Calcio Italiano, Champions League.

C’era una volta il calcio del libero e dei terzini, dei marcatori e del contropiede, del campione indiscusso per cui si muoveva tutta la squadra e degli allenamenti, che puntavano a migliorare la tecnica individuale.
Poi arrivò Arrigo Sacchi e fu la luce e nulla di quel calcio restò, se non nelle pagine di sbiaditi annuari. Il calcio totale, quello tanto caro all’Olanda di Crujff, quello che non prevede dei ruoli specifici e definiti, ma si gioca a tutto campo, con i campioni che non hanno privilegi solo per il nome che portano, ma che si sacrificano e lottano per aiutare i compagni.
Pressing e ripartenze, gioco a zona e schemi precisi da provare e riprovare, da mandare a memoria, perché bisogna imporre il proprio gioco e non limitarsi ad accettare quello degli avversari. Movimento senza palla e gioco spettacolo, perché è questo che la gente vuole, oltre a veder vincere la propria squadra. E quel Milan vinceva, eccome se vinceva! E non si fermava mai, nemmeno quando il risultato era ormai acquisito da tempo.
Certo gli uomini c’erano -era il Milan di Gullit e Van Basten, di Rijkaard e Baresi, di Ancelotti e Donadoni- e Sacchi è stato fortunato a ritrovarsi ad allenare fior di campioni, ma a lui va sicuramente il merito di non averli mai fatti sentire tali, almeno nei rapporti con i compagni. Tutti erano sullo stesso piano e tutti dovevano sudare per il bene della squadra.
Ora Sacchi non allena più, eccesso di stress dice, ma con il suo avvento il calcio cambiò radicalmente e ancora oggi ci si ricorda di quel Milan che vinceva tutto in patria e metteva in fila i club europei. I suoi ragazzi hanno smesso da tempo di giocare (in attività resta solo l’intramontabile Maldini), ma molti hanno deciso di seguire le orme dell’innovatore maestro, intraprendendo la stessa carriera, a cominciare proprio dai tre olandesi.
“Il cigno di Utrecht” siede da tempo sulla panchina della nazionale olandese, Rijkaard su quella prestigiosa del Barcellona e il “tulipano nero” si è accasato da qualche mese a Los Angeles, dove allena i Galaxy di Beckham.
Vogliamo poi parlare dei successi ottenuti dal Milan di Ancelotti, già allenatore in campo ai tempi di mister Sacchi e ora affermatissimo a livello internazionale? O di Donadoni che è riuscito addirittura a conquistare la panchina della nazionale italiana? E poi Mauro Tassotti, vice allenatore del Milan, Filippo Galli, Chicco Evani e Billy Costacurta mister dei baby calciatori nelle giovanili del club rossonero. L’unico che proprio non ci pensa a seguire le orme del maestro è Paolo Maldini, ma lui è ancora giovane e ne avrà di tempo per decidere!
Il Milan di Sacchi è ora tutto i panchina, a cercar di mietere successi come quando era uno squadrone, perché, come diceva il buon Arrigo, bisogna sempre continuare a correre, anche se la vittoria è già in tasca. E la fame di successo non si placa mai!
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Scritto da Gioia Bò
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[...] potuto ritirarsi qualche anno fa, i suoi compagni di tante battaglie sono già su panchine più o meno comode da tempo, ma sembra che lui non voglia [...]