Lite Cassano – Garrone: addio pace, si passa alle carte bollate

di Marco Mancini Commenta

Foto: AP/LaPresse

Ormai il divorzio è ufficiale, e si passa nelle mani degli avvocati. Ad Antonio Cassano non è andata giù la battuta del presidente Garrone sulla “cassanite“, ed ha capito che non ci sono più le condizioni per fare pace. E allora, da bravo attaccante, riparte in contropiede.

La storia tra Cassano e la Sampdoria si può dire ufficialmente finita. Secondo il calciatore il litigio è stato solo un pretesto per mandarlo via, in quanto il suo contratto pesava troppo nel bilancio societario e secondo lui non andava alla famiglia Garrone di spendere così tanto per un solo calciatore. Non solo. Secondo la memoria difensiva dei suoi avvocati, questa versione viene confermata dal fatto che per due volte, una orale ed una via email, il presidente aveva accettato le scuse del calciatore, per poi ritrattare dopo poche ore.

Secondo Cassano infatti Garrone aveva accettato le sue scuse già quel fatidico giorno negli spogliatoi, e poi la dirigenza della Samp aveva confermato la pace fatta via mail, prima di rimangiarsi tutto. Inoltre, secondo Cassano, gli insulti sarebbero stati reciproci, e dunque, visto che la sua immagine è stata lesa ed ora si ritroverà senza stipendio per oltre due mesi, sempre che a gennaio passi ad un’altra squadra, i suoi avvocati hanno chiesto un milione di euro per il risarcimento danni. Intanto le big stanno a guardare.

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