Il Qatar ha vinto da poco la gara che porterà l’emirato ad organizzare la Coppa del Mondo 2022. In attesa dell’evento principale, ha iniziato ad allenarsi a questo compito con l’organizzazione della Coppa d’Asia.
La manifestazione si è svolta tra il 7 ed il 29 gennaio, ed è finita con la vittoria del Giappone di Zaccheroni – uno a zero in finale contro l’Australia. Tra i giocatori che si sono messi in mostra, Keisuke Honda – attaccante del CSKA Mosca – ha confermato quanto di buono fatto nella Coppa del mondo 2010, ottenendo anche il titolo di miglior giocatore del torneo.
Guardando la Juventus di quest’anno appare evidente che il problema non è tanto nella fase offensiva, dove manca una prima punta di peso ma le reti realizzate sono state ben 37 finora, terzo attacco migliore del campionato. Il vero problema è la difesa, dato che i bianconeri segnano, ma subiscono sempre un gol in più di quelli che fanno.
In particolare sono le fasce a preoccupare i dirigenti, dato che Motta si è rivelato un flop e Traoré è sempre infortunato, dunque non si può puntare su di lui nel prossimo campionato. Il nome nuovo per la fascia destra è quello di Andreas Beck, difensore dell’Hoffenheim e della nazionale tedesca, che come ruolo è simile a Motta, anche se le prestazioni si spera siano migliori. Ma è sulla fascia sinistra dove le possibilità di sprecano.
E’ stato definito in tanti modi Christian Chivu nella sua carriera. Uno dei tanti soprannomi che gli sono stati affibiati è quello di picchiatore, e dopo quello che ha fatto nell’ultima partita contro il Bari, probabilmente sarà il modo in cui verrà ricordato fino alla fine della carriera ed anche oltre.
Il gesto è ingiustificabile, tanto che nemmeno lui prova a farlo. I fatti: siamo allo scadere dell’ora di gioco sul risultato di 0-0, forse per la frustrazione di una partita non giocata al meglio, o per il fatto che l’Inter ha l’occasionissima di avvicinare il Milan, ma non riesce a segnare contro il fanalino di coda, fatto sta che al romeno saltano i nervi e, sugli sviluppi di un calcio piazzato, a palla lontana, rifila un pugno in faccia a Marco Rossi che era di spalle.
Arbitraggi perfetti in questa giornata non ce ne sono stati, e se è vero che gli errori che avrebbero potuto condizionare una partita non sono tanti, è vero anche che i preparatori degli arbitri dovrebbero tenere un corso d’aggiornamento accelerato per i fischietti italiani che sono diventati improvvisamente troppo buoni. Risultati falsati da errori arbitrali sono “solo” (si fa per dire) due, ma con le espulsioni giuste che ci stavano, molte partite sarebbero potute finire diversamente.
Hanno ragione a protestareMarotta e Delneri, dato che in Palermo-Juventus mancano due rigori netti ai bianconeri. Ora, a prescindere dai tanti falli, specialmente su Krasic, che gli arbitri ormai non fischiano più, vanno registrati il famoso mani di Bovo in area, impossibile da non vedere, che alla fine non peserà più di tanto in quanto nell’azione successiva i bianconeri segneranno la rete del 2-1. Ma a pesare è la trattenuta di Cassani su Matri piuttosto evidente nel recupero del primo tempo. Se fosse stato fischiato il rigore, ora probabilmente non staremmo raccontando l’ennesima sconfitta della Juventus. C’è da dire anche che il Palermo è sempre stato tartassato dagli arbitri quest’anno, quindi per una volta qualche errore a favore ci può stare.
L’Inter fatica più del previsto contro il Bari ultimo in classifica, ma alla fine porta a casa tre punti determinanti nella rincorsa verso la testa della classifica. Leonardo schiera sin dal fischio iniziale il trio delle meraviglie, l’attacco che mezza Europa vorrebbe avere, Eto’o-Pazzini-Milito, nella speranza di sbloccare quanto prima il risultato.
Gara scontata e pioggia di gol? Assolutamente no, perché i padroni di casa chiudono bene gl spazi a centrocampo, tanto che il reparto avanzato non riesce ad avere i giusti rifornimenti, mentre dall’altra parte del campo Okaka ed Almiron danno un senso alla giornata di Julio Cesar.
Posticipo della ventitreesima giornata di serie A.
Stadio San Nicola, Bari: Bari-Inter 0-3
Reti: 25′ st Kharja (I), 49′ st Pazzini (I), 51′ st Sneijder (I)
Nel turno infrasettimanale, in cui il Milan ha subito un intoppo per mano di una Lazio vrtuosa, ci si attendeva che le squadre più accreditate per contendere lo scudetto ai rossoneri ne sapessero approfittare. Invece accade che Napoli e Juventus cadano in trasferta per mano di Chievo e Palermo, la Roma impatti in casa contro un Brescia in condizioni disperate e l’Inter…
L’Inter a Bari per il posticipo che chiude la ventitreesima di serie A: obiettivo conclamato, vincere in casa dell’ultima in classifica e rosicchiare – in vista della sfida da recuperare contro la Fiorentina – un paio di lunghezze ai cugini. Rivedere un Pazzini ai livelli dell’esordio è l’augurio del tifo nerazzurro mentre i Galletti cercano punti preziosi per non abdicare con un quarto di stagione ancora da disputare. La tattica dei due allenatori pare spregiudicata fin da subito: Ventura propone il rombo in mediana con Bentivoglio vertice avanzato a sostegno del tandem offensivo Okaka-Rudolf. Leonard, di contro, rischia subito il tridente composto da eto’o, Milito e Pazzini riferimento centrale. Dal 1’ anche l’altro neoacquisto, l’ex genoano Kharja.
L’ex-juventino Diego si è confidato ai microfoni di Sky Sport, e come si poteva immaginare, non è stato tenero nel commentare il momento della Juventus – e il suo Wolfsburg non se la passa meglio, visto che nella Bundesliga naviga in dodicesima posizione.
Dalla Germania lancia pesanti accuse alla dirigenza bianconera
Il problema non sono i giocatori ma chi sta all’esterno.Ho visto la partita di Palermo e i miei ex compagni non mi sono sembrati mai al massimo della condizione. Ma ci sono tanti buoni giocatori, si tratta di farli rendere al meglio. Chi decide non capisce nulla di calcio.
Foto: AP/LaPresse
Per il calcio italiano potrebbe rappresentare un cambiamento epocale. Per la prima volta potrebbe entrare nel calcio italiano un gruppo straniero. Oggi c’è stato un incontro che ha coinvolto i vertici di Unicredit, l’advisor che si occupa della vendita del club – Rothschild – e Rosella Sensi.
Il fine dell’incontro era evidente bisognava fare – come recita una nota della Italpetroli – un
esame ed una prima valutazione delle cinque offerte pervenute. Dopo un’approfondita comparazione della documentazione ricevuta.
Incredibile, ma vero: la Juventus si lamenta del trattamento ricevuto dalla classe arbitrale nelle ultime giornate di campionato! Possibile che la Vecchia Signora stia pagando per colpe passate? Possibile che sia sottoposta alla legge del contrappasso? Difficile da stabilire, ma intanto, all’ennesimo errore arbitrale contro, la Juve alza la voce e lo fa nelle persone di Gigi Delneri e Beppe Marotta. Il tecnico è un fiume in piena di fronte alle telecamere di diverse tv:
Abbiamo avuto delle situazioni pazzesche in campo oggi, falli non dati, calci di rigore di un’evidenza sconvolgente. Noi vogliamo rispetto. Non è che ci devono dare tutti i rigori, ma quelli che sono evidenti. Non può dire che non l’ha visto, altrimenti ci piglia anche in giro.
Pochi gol, appena 14, sono la fotografia di ciò che i club più odiano, e cioè i turni infrasettimanali. La stanchezza e gli infortuni, oltre che il freddo, condizionano i calciatori in queste partite obbligate, e così siamo costretti ad assistere a poche reti.
Per fortuna quelle poche che ci sono state sono di ottima fattura, da vedere e rivedere sono quella di Moscardelli, ma soprattutto quella di Nainggolan, il quale oltre ad aver azzeccato il tiro della domenica, ha anche saltato diversi avversari per una rete che se l’avesse segnata Cristiano Ronaldo se ne sarebbe parlato per anni. A voi i gol e le azioni migliori della giornata di Serie A numero 23.
Nuovo stop per il Manchester City che sembra non poter infastidire i cugini nemmeno quest’anno, terza vittoria consecutiva per il Chelsea che esce definitivamente dalla crisi. A livello di risultati, sono queste le notizie che il turno infrasettimanale di Premier League ci regala, ma la copertina va tutta a Wayne Rooney, che probabilmente è uscito da una stagione travagliata fatta di infortuni, scandali sessuali e voci di mercato che non gli hanno permesso di fare ciò che gli riesce meglio: giocare a calcio.
E così, come a voler ricominciare un campionato che per lui parte oggi, è il numero uno a caratterizzare la giornata del centravanti della nazionale inglese. Uno come il primo minuto di gioco quando Rooney mette a segno l’1-0, approfittando di una dormita della difesa dell’Aston Villa che lo lascia libero di muoversi in area; uno come il primo minuto di recupero del primo tempo quando l’attaccante raddoppia; uno come la prima doppietta del campionato che mai era arrivata così tardi per uno dei calciatori più pagati al mondo, il quale ha dovuto attendere 24 giornate per segnare due gol nella stessa partita. Vidic poi metterà il risultato al sicuro e così i Red Devils si portano a casa 3 punti fondamentali.
Il segreto del Brasile per cui è sempre stato e sempre sarà la nazionale più forte al mondo è basato su un esercito di giovani talenti che già a 18 anni, e spesso anche prima, sono talmente preparati da poter esordire già nei massimi campionati europei ad alti livelli.
Il nome del giorno è quello di Ganso, inseguito in passato dalle milanesi, con l’Inter più convinta, e dalla Lazio, almeno prima che il Santos fissasse la sua clausola di rescissione a 54 milioni di euro. Una cifra astronomica che nessuno al mondo potrebbe permettersi, specialmente per un ragazzino di 21 anni che non ha mai giocato in Europa e che è da mesi infortunato, ma sicuramente a fine stagione, o al massimo a gennaio prossimo, il Santos potrebbe ufficializzare il prezzo vero del suo cartellino, e allora scatterà l’asta.
Il fair play finanziario è uno strumento che segnerà una svolta nel mondo del calcio. Per la prima volta nella storia, infatti, con esso viene posto un limite alle spese “pazze” che si sono sostenute durante le annate precedenti, in cui vigeva solo la regola del più forte: chi è più ricco compra i calciatori migliori e vince.
Per venire incontro ad un mondo reale in cui un individuo comune deve lavorare 200 anni per guadagnare quello che un calciatore percepisce in una stagione, e per limitare i forti esborsi finanziari da parte dei presidenti dei club europei, verrà posto un limite che non sarà numerico, ma ancora più semplice da stabilire: spendi quello che guadagni. L’obiettivo è il pareggio di bilancio per i club delle 53 nazioni che fanno parte dell’Uefa, sempre più nei guai a causa dei conti in rosso.
A Cavani & Co. stavolta tocca il ruolo di comprimari, perché a rubare la scena è il Chievo, capace di rimandare a casa i partenopei con due schiaffoni sonanti. Il Napoli perde tre punti e -soprattutto – perde l’opportunità di portarsi a due lunghezze dal Milan capolista, fermato ieri in casa da una Lazio attenta e disciplinata.Gli eroi del giorno rispondono ai nomi di Moscardelli e Sardo, che portano i gialloblu a quota 30 in classifica, verso una salvezza sempre più vicina.
Pochi movimenti alle spalle delle prime della classe, con la Roma che in casa aveva un’opportunità più unica che rara per sorpassare la Lazio e riportarsi in terza posizione. L’atteggiamento dei capitolini non lascia dubbi sul desiderio di chiudere sin da subito la gara contro il Brescia, con Totti, Vucinic e Borriello a fare il bello e il cattivo tempo sul fronte avanzato. Ma per applaudire il gol dei padroni di casa occorrerà attendere fino al minuto numero 13 della ripresa, quando Borriello fa esplodere la Sud. Passano solo 11 minuti ed Eder pareggia i conti, mentre Lanzafame allo scadere “grazia” i giallorossi, colpendo la traversa.
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