Balotelli a Sanremo

Lo scorso anno è stata la volta di Cassano e Marcello Lippi, quest’anno dovrebbe toccare a Mario Balotelli presentarsi sul palco dell’Ariston per coniugare le due passioni italiane, il canto

Buffon: basta parlare di Calciopoli

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L’argomento-nazionale la fa da padrone sulle prime pagine dei giornali, ma è già tempo di pensare alle prossime sfide di campionato e – in particolare – a quello che una volta veniva definito il derby d’Italia, prima che Calciopoli costringesse una delle due contendenti alla retrocessione nella serie cadetta. Juve-Inter non suscita più il fascino di una volta, ma è innegabile che sia una delle sfide più sentite, specie in considerazione delle accuse reciproche e delle richieste più o meno giustificate di restituzione dei titoli. Gigi Buffon si prepara alla sfida, nella speranza che l’argomento-Calciopoli venga lasciato fuori dal campo:

Non voglio più sentire nulla su Calciopoli, il passato è importante ma il futuro lo è ancora di più. E’ innegabile che quest’anno qualche errore arbitrale nei nostri confronti ci sia stato, ma sono un uomo di sport e come tale sono sempre convinto che si tratti solo di sviste, non ho mai pensato ci fosse qualcosa dietro.

Il Milan cerca il nuovo Desailly

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Yann M’Vila è un centrocampista difensivo francese – di origini congolesi – di vent’anni che ha debuttato nella Ligue 1 nel 2009. Da subito è diventato titolare nella squadra che lo ha scoperto – il Rennes FC – ed ha attirato velocemente l’interesse di diversi club – francesi e non -, visto che abbina alle doti fisiche – è alto un metro e 83 centimetri per 78 chili di peso -, grandi capacità difensive.

Ha già debuttato nella nazionale maggiore, chiamato dal nuovo CT Laurent Blanc in occasione dell’amichevole contro la Norvegia dell’11 agosto 2010. E’ partito dall’inizio e nonostante la sconfitta per 2 a 1, è stato considerato il miglior giocatore della partita per la sua squadra. Da allora ha già collezionato cinque presenza nella nazionale A, a cui bisogna aggiungere i match disputati come capitano della Under 21.

Thiago Motta: fiero di essere italiano

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Il numero dei contrari non accenna a diminuire, ma Prandelli continua per la sua strada e non rinuncia a convocare i cosiddetti oriundi, giocatori con origini italiane ma non nati sul suolo nostrano. L’ultimo in ordine di apparizione è Thiago Motta, convocabile per nascita dal ct brasiliano, ma finito nella lista del selezionatore azzurro, che non ha esitato a dichiararlo abile ed arruolato, chiamandolo a difendere i colori dell’Italia nell’amichevole di domani contro la Germania. Il centrocampista nerazzurro parla di sogno realizzato e giura di sentirsi italiano fino in fondo:

La maglia della Nazionale era quella dei miei sogni. Dopo tanti anni ho avuto la possibilità di realizzare ciò che volevo e sono contento di questo. Spero di fare una grande partita, sarà una serata speciale, l’emozione non sarà paragonabile con nessuna di quelle vissute fino ad oggi in carriera. Mi sento un privilegiato per avere questa occasione e cercherò di sfruttare l’occasione al meglio delle mie possibilità. Sono nato in Brasile ma mi sento per il resto assolutamente italiano, contentissimo di essere qui con i miei compagni in Nazionale.

Il Barcellona rischia di perdere Nolito a parametro zero

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Manuel Agudo Durán, più conosciuto con il nome calcistico di Nolito, è un’ala spagnola che gioca nel Barcellona B e che si libererà a giugno a parametro zero.

Come gran parte dei giovani che escono dalla cantera catalana ha grandi doti tecniche e velocità, e un fisico non certo da corazziere – 172 centimetri di altezza. La possibilità di fargli firmare un contratto senza dover pagare un euro al club catalano ha attirato l’interesse di diverse squadre.

Sampdoria: la vicenda-Cassano non è ancora completamente svelata, e intanto parte la class action

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Le nubi sul cielo di Genova, sponda Samp, cominciano a farsi sempre più dense. A margine della conferenza al Banco di San Giorgio del presidente Garrone, era inevitabile che qualche domanda sulla squadra sarebbe capitata, ed infatti ciò che il patron temeva, chiarimenti sulla vicenda-Cassano, è accaduto. A dir la verità non c’è stato nemmeno bisogno di insistere molto, perché evidentemente le verità sono così forti che è difficile trattenerle:

Non vorrei essere stuzzicato a raccontare quale è la storia vera avvenuta con Cassano. Perché non andate a chiedere a Cassano perchè parlerà solo tra dieci anni, come ha già ripetuto tre o quattro volte? Sembra quasi che io l’abbia violentato, anche fisicamente. Non credo sia facile violentare Cassano. È un cosa molto brutta.

Juventus: la rinascita parte dallo stadio nuovo, previsti decine di milioni di incassi

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L’austerity della Juventus degli ultimi anni potrebbe star volgendo al termine. Con il nuovo stadio di proprietà, che in realtà è una piccola città, gli introiti dei bianconeri potrebbero crescere a dismisura, mettendo la società in una posizione di vantaggio rispetto alla concorrenza sul mercato, almeno italiano.

Se, una volta entrate in vigore le regole del fair play finanziario, non si potrà spendere più degli incassi di bilancio nell’anno solare, il nuovo Delle Alpi potrebbe dimostrarsi una miniera d’oro, in confronto a tutti gli altri club italiani che non possono disporre di una struttura simile. Ciò significa che gli incassi saranno elevati, decine di milioni ogni anno, e di conseguenza lo sarà anche il budget per il campionato.

Premier League: Torres fischiato e sconfitto, suicidio Arsenal, da 0-4 a 4-4

E’ stata una giornata incredibile quella appena terminata della Premier League, di certo una di quelle che passano alla storia. Gli occhi di tutto il mondo calcistico erano puntati sullo Stamford Bridge dove Fernando Torres esordiva con la maglia del Chelsea, ironia della sorte proprio contro la squadra che ha guidato per 4 anni, il Liverpool. E com’era facile da immaginare, i sonori fischi degli ospiti, che sembravano padroni di casa a Londra, hanno condizionato la gara dell’attaccante che alla fine uscirà al 66′ senza aver fatto registrare nulla di buono.

E appena Torres esce, il Liverpool segna. La difesa si addormenta, e Raul Meireles insacca il gol dello 0-1 che regala la gioia più grande ai tifosi Reds, e manda nuovamente in crisi Ancelotti. Per sua fortuna però, lì su non è che corrano così tanto. In casa del fanalino di coda Wolverhampton, il Manchester United prima va in vantaggio con Nani, ma poi incredibilmente si fa rimontare nel finale di tempo e perde la gara.

Serie B 25a giornata: FOTO Livorno – Vicenza 0-1

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Posticipo della venticinquesima giornata di serie B.
Stadio Armando Picchi, Livorno:
Livorno-Vicenza 0-1
Rete:
22′ st Soligo (V)

Stavolta è una sconfitta che scoppietta, in casa labronica. Per più di un motivo: in primo luogo, per il fatto che il Vicenza ha ufficializzato la crisi che si vive in casa toscana, con i padroni di casa capaci di inanellare la quarta sconfitta nelle ultime cinque partite; in secondo luogo perchè, nonostante restino in piena zona play off, i locali possono di fatto salutare ogni speranza di cogliere una promozione diretta; infine – ma solo perchè si vuole arrivare al solito, banale ma efficace tre – per via della panchina sempre più traballante di Bepi Pillon, il quale vivrà ore di concitata attesa e trepidazione.

I risultati giustificherebbero il vulcanico Aldo Spinelli a dare il benservito al suo tecnico, della serie “se non ora, quando”: occorre invertire al più presto il trend e i modi per farlo sono a memoria solo due. O il Livorno riesce a ricompattarsi con la fretta più immediata che si conosca oppure il cambio alla guida tecnica sembra l’opportunità più semplice da sperimentare. Vero che in molti casi si rivela controproducente ma è altrettanto vero il fatto che, altrove, la sostituzione dell’allenatore ha riportato equilibrio e armonia. Dettagli non trascurabili che i livornesi mostrano di non conoscere più: oltre a ciò manca pure il gioco, e lo si evince da tempo, al punto da rendere, nello specifico, tutt’altro che ardua l’impresa del Vicenza.

Prandelli: ultima possibilità per Cassano

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Il campionato infiamma gli animi come non succedeva da anni, con la corsa scudetto ancora aperta e nulla da dare per scontato. Ma in questi giorni il discorso cade sulla nazionale, impegnata il prossimo mercoledì contro una delle rivali storiche, la Germania, piena zeppa di nuove leve e decisa a riprendersi un posto di primo piano nel panorama calcistico internazionale.

Prandelli ha puntato su tre debuttanti assoluti (Thiago Motta, Matri e Giovinco) e su molti volti noti, primo fra tutti il discusso Cassano. Giusto o no convocarlo in nazionale dopo la nota vicenda che lo ha portato lontano da Genova? Il ct difende le sue scelte, ma dà una sorta di avvertimento al fantasista:

Mi sembrava giusto e doveroso chiamare Cassano. Finora ha dato un buon contributo. In questo periodo, soprattutto ieri, sta pagando il lavoro svolto. Non gli ho detto nulla di particolare perché quel che c’era da dire lo ha già detto lui: sa che ora ha l’ultima possibilità. Lui ha bisogno di mostrare comportamenti corretti con continuità.

A Mourinho la panchina d’oro

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Dopo il triplete dell’anno scorso, José Mourinho ha conquistato anche la Panchina d’Oro, il premio che gli allenatori del campionato italiano assegnano a chi tra loro si è più distinto nella scorsa stagione.

Un plebiscito – del resto abbastanza scontato – visto che lo Special One ha vinto con più del 70% dei voti. Dietro di lui sono arrivati Gigi Del Neri e Claudio Ranieri. Il vincitore della passata stagione, Allegri ha detto di aver votato per lo Special One, dicendo

merita il riconoscimento, ha vinto tutto durante la scorsa stagione.

Alessandro Matri: vita stravolta in pochi giorni

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Della serie: come può cambiare la vita in un batter d’occhio. Era la fine di gennaio ed Alessandro Matri giocava con la maglia del Cagliari, squadra nella quale è esploso durante le ultime stagioni. Alla porta di Cellino, patron dei rossoblu, si presenta Beppe Marotta, che vuole ad ogni costo portare a Torino l’attaccante, per rinforzare un reparto che fino a quel momento non ha dato garanzie di continuità.

Il giocatore vuole partire, il Cagliari fa il prezzo e la Juve accetta di buon grado, sicura che quel trottolino possa cambiare le sorti della stagione bianconera. Matri arriva dunque sotto la Mole, non cambia le sorti nella gara col Palermo e si prepara ad affrontare la gara proprio contro il Cagliari, la squadra che lo ha lanciato sul palcoscenico nazionale.

Massimo Moratti fa catenaccio

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Messo in cascina il fieno dell’importante vittoria contro la Roma, fuori dagli uffici della Saras Massimo Moratti sta già pensando al prossimo snodo, il derby d’Italia a Torino.

Il posticipo di domenica sera sarà una

partita importante per noi e per loro.

E continua

Inter-Juve o Juve-Inter sono sempre state partite importanti, sempre di tensione. L’importante è che tutto vada liscio sotto il profilo della tranquillità e dello sport.