Sampdoria: la vicenda-Cassano non è ancora completamente svelata, e intanto parte la class action

di Marco Mancini Commenta

Foto: AP/LaPresse

Le nubi sul cielo di Genova, sponda Samp, cominciano a farsi sempre più dense. A margine della conferenza al Banco di San Giorgio del presidente Garrone, era inevitabile che qualche domanda sulla squadra sarebbe capitata, ed infatti ciò che il patron temeva, chiarimenti sulla vicenda-Cassano, è accaduto. A dir la verità non c’è stato nemmeno bisogno di insistere molto, perché evidentemente le verità sono così forti che è difficile trattenerle:

Non vorrei essere stuzzicato a raccontare quale è la storia vera avvenuta con Cassano. Perché non andate a chiedere a Cassano perchè parlerà solo tra dieci anni, come ha già ripetuto tre o quattro volte? Sembra quasi che io l’abbia violentato, anche fisicamente. Non credo sia facile violentare Cassano. È un cosa molto brutta.

Dunque non c’è solo il litigio dietro l’addio del barese, ma probabilmente le voci di mercato che si inseguivano sul suo conto da qualche settimana avevano il loro peso, e potrebbe non essere tutto qui. Speriamo di non dover attendere veramente 10 anni prima di conoscere la verità. Ma purtroppo il problema della Sampdoria non è solo questo.

C’è da tener buona una piazza che si è lamentata per la partenza della coppia delle meraviglie Cassano-Pazzini che ha portato i doriani al quarto posto la scorsa stagione, sostituiti da Macheda-Maccarone che evidentemente non reggono il confronto. Addirittura si dice che alcuni abbonati stiano organizzando una class action per ottenere il rimborso in quanto la squadra per cui avevano pagato centinaia di euro ad inizio stagione era molto più competitiva di quella di oggi, e per questo si sentono “traditi”. Un’altra gatta da pelare per Garrone, come se già non ne avesse abbastanza.

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