Markus Merk riapre la questione della moviola in campo

di Gioia Bò Commenta

Serve la moviola in campo, così evitiamo errori. Con tutte le possibilità che abbiamo a disposizione oggi, ogni situazione discutibile potrebbe essere risolta nel giro di un minuto. Non parlo solo da arbitro, mi metto anche nei panni dei calciatori. Una decisione errata non è mai positiva, non è mai la soluzione ideale.

Parola di Aldo Biscardi? No, parola di Markus Merk, miglior arbitro tedesco, votato per tre volte numero 1 mondiale dei fischietti. Una presa di posizione decisa, che riapre l’annosa questione della tecnologia applicata allo sport più bello del mondo: potrebbe aiutare gli arbitri a sbagliare di meno o alimenterebbe le polemiche intorno ad ogni singola azione di gioco?

Nell’episodio recente che ha visto coinvolto l’arbitro tedesco, di sicuro la moviola sarebbe servita ad evitare una figuraccia fatta davanti ad un intero stadio. Merk infatti ha convalidato una rete viziata da un fuorigioco piuttosto evidente ed ha potuto rivedere l’azione qualche secondo dopo dalle immagini trasmesse sul maxischermo del Weserstadion, ma ormai era tardi per tornare indietro e cambiare decisione.


Di qui la proposta di servirsi della tecnologia per dirimere le questioni più delicate sul terreno di gioco, per la felicità di chi da anni si batte per avere un calcio meno “umano”, ma con il minor numero di errori possibile. Ma servirebbe veramente?

Andiamo ad analizzare l’episodio che più ha fatto discutere in questo campionato, quello cioè del rigore assegnato al Napoli, per un presunto fallo subito da Zalayeta nella gara contro la Juventus. Guardando le immagini a velocità normale, chiunque avrebbe giurato sul tuffo dell’attaccante e sull’abbaglio preso da Bergonzi nel concedere il penalty. La prova televisiva aveva portato alla squalifica del giocatore, salvo poi la presentazione, da parte del club partenopeo, di immagini riprese da altra angolazione, che avrebbero dimostrato la spinta di Legrottaglie.

Prova e controprova, squalifica ed annullamento della squalifica: tre giorni di discussione nel tribunale sportivo, per giungere a due conclusioni completamente opposte. Eppure le immagini le abbiamo tutti davanti agli occhi e sappiamo in coscienza che quel rigore era inventato.

Ecco, ora provate ad immaginare cosa sarebbe successo con la moviola in campo. I giocatori della Juve avrebbero di certo richiesto la visione delle immagini da parte dell’arbitro, che sarebbe tornato sui suoi passi, ammonendo Zalayeta per simulazione. Poi a bocce ferme sarebbero spuntate le riprese da altra angolazione. Si sarebbe ripetuta la partita?

Questo è solo un esempio di cosa potrebbe accadere se il calcio venisse messo nelle “mani” delle telecamere e stiamo parlando di un episodio piuttosto chiaro. Immaginate che cosa potrebbe succedere in quelle situazioni che tanto fanno discutere nei salotti televisivi, quando, guardando da 300 angolazioni diverse la stessa azione, non si riesce a capire se era rigore o meno, fuorigioco o posizione regolare, gol o non gol.

Insomma, la moviola aiuterebbe davvero o basterebbe semplicemente avere degli arbitri più attenti?

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