I buoni rapporti tra le società dell’Inter e del Genoa hanno fatto sì, ancora una volta, che le trattative che con le altre squadre sembravano chiuse, potessero mantenere almeno uno
Lo sciopero dei controllori di volo in Spagna ha rischiato di far saltare la partita tra Osasuna e Barcellona. Quando ormai si stava per decidere il rinvio (i blaugrana sarebbero potuti essere penalizzati), la squadra di Guardiola è arrivata a Pamplona, e sarebbe stato meglio per i padroni di casa che non fosse stato così.
Il solito super-Messi, attualmente il calciatore più forte del mondo, decide la gara, aprendola con un assist perfetto per Pedro, e chiudendola con una doppietta. Gli avversari non sono pervenuti. Molto più complicata la partita del Real Madrid contro un Valencia che ha venduto cara la pelle. Come sempre ci deve pensare Cristiano Ronaldo a tirar fuori dai guai una squadra che sulla carta è sensazionale, ma nella realtà è fortemente dipendente dall’asso portoghese.
Fare di tutta l’erba un fascio è sempre sbagliato, ma visti i gravissimi errori di questa giornata di campionato non si può di certo dire che la classe arbitrale italiana sia di livello eccellente.
Nelle 9 partite giocate tra sabato e domenica, a parte la solita gestione dei cartellini che ancora non ha trovato una soluzione, ci sono da registrare tre gare condizionate pesantemente da errori che, se gli arbitri fossero stati più attenti, sarebbero potute finire in modo diverso.
Il Mondiale per club, chiamato anche coppa del mondo per club, è un torneo relativamente nuovo, nato nel 2005, il quale sostituisce il più antico trofeo della coppa Intercontinentale che per un certo periodo si è chiamato Toyota Cup. A differenza della vecchia coppa finita in soffitta, che faceva affrontare la squadra vincitrice della Champions League con la vincitrice della Copa Libertadores, il Mondiale per club dà l’opportunità di eleggere squadra più forte del mondo anche un club che non sia europeo o sudamericano.
Al Mondiale per club infatti partecipano 7 squadre: due asiatiche (la squadra che ha vinto l’equivalente della Champions League del Continente asiatico, AFC, e la squadra campione del Paese che ospita la manifestazione), e le squadre vincitrici dei trofei continentali dell’Europa, Sud e Nord America, Oceania e Africa.
L’impresa della Juventus era ardua: battere il Catania sul proprio terreno di gioco – cosa che non è riuscita a nessuno nell’ultimo anno – e mantenere la terza posizione in classifica, in attesa del posticipo di domani sera, che vedrà di fronte Napoli e Palermo. Alla fine dei 90 minuti la Vecchia Signora può brindare ai tre punti guadagnati ed ora si inserisce prepotentemente nel gruppetto di testa, consapevole più che mai del proprio potenziale.
Ad aprire le marcature è Simone Pepe, alla seconda rete consecutiva dopo quella che ha regalato il pareggio alla Juventus nella sfida contro la Fiorentina. Ma il Catania non ci sta e dopo un paio di minuto perviene al pareggio con un tiro sporco di Morimoto, sul quale Storari nulla può.
La doppietta “e mezzo” di Quagliarella chiude una domenica che regala tante reti per la quindicesima giornata di serie A. Mancano ancora quelle che sicuramente domani si segneranno in Napoli-Palermo, e così dopo le 11 segnate ieri, ecco quelle delle sei partite di oggi.
Reti molto importanti, come quelle del Bologna che servono a tenere lontane le paure legate alla penalizzazione in classifica, le due di Crespo, che nonostante l’età continua a segnare come se fosse un ragazzino, o quella di Mutu, che dopo i guai con la commissione antidoping (e non solo con quella) torna a segnare e a far sorridere chi gli ha dato fiducia. A voi le reti e le azioni migliori della quindicesima giornata.
Posticipo della quindicesima giornata di serie A.
Stadio Massimino, Catania: Catania-Juventus 1-3
Reti: 35′ pt Pepe (J), 37′ pt Morimoto (C), 44′ pt e 13′ st Quagliarella (J)
Obiettivo Juventus: raccogliere la sfida lanciata da Milan e Lazio, che hanno vinto le rispettive gare e consolidato le prime posizioni in classifica, e riaffermarsi quale terza forza della massima serie. Vincere a Catania avrebbe rappresentato, per il gruppo guidato da Del Neri, l’ennesima conferma di una stagione che, a prescindere dell’eliminazione in Europa (presa sottogamba, dai bianconeri, l’Europa League), rischia per davvero di regalare enormi soddisfazioni in A: non era facile, anche perchè le mura amiche della squdra etnea sono una fortezza difficilmente valicabile ma i torinesi sono riusciti a prevalere sfruttando al meglio le palle gol costruite e controllando il risultato nei momenti di maggiore lucidità degli avversari.
Finisce 3-1 dopo una prima parte di gara (i trenta minuti iniziali) poco interessante e giocata prevalentemente a centrocampo. Il qualcosa in più dei bianconeri, tuttavia, è venuto fuori con il passare dei minuti, quando gli attaccanti sono riusciti a prendere le misure alla retroguardia rossazzurra e i centrocampisti hanno mostrato di poter modificare le sorti del match con una giocata di qualità.
Classifica immutata nelle posizioni di testa, in attesa di Juventus, Napoli e Palermo, impegnate tra questa sera e domani. L’unica a fare un bel salto in avanti è la Sampdoria, che – battendo in casa un Bari sempre più in crisi – sale a quota 23 e si porta a ridosso della zona Uefa. Di Pazzini su calcio di rigore la rete che apre le danze al quarto d’ora della ripresa, mentre Guberti firma una doppietta a cavallo tra il 56′ ed il 61′ minuto, dopo che i galletti erano rimasti in inferiorità numerica per l’espulsione di Rossi.
Giornata di festa anche per l’altra sponda della città della Lanterna, visto che il Genoa è andato a conquistare i tre punti in quel di Lecce. Ofere aveva illuso i salentini sul finire del primo tempo, ma Luca Toni firmava il pareggio al minuto numero 55, mentre otto minuti più tardi era Ranocchia a siglare la rete del vantaggio, prima dell’1-3 finale messo a segno da Marco Rossi.
Lazio-Inter 3-1 Chievo-Roma 2-2 Milan-Brescia 3-0 Parma-Udinese 2-1: 24′ pt rig. e 10′ st Crespo (P), 35′ st Di Natale Cesena-Bologna 0-2: 31′ pt Di Vaio (B), 42′ st Britos (B) Fiorentina-Cagliari 1-0: 7′ st Mutu (F) Lecce-Genoa 1-3: 47′ pt Ofere (L), 10′ st Toni (G), 31′ st Ranocchia (G), 49′ st Rossi (G) Sampdoria-Bari 3-0: 17′ rig. Pazzini (S), 11′ st e 17′ st Guberti (S) Catania-Juventus ore 20.45 Napoli-Palermo lunedì 6 dicembre ore 20.45
Posticipo della diciottesima giornata di serie B.
Stadio Olimpico, Torino. Torino-Siena 1-1
Rete: 13′ De Vezze (T), 41′ st Brienza (S)
Gara di cartello della 18a giornata di cadetteria e penultimo incontro del turno frammentato in due giorni (alle 18 si chiude con Vicenza-Frosinone). Per i granata è occasione da non fallire per avvicinarsi alle primissime della graduatoria (tra il Toro, 27 punti, e il Novara primo in classifica c’è una distanza di 13 lunghezze) mentre il Siena è chiamato a replicare alla vittoria in trasferta dell’Atalanta che ha temporaneamente scavalcato i toscani al secondo posto.
Bella cornice di pubblico all’Olimpico, mister Lerda opta per Sgrigna unica punta e gli mette a supporto il trittico composto da Iunco, Belingheri e Lazarevic. Dal canto suo, Conte risponde con un azzardo: fuori Mastronunzio, attacco affidato a Calaiò e Brienza con Reginaldo e Troianiello pronti a fare la spola tra centrocampo e attacco.
Dopo la sconfitta arriva anche la beffa. Come se non bastasse quella casella zero delle reti segnate e le tante traverse colpite nelle ultime partite, stavolta Wesley Sneijder va a sbattere contro un palo molto più duro. Secondo le anticipazioni che arrivano dalla Francia pare che il calciatore che fino a luglio sembrava sicuro vincitore del Pallone d’Oro Fifa non arriverà nemmeno tra i primi tre.
Il podio ufficiale si conoscerà solo domani, mentre l’assegnazione del trofeo avverrà il prossimo 10 gennaio, ma fatto sta che i primi tre posti andranno tutti al Barcellona, e se li contenderanno Xavi, Iniesta e Messi. Se effettivamente va preso in considerazione tutto l’anno, come Sneijder chiedeva pochi giorni fa, l’olandese non deve stare sereno, visto che ha fatto 7 mesi alla grande e 5 disastrosi. I calciatori del Barça invece hanno avuto soltanto lievi cali, ma hanno mantenuto sempre prestazioni di livello eccellente.
Moratti si è definito “serenamente arrabbiato” dopo la sconfitta contro la Lazio. Perdere una partita ci sta, viste anche le tante assenze, ed il fatto che si affrontava una delle
Il calcio si basa sul goal. Il goal, o rete, è l’unico mezzo che una squadra ha per segnare un punto a proprio favore, ed è per questo disciplinato dal regolamento in maniera molto precisa.
Per essere definito goal, un pallone deve avere oltrepassato interamente la linea di porta, cioè la linea delimitata dai due pali e dalla traversa. Se il pallone la supera in gran parte ma non completamente, non si considera goal. Lo stesso metro di giudizio si usa quando si deve considerare un pallone uscito dal terreno di gioco. Dunque se il pallone tocca la linea di porta senza oltrepassarla completamente non si può considerare goal.
Cissè si avvicina alla panchina e comincia a toccare la mano dei compagni: l’AlbinoLeffe è in vantaggio ai danni di un Empoli svogliato e incapace di tenere a bada un ragazzotto che va. E va. E va. Sguscia tra le maglie avversarie e beve un metro di campo alla volta: retroguardia ospite in bambola, Mondonico gongola. Ipoteticamente in grado di spostarci di qua e di là con la forza del pensiero, saremmo poi andati ad Ascoli: perchè Cristiano, fatto gol, si inginocchia e fa vedere di aver preso la mira, quella che qualche istante prima gli ha permesso di fare piccolo così l’estremo avversario. Marchigiani in ammucchiata uno sull’altro. che sia l’inizio di un percorso più lineare di quanto accaduto finora è un auspicio troppo bello per lasciare che vada disatteso. Poi, di città in città, un riparo a Cittadella vale la pena d’essere individuato. Smantellata mezza squadra che lo scorso anno aveva compiuto un mezzo miracolo, i veneti si sono in ogni caso ricompattati intorno a volti nuovi ed elementi più esperti e stanno insegnando che anche nelle piccole realtà si può pensare in grande.
Foto: AP/LaPresse
Più di uno scatto al Grosseto, please: poche altre volte, nel corso della stagione, bello come contro il Modena; le aggettivazioni virtuose, stavolta, si sprecano. Vero che i canarini hanno dimenticato di scendere in campo nella ripresa ma buona parte del merito va a Greco e compagnia: tre azioni corali, tre reti. Scatto o non scatto, al Picchi? I labronici, mi vedessero con una macchina fotografica in mano, chiederebbero venia: bruttini, scompigliati, parecchio in disordine. Ma a non immortalare si farebbe un torto grande così al Pescara che, per la verità, torna in Abruzzo avendo raccolto meno di quanto meritato. Novara, invece, gioisce: sugli spalti, in campo, tra i seggiolini di una panchina che riesce a partecipare con enorme trasporto a quanto prodotto dagli undici titolari. La corsa verso la serie A passa anche attraverso una serenità collettiva che non può venir meno (anzi, nel caso specifico, cresce a dismisura).
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