Inter, visite mediche cancellate per Eto’o: salta il trasferimento in Russia?

Clamorosa svolta nell’affare Eto’o. Se entro pochi giorni i russi non alzeranno l’offerta per il camerunense, salterà la trattativa. Lo hanno deciso i vertici nerazzurri, già consapevoli che la richiesta di 30 milioni iniziale fosse bassa, che non ci tengono a farsi beffare perdendo il loro miglior giocatore per pochi spiccioli.

Ieri la proposta di Branca di alzare l’offerta, e la risposta degli emissari dell’Anzhi è stata di aumentarla da 22 a 24 milioni. Troppo pochi per Moratti, e così la trattativa è rimasta congelata. La prima reazione è stata la cancellazione delle visite mediche dell’attaccante, che già una volta le aveva rimandate ad inizio settimana, e siccome non sono state nemmeno fissate per un altro giorno, la mossa non fa presagire nulla di buono.

Preliminari Europa League, Lazio – Rabotnicki 6-0

Serata da ricordare per la Lazio di Edy Reja, che nell’andata dei preliminari di Europa League rifila un risultato tennistico al Rabotnicki e mette un piede e mezzo nella fase successiva della competizione europea. L’allenatore biancazzurro lasciava fuori Mauro Zarate, non presente neanche in panchina ed ormai dato sul piede di partenza. In campo andavano Marchetti, Scaloni, Biava, Dias, Radu, Brocchi, Ledesma, Mauri, Hernanes, Cissé e Klose.

La Lazio cominciava subito con il piglio giusto e già al minuto numero 7 Hernanes depositava la palla in rete. Peccato che il gioco fosse fermo per un fallo di mano di Klose che vanificava l’esultanza del brasiliano. Ma lo stesso Hernanes aveva modo di rifarsi qualche minuto più tardi, quando lasciava partire un rasoterra dal limite, facendo secco Dimitrivski.

Preliminari Europa League: Slovan Bratislava – Roma 1-0

Nel giorno dell’inizio ufficiale dell’era DiBenedetto, la Roma si trovava ad affrontare lo Slovan Bratislava nell’andata degli spareggi per l’accesso all’Europa League. Un impegno tutt’altro che agevole, considerando che il club giallorosso è ancora privo di rinforzi fondamentali per il gioco impostato da Luis Enrique, che dall’inizio della sua avventura sulla panchina dei capitolini non fa altro che chiedere pedine importanti da gettare immediatamente nell’arena.

Le prime sorprese arrivano dalla lettura delle formazioni ufficiali, con Totti e Borriello lasciati a scaldare la panchina e la coppia Okaka-Caprari a far compagnia a Bojan nel reparto offensivo giallorosso. Per il resto, l’allenatore spagnolo ha proposto dal primo minuto Stekelenburg in porta, Cicinho e Josè Angel a presidiare le fasce nel reparto arretrato, Cassetti e Burdisso centrali, Brighi, Simplicio e Viviani sulla linea mediana del campo.

Mondiale Under 20, la finale sarà Brasile-Portogallo

 E’ stato l’opposto di quello che ci si aspettava, perchè Portogallo-Francia alla vigilia sembrava una gara equilibrata e difficile, invece i galletti si sono sciolti di fronte alla formazione avversaria, e perchè al contrario il Brasile ha fatico più del previsto in una gara molto equilibrata contro il Messico. Alla fine entrambe le partite sono finite con il medesimo risultato: 2-0 che qualifica alla finalissima  due nazioni così simili calcisticamente e culturalmente e così distanti geograficamente.

Il Portogallo ha continuato a mostrare anche in questa semifinale una solidità difensiva eccellente ed una grande capacità tattica di stare in campo. Una squadra non spettacolare e leziosa, ma solida e concreta. E di fronte a questo la Francia ha potuto fare ben poco. La gara si è fatta subito in salita per i francesi, che dopo soli nove minuti sono passati in svantaggio a causa di un gol di testa di Danilo su un calcio d’angolo che era evitabile. Dopo il gol i blue non trovano la forza per reagire e nel secondo tempo vengono puniti dal rigore di  Oliveira che chiude la partita.

L’Anzhi dopo Eto’o vuole Mourinho?

La notizia è di quella da prendere un po’ con le pinze, viste le cifre in ballo. Se non fosse che di mezzo c’è il magnate russo Sulejman Kerimov e il suo club – l’Anzhi Makhachkala – sarebbe senz’altro da catalogare come sciocchezza estiva.

Sembra che dopo aver offerto uno stipendio faraonico di venti milioni di euro a Samuel Eto’o, il supericco russo stia pensando di assicurarsi i servizi di Mourinho offrendogli per la prossima stagione uno stipendio impensabile in questi tempi magri: cinquanta milioni di euro.

Serie A 2011/2012: conosciamo il Milan

Il Milan è forse la squadra meno misteriosa della Serie A di quest’anno. Rispetto alla passata stagione infatti non è cambiato quasi nulla, e a parte il tormentone dell’estate su mister X, per il resto non c’è molto di cui discutere. Stesso allenatore, stessi giocatori, com’è nella filosofia della dirigenza, squadra che vince non si cambia. Per questo attendiamo gli ultimi giorni di mercato per vedere come e se effettivamente cambierà la formazione titolare.

E non è detto che cambi qualcosa. Fino a questo momento il calciomercato del Milan è stato fatto con il contagocce. Il movimento più “pesante” è stato senza dubbio l’addio di Pirlo, peraltro a parametro zero. Per il resto si è trattato di prestiti (Paloschi, Strasser e tanti giovani) o comproprietà (Merkel), l’unica cessione definitiva è stata quella di Onyewu, mentre in entrata si contano solo Taiwo, Mexes, Ricardo Ferreira, El Shaarawy e alcuni giovani per la Primavera.

Inter – Anzhi: le parti si avvicinano ma ancora niente firma

L’affare lo vogliono chiudere entrambi, ma stranamente i russi, che stanno per offrire ad Eto’o un contratto da 60 milioni di euro, si mostrano stranamente con il braccino corto. Diciamo la verità, pochi attaccanti al mondo valgono quanto Eto’o, eppure l’offerta dell’Anzhi di 20 milioni all’Inter non sembra migliorabile.

Un’offerta che fa ridere, visto che il calciatore vale almeno il doppio, e che sarebbe incomprensibile se Moratti l’accettasse, visto che se vende il suo giocatore migliore per appianare i debiti, non si capisce come mai possa accettare cifre simili.

Champions League: beffa Villareal, battuto dall’Odense

Non mancano le sorprese nei preliminari di Champions League, e dopo il Plzen di ieri, oggi è la volta dell’Odense di stupire. Probabilmente non riuscirà ad ottenere la qualificazione visto che il ritorno in Spagna sarà complicato, ma intanto ha raggiunto l’obiettivo di vincere in casa contro una big del calcio mondiale, il Villareal.

In Danimarca i padroni di casa non disputano una partita memorabile. Il Sottomarino Giallo può disporre di Giuseppe Rossi e Nilmar in attacco, ed una rosa davvero invidiabile, ma non riesce a segnare per tutta la partita. Quando ormai ci si stava avviando verso lo 0-0, a pochi minuti dal novantesimo uno svarione dell’ex Udinese Cristian Zapata regala il gol della vittoria ad Andreasen, che costringe gli spagnoli a vincere con più di un gol di scarto nel ritorno.

Video: Barcellona – Real Madrid, la rissa finale

Diciamolo chiaramente: José Mourinho è molto poco “Special” quando perde, e in particolare quando questo fenomeno si ripete troppo spesso – e sempre contro la stessa squadra.

Il Barcellona ha da poco segnato – ovviamente con Lionel Messi – il gol che farà alzare ai blaugrana il primo trofeo della stagione, quando Marcelo compie un’entrata da codice penale contro il nuovo acquisto dei catalani: il cavallo di ritorno Cesc Fabregas.

Supercoppa spagnola: Barcellona – Real Madrid 3-2, blaugrana campioni

Partita emozionante e ricca di gol quella che ha visto scontrarsi il Barcellona ed il Real Madrid nel secondo clasico della stagione. L’andata della Supercoppa spagnola si era conclusa sul 2-2 ed al Barça sarebbe bastato lo 0-0 tra le mura amiche per mettere le mani sul primo trofeo stagionale. Ma quando scendono in campo le due grandi di Spagna difficilmente le reti restano inviolate ed era quindi lecito attendersi l’ennesima gara spettacolare.

Nella prima parte di gara il Real sembrava intenzionato a ribaltare il pronostico e Cristiano Ronaldo testava i riflessi di Valdes già al primo minuto. Ma verso il quarto d’ora i padroni di casa si facevano avanti con Pedro che impegnava Casillas, lesto a respingere di piede. Il gol era nell’aria ed arrivava di lì a poco, quando Messi inventava per Iniesta, che scavalcava il numero uno ospite e faceva esultare il Camp Nou.