Quaranta punti messi in cascina, quota-salvezza raggiunta e controsorpasso sulla Roma (in attesa della gara di domani). La Lazio non può che esultare al termine del primo posticipo della ventiduesima giornata di campionato, anche se la gara contro la Fiorentina non ha offerto grandi emozioni agli infreddoliti spettatori dell’Olimpico. Edy Reja però è soddisfatto ed sprona i biancazzurri a far meglio per concludere la stagione al meglio, nella speranza di conquistare un posto in Europa:
Oggi abbiamo 40 punti, siamo salvi e di conseguenza quello che viene sarà in più. Lotteremo per l’Europa League, questo è il nostro obiettivo. Se lo centreremo avremo fatto un grande campionato.
Anticipo della ventiduesima giornata di serie A.
Stadio Olimpico, Roma: Lazio-Fiorentina 2-0
Reti: 24’ st rig. E 28’ st Kozac (L)
Il quarto posto con sorpasso dei cugini giallorossi, in casa lazio, brucia un po’: non solo per l’evidente rivalità tra dirimpettai ma anche perché, con la ripresa della massima serie dopo la pausa natalizia, le Aquile hanno di fatto dilapidato parecchi punti e perso buona parte del vantaggio conquistato a margine di una prima parte di stagione da applausi. Risalire la china di un quarto posto dignitoso ma amaro per aver guidato per più giornate la graduatoria: lo stimolo in casa biancoceleste non manca né – ovviamente – può venire meno a una Fiorentina che resta in un periodo non brillante e continua a far notare una carenza manovra preoccupante. Se non altro perché Prandelli aveva abituati a ben altro.
Reduci entrambe, le due squadre, da una giornata poco positiva: netto il ko dei locali in terra bolognese (con tanto di rissa finale pagata cara da Zarate: tre turni di squalifica), scialbo pari interno per i Viola contro un Lecce che ha meglio figurato. Croniche, in casa gigliata, le assenze di Vargas, Natali, Jovetic, Frey e Mutu. Sinisa Mihajlovic tiene fuori D’Agostino per lanciare Donadel; Santana e Montolivo al centro della mediana, il trio Cerci-Gilardino-Ljajic ha il compito di sfondare. Reja, invece, decide di ripartire senza Hernanes: pronto il 4-4-2 con Gonzalez, Mauri, Brocchi e Ledesma in mezzo. In attacco, Floccari e Kozac.
A Barcellona, i laterali difensivi non hanno mai fatto parlare tanto di sé. Tra i molti rifiuti del brasiliano Dani Alves di prolungare il suo contratto e i negoziati che riguardano Eric Abidal, il Barça è molto occupato con i suoi difensori.
Se il caso del laterale francese dovrebbe essere rapidamente risolto, regna l’incertezza sul caso del difensore brasiliano, e questo obbliga i Blaugrana a mostrarsi previdenti.
Izabela Lukomska è un ex-modella, conosciuta soprattutto per essere comparsa sul paginone centrale della rivista Playboy, ed eletta Playmate dell’anno nel 2001 – oltre che per aver messo la sua faccia e il suo corpo in tanti spot televisivi ed essere entrata nel cast di una soap-opera dal titolo “Di cosa hanno paura gli uomini?”.
Una volta abbandonata la carriera di coniglietta e la passerella si è scoperta imprenditrice nel campo delle costruzioni. Una donna non solo molto bella, ma anche capace, perché gli affari sono andati bene, tanto da farle pensare di poter mostrare le sue qualità di imprenditrice anche in altri settori.
Come ripetiamo da settimane, il mercato della Juventus gira intorno ad Amauri. Ma dopo questa giornata di campionato ci dovrà essere un’accelerazione obbligata in quanto Toni non tornerà prima di un mese e Iaquinta proprio ieri, mentre cercava di recuperare dall’infortunio, si è fatto male per l’ennesima volta. E siccome Amauri è l’unico attaccante sano (si fa per dire), ma non segna un gol nemmeno a pagarlo oro, allora ecco che i bianconeri hanno avviato una serie di contatti per provare a sostuirlo in breve tempo.
L’obiettivo è prendere qualcuno che il calcio italiano lo conosca bene e possa essere schierato subito, anche se i nomi che si fanno lasciano un po’ perplessi. Il primo, ed anche il più probabile, è quello di Mauro Zarate, in passato più volte accostato alla Juventus. L’italo-argentino è tecnicamente fortissimo, ma ha diversi problemi caratteriali, e così l’ultima scenata della rissa di domenica scorsa che gli è costata due giornate di squalifica ha fatto decidere definitivamente la società di metterlo sul mercato. E i bianconeri potrebbero approfittare della situazione per prenderlo a basso costo.
Ma cos’è successo a quel Milan sparagnino che prendeva i giocatori solo al saldo? Forse Galliani (o sarebbe meglio dire colui che ci mette i soldi, cioè Berlusconi), si è
Chi l’avrebbe mai detto che i club di Serie A prendessero così a cuore la coppa Italia? I club scesi in campo durante la settimana, in pratica quelli che danno più uomini al Fantacalcio, a parte qualche eccezione hanno schierato la squadra migliore, il che significa che, dovendo fare i conti con gli infortuni, si traduce in una difficoltà immensa a costruire una squadra che possa ottenere buoni risultati durante questa domenica.
Milan e Inter ritornano nella crisi di infortuni, 11 per i nerazzurri (compreso il neo-acquisto Pazzini in dubbio per domenica), 13 per i rossoneri. A questi si aggiungono gli infortunati di lungo corso della Juve, che dalla crisi non è mai uscita, ma anche tantissime squadre che avranno difficoltà a schierare 11 calciatori come la Lazio e il Bologna. Fate molta attenzione dunque agli 11 calciatori che schierate.
Anticipo della ventiquattresima giornata di serie B.
Stadio Carlo Castellani, Empoli: Empoli-Varese 1-1
Reti: 16′ pt Ebagua (V), 16′ st Coralli (E)
Il 16 a referto. Non appartiene a nessuno dei due calciatori che hanno provato a decidere la partita ma è emblema di un frammento temporale, il sedicesimo appunto, che è entrato a referto in un paio di circostanze. Nella prima frazione, quando Ebagua ha regalato al Varese il vantaggio momentaneo; nel secondo tempo, allorchè Coralli ha pensato da solo a ristabilire la parità. Qualunque gara è un esame, vero, e in questa circostanza ciascuna delle due formazioni aveva un motivo particolare per provare a cavare delle risposte dalla sfida imminente.
I toscani, stagnanti a metà classifica, paiono bolle di spumante contenute da un tappo: stanno li da un pezzo e, quando pare essere la volta buona per tentare un salto di qualità accade che la spinta propulsiva sia tale solo sulla carta; i lombardi, di contro, si trovano in uno straordinario momento di forma e condizione psicologica: la graduatoria racconta di una stagione sorprendente che vuole il Varese seriamente candidato per un posto ai play off. Sognare, soprattutto quando ci si accorge che quelle chimere diventano di giorno in giorno più somiglianti al reale, diventa ancora più piacevole, consentendo di scovare energie segrete e nascoste che non si pensava neppure di avere. Prova di maturità per gli ospiti, quindi, e bilancia che certificasse la consistenza effettiva della rosa per i locali. Ne è scaturito un pari che può stare bene a entrambe le squadre: perchè vincere a Empoli non è semplice per nessuno, perchè impattare con questo Varese è di per sè un’impresa.
Un altro di quei colpi che non ti aspetti, considerando che a movimentare il mercato in entrata è uno di quei club in evidente difficoltà economica come il Liverpool. E
Sembrava essere una trattativa come tante altre, un trasferimento come tanti altri, che trovava la soddisfazione di tutte le parti. E invece il trasferimento di Giampaolo Pazzini dalla Sampdoria all’Inter
Storia strana quella di Federico Marchetti, trasformatosi in una sola estate da primo portiere della nazionale ai mondiali sudafricani (complici i guai fisici di Gigi Buffon) a terzo portiere del
Non c’è solo un’altra – l’ennesima – stagione deludente per la Vecchia Signora. In questi giorni John Elkann e Andrea Agnelli stanno discutendo anche del futuro della Juve.
La riunione del Consiglio di Amministrazione del club bianconero avvenuta il giorno 20 gennaio ha avuto un effetto: quello di rendere chiaro a tutti, con il comunicato ufficiale prodotto dopo la riunione, che l’anno in corso è
caratterizzato, come già comunicato, da una perdita significativa.
Dopo la desolante sconfitta contro la Roma, gli alibi sono azzerati. Lo spettro – se non la certezza – di ripetere una stagione fallimentare come quella passata agita i sonni degli juventini. Marotta e Delneri sono con le spalle al muro: andare avanti con l’italo-brasiliano Amauri – che non segna in campionato da un anno -, Iaquinta e Toni – tutti e tre a turno sempre infortunati – è oggettivamente impensabile.
Che la coperta in attacco fosse cortissima lo avevano probabilmente già capito sia Marotta che Delneri. Per questo nel mese di gennaio si erano succeduti tanti – troppi – nomi di attaccanti a cui la Vecchia Signora era interessata. Trattative faticose limitate dalle pochissime risorse disponibili – e segnate dagli scippi prima di Dzeko e poi di Pazzini.
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