Prandelli non abbandona Cassano

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Un concentrato di classe pura, forse non sempre continuo come ci si aspetterebbe, ma comunque in grado di infiammare le platee e di strappare applausi a scena aperta ad ogni tocco di palla. Questo è Antonio Cassano, il fenomeno di Bari Vecchia, il campione che impersona il sogno di milioni di ragazzini cresciuti per strada con la palla tra i piedi. Genio sì, ma anche tanta, troppa sregolatezza, come quando spezzava una bandierina a calci dopo una rete segnata o come quando si esibiva nel “pezzo migliore” delle sue cassanate, minacciando l’arbitro che lo aveva appena espulso. Anche questo è Antonio Cassano, che proprio per le sue intemperanze è stato spesso privato della gioia di giocare in nazionale.

Trapattoni gli regalò la soddisfazione dell’esordio, Lippi non lo inserì nella lista della spedizione campione del mondo in Germania, Donadoni si vide costretto a convocarlo per l’Europeo del 2008, ma quando Lippi riprese il comando, Cassano dovette accontentarsi di guardare l’Italia in tv. Poi arrivò Prandelli e per Fantantonio si aprirono nuovamente le porte della nazionale, fino a quando non ne combinò un’altra delle sue.

Moggi ritorna: nel Palermo?

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Cosa farà Moggi allo scadere dei cinque anni di squalifica, il 25 luglio 2011? Sull’argomento bisogna usare per forza il condizionale, perché il 28 marzo 2010 la FIGC ha dichiarato che Moggi è stato radiato, mentre l’ex-direttore generale della Juventus ha sempre replicato che non gli è mai arrivata alcuna comunicazione al riguardo.

Big Luciano vorrebbe rientrare nel mondo del calcio dalla porta principale, per cui difficilmente finirà alla Juventus perché potrebbe svolgervi solo un ruolo come consulente. Oggi è filtrata un’ipotesi interessante – e più realistica dopo l’addio di Sabatini -: Moggi potrebbe finire a Palermo.

Moratti il giorno dopo il derby

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Ieri sera è andato in onda il Moratti furioso. Dopo la bruciante sconfitta nel derby, con il viso terreo dichiarava:

E’ stato un brutto derby, molto brutto e noi abbiamo partecipato alla bruttura. Non mi è piaciuto nulla, né l’approccio né quello che c’è stato dopo. L’espulsione di Gattuso ci poteva anche stare, ma non è che devi vincere le partite perché gli altri rimangono uno in meno. Non abbiamo proprio giocato. Così non basta, è difficile andare avanti: anzi, così non si va da nessuna parte.

L’ultima frase, il “così non si va da nessuna parte” è stata utilizzata oggi per ipotizzare un cambio in corsa di Benitez se le cose nelle prossime settimane non fossero andate bene. Si facevano già i nomi di Spalletti o Leonardo per il futuro prossimo. E così oggi il presidente dell’Inter ha aggiustato il tiro – anche perché deve aver iniziato a metabolizzare la sconfitta nel derby.

Liga: Real salvo a 10′ dal termine, Messi doppietta con super-gol

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Game Over, la Liga torna ad essere una questione tra Real e Barcellona. Ci eravamo illusi che almeno il Villareal potesse resistere, ed in effetti il Sottomarino Giallo almeno per un tempo ce la fa, ma poi sale in cattedra Messi e non ce n’è per nessuno.

Eppure entrambe le big della Liga se la sono vista davvero brutta in questa giornata. I blaugrana contro il Villareal vanno in vantaggio con Villa, ma si fanno raggiungere da Nilmar. La ripresa però registra un Messi straordinario che mette a segno un gol capolavoro scambiando per 3 volte sempre di prima con Pedro prima di superare il portiere con un cucchiaio di destro (non il suo piede). Ancora della Pulce il terzo gol che chiude la gara.

Arbitraggi 12^ giornata: due gol irregolari all’Udinese, molti dubbi per il rigore su Mexes

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Dopo i disastri delle scorse partite, gli arbitri italiani riescono a spuntare una sufficienza piena in questa giornata. In alcune partite sono davvero eccellenti, in altre cadono sempre negli stessi errori. La gara che ha fatto, e probabilmente farà discutere ancora a lungo, è come sempre Juventus-Roma. Rizzoli la dirige abbastanza bene, ma ci sono due episodi nell’area bianconera da valutare attentamente.

Il primo, in ordine di tempo, è un calcio di rigore mancante alla Roma. Mexes entra in area, finta il tiro e Chiellini si lancia per ribatterlo. L’intenzione non è di toccare l’avversario ma di respingere l’eventuale tiro. Il problema è che involontariamente il difensore bianconero tocca quello romanista. Mexes poi, come spesso accade, accentua la caduta come se gli avessero sparato, e questo forse porta l’arbitro a pensare ad una simulazione o ad un contrasto accentuato, ma fischiare il rigore non sarebbe stato sbagliato.

Lo Zenit di Spalletti è campione di Russia

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Dopo un primo periodo di alti e bassi Spalletti ce l’ha fatta, è riuscito a portare lo Zenit Sanpietroburgo a vincere il campionato russo. Si tratta del terzo titolo nazionale per la piccola squadra che fino a pochi anni fa era una perfetta sconosciuta, dopo gli scudetti del 1984 e del 2007.

Spalletti è arrivato alla conquista del suo primo campionato con due giornate di anticipo grazie alla presenza di un altro italiano da lui fortemente voluto, l’ex fantasista del Torino Alessandro Rosina, il quale non ha segnato nella partita-scudetto, ma ha pesato molto nell’economia del campionato.

Inter-Milan 0-1: fotogallery

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L’Inter non c’è, Ibrahimovic sì e non ha problemi a far valere la legge dell’ex, quando al quinto minuto del primo tempo va sul dischetto per battere il rigore causato dall’ex compagno di spogliatoio Marco Materazzi. Milan in vantaggio quando le marcature non sono ancora assestate, quando i muscoli non sono caldi abbastanza, quando sugli spalti i ritardatari non hanno ancora trovato posto. Milan in vantaggio proprio grazie all’ex idolo della tifoseria nerazzurra, arrivato a San Siro da ex e da “ospite”.

Benitez vedeva nella stracittadina la gara della svolta, ma svolta non c’è stata, non stasera almeno e non in positivo. Al di là del calcio di rigore subito nei primi minuti, l’Inter non ha saputo proporre un gioco valido, dimostrandosi ancora una volta la brutta copia dello squadrone che fino a qualche mese fa, conquistava l’Italia e l’Europa.

Serie A 12a giornata: Inter – Milan 0-1

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Posticipo della dodicesima giornata di serie A.
Stadio Giuseppe Meazza di San Siro, Milano:
Inter-Milan 0-1
Rete: 5′ pt rig. Ibrahimovic (M)

Meazza tutto esaurito, colpo d’occhio a misura di click: curva nord e curva sud si lasciano immortalare nella stesura delle coreografie pensate per il match. I milanisti optano per una una gigantografia corredata dallo striscione che recita “Una strada infinita che dura da una vita“. Interisti in replica con l’ovvio riferimento al triplete dello scorso anno, la scritta recita “Un, due tre, il triplete vie per te“.

In tribuna – tra gli innumerevoli vip – Mario Balotelli e Usain Bolt: per l’ex Zlatan Ibrahimovic è inondazione di fischi fin dalle prime battute. Benitez sceglie la prudenza: Snejider dietro alla coppia formata da Milito ed Eto’o, il rombo in mediana con l’inserimento di Obi dal 1′. Materazzi titolare nella sfida che sente di più: gli tocca marcare Ibra. Allegri replica affiancando allo svedese Robinho, Ronaldinho in panchina; i quattro di centrocampo sono Seedorf, Flamini, Gattuso e Ambrosini; retroguardia affidata a Thiago Silva e Nesta.

Italia-Romania: Balotelli sì, Cassano no

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C’era grande attesa per le convocazioni di Cesare Prandelli in vista dell’amichevole della nazionale italiana contro la Romania, prevista per il prossimo mercoledì in quel di Klagenfurt in Austria. In particolare ci si chiedeva se il tecnico avrebbe fatto valere la regola secondo la quale un giocatore messo fuori rosa nella squadra di club non può essere chiamato a difendere i colori della propria bandiera.

Ebbene, nessuna novità rispetto alle previsioni, visto che Prandelli ha seguito alla lettera il regolamento interno, lasciando fuori Antonio Cassano, che pure aveva fatto il proprio dovere nelle prime gare di qualificazione ad Euro 2012. In compenso, l’ex allenatore della Fiorentina si è sbizzarrito non poco in fatto di novità, portando in ritiro ben quattro volti nuovi, Balzaretti, Diamanti, Ranocchia e l’oriundo Ledesma.

Serie A 12a giornata: fotogallery

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In attesa del ricco posticipo di questa sera, è andata in scena non senza sorprese la dodicesima giornata della Serie A. Non è più una sorpresa l’Udinese di Guidolin, che dopo un avvio stentato sta finalmente dimostrando sul campo i propri valori. Un Di Natale in giornata di grazia ha trascinato i suoi alla vittoria contro il Lecce, siglando tre dei quattro gol (l’altro è di Floro Flores) che consentono ai bianconeri di raggiungere quota 17 in classifica.

Stesso punteggio per il Palermo, che si assicura il derby di Sicilia contro il Catania, grazie soprattutto alla tripletta di Pastore, sempre più determinanante nel gioco dettato da Delio Rossi. A 17 punti anche il Genoa, alla seconda vittoria consecutiva dell’era Ballardini. A farne le spese è il Cagliari che si arrende ad una rete di Ranocchia, quando mancano ormai pochi minuti al triplice fischio finale.

Serie A 12a giornata: Pastore a Palermo, Di Natale a Udine. E’ standing ovation

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Fiorentina-Cesena 1-0
Juventus-Roma 1-1
Lazio-Napoli 2-0
Bari-Parma 0-1:
32′ pt Candreva (P)
Bologna-Brescia 1-0: 13′ st Di Vaio (B)
Cagliari-Genoa 0-1: 38′ st Ranocchia (G)
Palermo-Catania 3-1: 33′ pt, 2′ st e 40′ st Pastore (P); 1′ st Terlizzi (C)
Sampdoria-Chievo 0-0
Udinese-Lecce 4-0: 11′, 24′ e 40′ pt Di Natale (U); 10′ st Floro Flores (U)
Inter-Milan ore 20.45

Lazio-Napoli 2-0: fotogallery

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In attesa del ricco posticipo della dodicesima giornata (il derby milanese), la Lazio batte il Napoli e si riprende la testa della classifica. Gli uomini di Reja erano chiamati a riscattare le due sconfitte consecutive, l’una dolorosissima nel derby con la Roma, l’altra inattesa, arrivata solo all’ultimo secondo del turno infrasettimanale contro il Cesena.

Ultimo secondo benedetto invece dal Napoli, che contro il Cagliari aveva colto tre punti preziosi proprio in cona Cesarini (anche oltre, a dire il vero), risalendo in classifica fino a raggiungere i piani alti. Nell’anticipo dell’ora di pranzo della dodicesima giornata ci si aspettava dunque una gara viva tra due formazioni che potevano giocarsela alla pari nella ricerca dei tre punti.

Serie A 12a giornata: Lazio – Napoli 2-0

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Anticipo della dodicesima giornata di serie A.
Stadio Olimpico, Roma:
Lazio-Napoli 2-0
Reti: 15′ pt Zarate (L), 16′ st Floccari (L)

Napoli formato trasferta, dice il calendario e ribadisce la tenuta blu scuro degli uomini di Mazzarri; Lazio vogliosa di tornare al successo interno dopo l’amaro epilogo del derby di sette giorni fa. Nel 4-2-3-1 scelto da Reja trovano spazio Zarate, Hernanes e Mauri alle spalle di Floccari. Partenopei schierati nel 3-4-2-1 tradizionale: Hamsik e Lavezzi il supporto garantito all’unica punta Cavani. Sotto il sole di Roma, l’ex Reja è chiamato a invertire il trend delle ultime giornate (due sconfitte di fila) mentre il club di De Laurentiis vuole confermarsi forza in grado di competere per le prime posizioni.

A conti fatti, all’Olimpico va in scena l’ennesimo big match di giornata. Biancocelesti pimpanti dall’inizio: fanno la partita e cercano di vanificare le iniziative ospiti con fraseggi lineari che non sfociano in palle gol per l’ottima tenuta di Cannavaro e compagni. Napoli sul velluto all’8′, quando Lavezzi lanciato al limite si gira e conclude di destro. Muslera blocca. Hernanes stenta, Mauri trascina: al 15′ Lazio in vantaggio grazie a Zarate che raccoglie l’invito del proprio capitano e conclude alle spalle di De Sanctis con un diagonale che non lascia scampo all’estremo partenopeo.