Di pochissimo ma ce l’ha fatta. Alessandro Del Piero ha vinto il concorso del calciatore esemplare dell’anno, il premio denominato “Lo Sportivo dell’anno Golden Award 2010” ed organizzato da Agorà97
Dall’inizio del campionato nella top 11 si sono avvicendati calciatori di tutte le squadre, ma c’è sempre una costante: non mancano mai i calciatori della Lazio. Non solo. Infatti in giornate come questa si viene a scoprire che gli uomini di Reja sono anche i migliori tra tutti, a coronamento di un periodo di forma davvero eccezionale.
I due calciatori con il punteggio più alto oggi, e tra i migliori del Fantacalcio dall’inizio della stagione, vestono la maglia biancoceleste, ma cominciamo la nostra top 11 come al solito dalla porta, dove troviamo, ancora una volta, il portiere attualmente più in palla della serie A, Viviano. Con l’ennesimo rigore parato il bolognese raggiunge quota 10 ed entra di diritto tra i migliori di giornata.
Dopo la vittoria (quasi) scaccia-crisi nell’ultimo turno di campionato, la Fiorentina era chiamata all’esame-Empoli nel debutto di Coppa Italia. Un derby tutt’altro che agevole per i viola, contro una squadra che si sta ben comportando nella serie cadetta e che quest’anno non ha ancora conosciuto l’onta della sconfitta.
Mihajlovic nell’occasione ha mescolato abbondantemente le carte, concedendo un turno di riposo a qualche pezzo da novanta, pur convinto della forza della squadra (“Non importa chi gioca: vogliamo arrivare fino in fondo, quindi dobbiamo vincere”). E la Fiorentina versione Coppa Italia ce la mette tutta per sbrigare la pratica in fretta, ma Babacar e Papa Waigo non finalizzano le azioni create ed il primo tempo scivola via nel freddo e nella noia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Stadio Franchi, Firenze: Fiorentina-Empoli1-0 d.t.s. Rete: 118′ Babacar (F)
Dentro o fuori, lo decreta il regolamento. Derby toscano, Fiorentina-Empoli, nel novero delle 15 gare in programma nella due giorni di Tim Cup. Provatelo a dire a Sinisa Mihajlovic, dopo lo sciagurato avvio di campionato, che la “coppetta” vale poco: centellinare gli sforzi (non per altro in attacco ci sono Papa Waigo, Ljaijc e Babacar dal 1′), non certo trascurare l’impegno.
Per gli avversari, invece, il trofeo resta vetrina di lusso da onorare senza dimenticare quanto accadde nel 1999 al Calais, squadra francese che militava nei dilettanti e capace di giocarsi la finale della competizione nazionale (vinse il Nantes con un rigore dubbio). Schieramenti speculari (4-2-3-1), nei primi minuti di gioco le squadre sono accorte ma tentano di imprimere, ciascuna a modo suo, il ritmo meticolosamente studiato nelle fasi di preparazione.
Salernitana e Atletico Roma, si vacilla: nel gruppo A di Lega Pro i campani riescono a mantenere il vertice della classifica (19 punti) ma vengono agganciati dai corregionali del Sorrento. Decisive, in tal senso, la sconfitta dei granata contro il Bassano (2-0) e la concomitante vittoria casalinga dei nuovi leader (1-0 contro la Paganese).
Nel girone B, invece, dopo 10 giornate di vetta solitaria, i capitolini cedono il passo: lo spettacolare 3-3 interno contro il Foggia di Zdenek Zeman (partita anticipata sabato, si è giocato in un Flaminio entusiasta e appagato da tanto gozzovigliare in mezzo al campo) costa la testa della graduatoria. Ne approfitta la Nocerina, corsara in trasferta (0-3 a Terni) grazie a un Catania (doppietta da cineteca) imprendibile. Vero è, tuttavia, che i romani devono recuperare la gara non disputata contro il Lanciano (valevole per il sesto turno), rinviata per indisponibilità del Flaminio.
SORRENTO E LE ALTRE. Sotto il Tevere, si comanda: Prima Divisione A, Sorrento lancia la sfida a Salerno. Tra olezzi di limoni grandi così e l’odore di mare che pare di toccarle or ora – le acque – le due formazioni cittadine sono appaiate al vertice. La rete di Paulinho al 14′ della ripresa vale oro: la quinta vittoria stagionale consente ai sorrentini di staccare il Gubbio e raggiungere quota 19.
Un’altra udienza del processo di Napoli sulla cosiddetta Calciopoli. L’elemento più rilevante uscito oggi è che le difese hanno concentrato il tiro sul modo in cui sono state condotte le indagini.
La Juventus dovrà fare a meno del suo uomo migliore sia nel big match di sabato prossimo contro il Milan che nella gara casalinga contro il Cesena, valevole per la decima giornata di campionato. Milos Krasic, infatti, è stato fermato per due turni in seguito alla simulazione nella gara della scorsa domenica, che è valsa alla Juve la concessione di un calcio di rigore (tra l’altro sbagliato da Iaquinta). A decidere lo stop è stato il giudice sportivo Giampolo Tosel, dopo aver visionato le riprese televisive:
Krasic cadeva malamente in avanti e l’arbitro sanzionava con l’assegnazione di un calcio di rigore l’intervento, ritenuto falloso, del Portanova, che veniva ammonito. In realtà, le immagini televisive documentano, nell’esclusione di ogni ragionevole dubbio, che i due calciatori non vennero in alcun modo a contatto e che l’arbitro fu indotto in errore da un abile ”tuffo” in avanti effettuato dal calciatore bianconero (l’innaturale ”trascinamento” del piede sinistro ne evidenzia ulteriormente l’intento ingannevole).
Il polpo Paul, la piovra diventata famosa in tutto il mondo per aver indovinato otto pronostici su otto negli ultimi mondiali di calcio del Sudafrica non c’è più. Lo ha annunciato l’acquario Sea Life di Oberhausen che ospitava l’animale.
Dopo aver predetto le vittorie della Germania contro Australia, Ghana, Inghilterra, Argentina e Uruguay, le sue sconfitte contro Serbia e Spagna – e il risultato della finale mondiale -, aveva cambiato mestiere.
L’Europeo del 2012 doveva essere assegnato all’Italia, e solo una storia di corruzione ha spostato il tiro verso Polonia ed Ucraina. E’ quanto afferma da tempo Spyros Marangos, dirigente cipriota che sapeva per certo, fino al giorno prima, che l’assegnazione della rassegna calcistica sarebbe andata al nostro Paese.
Un fatto che Marangos conosce da due anni, e che ha tentato di denunciare in tutti i modi contattando l’Uefa, la Federazione italiana ed il reparto disciplinare di quella cipriota, ma nessuno gli ha mai risposto, o se gli rispondevano poi decidevano di non incontrarlo. Per questo il dirigente ha deciso di rivolgersi ai giornali ed è scoppiata la bomba.
La rivista France Football ha reso noti i nomi dei 23 candidati al Pallone d’Oro Fifa, la prima edizione del premio per il miglior calciatore dell’anno solare. Il 2010 infatti, per la prima volta, non vedrà i soliti due premi, e cioè il Pallone d’Oro ed il Fifa World Player, diventati ormai un doppione l’uno dell’altro, e così saranno fusi in uno unico.
Come era facile attendersi, l’Italia subisce ancora una volta l’umiliazione di non vedere nemmeno uno dei suoi calciatori in lizza (non ci sono nemmeno francesi però), ma non mancano i calciatori che giocano in serie A. Ovviamente premiata l’Inter campione d’Europa, anche se mancano nomi importanti come quelli di Milito, che con i suoi gol è stato determinante nella scorsa stagione, ma è apparso sottotono sia al Mondiale che in questo avvio di campionato, Lucio e Zanetti, mentre non potevano mancare i rappresentanti della nazionale campione del mondo della Spagna che vanta ben 7 candidati, tra cui però non compare Fernando Torres, che ha passato gli ultimi 6 mesi a combattere con uno stato di forma precario.
Campionato e coppe parlano due lingue diverse. E così accade che se in Italia squadre come Napoli e Palermo vanno alla grande in campionato ma stentano nelle coppe, in Germania i club che in coppa stanno facendo sfracelli (vedi Bayern Monaco, Schalke e Stoccarda), sembrano l’ombra di sé stessi in Bundesliga.
E così ad approfittarne è una squadra che le coppe non le gioca. Si tratta del neopromosso Mainz chiamato alla prova del nove contro uno dei club più forti del campionato tedesco, il Bayer Leverkusen. La supersfida alla Bayarena finisce con l’incredibile vittoria del Mainz che con la rete della sua stella, l’austriaco Ivanschitz, ottiene i tre punti più difficili del suo campionato che gli permettono di rimanere al primo posto.
Il prossimo giovedì 28 ottobre all’Ippodromo del Trotto di Milano verrà eletto il “calciatore esemplare”, per la prima edizione di un premio organizzato da Agorà97 e il Gruppo Sportivo I
Mister Mazzarri aveva provato a mettere in guardia i suoi, affermando che le grandi squadre non sbagliano mai due gare di seguito. E così è stato, perché il Milan aveva una gran voglia di riscatto dopo il ko in Champions League contro il Real Madrid e questa sera contro il Napoli ha lottato per portare a casa la posta piena, utile per non perdere troppo terreno dalla capolista Lazio.
Nella terra del sole e del mare si è scatenato Giove Pluvio e la gara ne ha risentito non poco, specie nei primi minuti di gioco, quando il pallone scivolava via troppo facilmente sul pantano del San Paolo. L’unico sussulto arriva così da uno scontro violento tra Antonini e Maggio, che costringerà il rossonero all’uscita anticipata dal campo (più tardi uscirà anche l’azzurro per le conseguenze della botta).
Posticipo dell’ottava giornata di serie A.
Stadio San Paolo, Napoli. Napoli-Milan 1-2 Reti: 22′ pt Robinho (M), 27′ st Ibrahimovic (M), 33′ st Lavezzi (N)
Non sono piaciute, nel complesso, le due retroguardie: quando Napoli e Milan hanno provato l’affondo si sono trovate molto spesso nella condizione di infierire. La prima frazione si è chiusa con un solo gol segnalato su tabellone luminoso (il vantaggio rossonero, bravo Robinho a finalizzare un’azione impostata dallo stesso brasiliano e a cui Oddo ha saputo dar seguito in maniera congeniale) ma le reti da raccontare potevano anche essere di più. Davanti ad Abbiati e De Sanctis, infatti, si è percepita parecchia confusione, i difensori di fascia si son fatti saltare a oltranza e i tentativi di arginare le finalizzazioni degli attaccanti sono sembrati, in molti casi, approssimativi.
Lavezzi, Cavani e Hamsik nelle file locali; Ibrahimovic con Pato e Robinho tra gli ospiti. Ovvero, sei calciatori in grado, da soli, di fare la differenza: i 50 mila del San Paolo hanno assistito a un incontro che è decollato piano, ma è decollato. Piacevolissima la seconda parte del primo tempo, mentre nella prima si appunta uno scontro di gioco fortuito (10′) tra Antonini e Maggio. Il rossonero è quello che ha la peggio seduta stante, esce in barella per fare posto a Oddo. Il partenopeo prosegue per altri 14′ ma allo scoccare del 24′, quando i giramenti di testa si acuiscono, è anch’egli costreto al forfait. Dentro Yebda.
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